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CRONACA

Omicidio Vaccaro, condanne ridotte per Marroni e D’Antonio

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Matteo Vaccaro in una foto con i suoi cani

Matteo Vaccaro in una foto con i suoi cani

LATINA-Condanne ridotte dai giudici della Corte d’Assise Appello per il processo per l’omicidio di Matteo Vaccaro, ucciso il 31 gennaio del 2011 al Parco Europa di via Bruxelles a Latina.  Alex Marroni, ritenuto l’esecutore materiale del delitto è stato condannato a 16 anni di reclusione, sei mesi in più rispetto a Francesco D’Antonio, ritenuto l’ispiratore materiale del delitto. Condanna a tre anni e quattro mesi per gli altri quattro imputati: Fabrizio Roma, Matteo Ciaravino, Paolo Peruzzi e Gianfranco Toselli, il fatto è stato riqualificato e per i quattro, se non detenuti per altra causa, i giudici hanno disposto l’immediata scarcerazione. La Corte d’Assise d’Appello ha quindi accolto la tesi difensiva di Roma, Ciaravino, Toselli e Peruzzi che  non sapevano che Marroni fosse armato di pistola e che quindi erano convinti di partecipare ad un confronto con la vittima e non a un omicidio.

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CRONACA

Sud Pontino, incendi sugli Aurunci: l’allarme delle associazioni sulla prevenzione

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Gli incendi che nelle ultime settimane hanno interessato diversi versanti dei Monti Aurunci, nel territorio del Sud Pontino, riaccendono il dibattito sulla prevenzione del rischio incendi e sulla gestione delle aree collinari e montane. A intervenire sono le associazioni “Comunità Lazio Meridionale ed Isole Pontine” e “Incontri & Confronti”, che parlano di una situazione ambientale sempre più delicata.

Nel comunicato vengono citati gli incendi che hanno interessato Piroli-Costamezza, Castellonorato, il Redentore e il canalone che parte da Bocca di Rivo, nella zona di Trivio, oltre all’ultimo rogo registrato proprio a Castellonorato. Secondo le associazioni, nonostante una parte consistente del versante degli Aurunci affacciato sul mare sia stata risparmiata, gli episodi hanno provocato danni rilevanti alla vegetazione e al territorio.

Al centro dell’appello c’è soprattutto il rapporto tra incendi, cambiamenti climatici e fragilità del territorio. Le associazioni chiedono di intervenire sulle pratiche di gestione dei terreni e dei pascoli che prevedono l’utilizzo del fuoco, sostenendo che, in condizioni di temperature sempre più elevate e di maggiore siccità, possano aumentare il rischio di incendi e contribuire al dissesto idrogeologico.

Nel mirino finisce anche la prevenzione. Le associazioni ricordano il Piano Antincendi Boschivi 2021-2025 del Parco dei Monti Aurunci, elaborato dalla società D.R.E.AM., che a loro giudizio non sarebbe stato finanziato né attuato. Viene inoltre citato il Piano di Gestione e di Assetto Forestale del Comune di Formia, per il quale viene evidenziato un investimento di 60mila euro e la successiva scadenza senza la realizzazione del piano.

Un altro punto riguarda il cosiddetto fuoco prescritto, pratica di gestione della vegetazione attraverso bruciature controllate. Le associazioni ricordano che la relativa norma regionale, introdotta nel 2022, è stata revocata nel novembre 2025 e chiedono che venga ripristinata. Sul tema, riferiscono, il consigliere regionale Salvatore La Penna ha presentato una mozione.

La richiesta è quindi quella di un intervento coordinato che coinvolga Comuni, Regione Lazio, Parco dei Monti Aurunci, allevatori e operatori della montagna. Tra le misure indicate nel comunicato ci sono fasce antincendio, invasi, interventi di fuoco prescritto e strumenti di incentivo per favorire una corretta gestione dei terreni.

Le associazioni chiedono infine che il tema torni al centro delle prossime audizioni in commissione regionale, con l’obiettivo di individuare risorse e strategie condivise. Il principio indicato nel comunicato è quello di puntare maggiormente sulla prevenzione, oltre che sulle risorse necessarie per affrontare le emergenze quando gli incendi sono già divampati.

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CRONACA

Latina, aggiudicate al Consorzio Intesa le gare per gli asili nido comunali

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Saranno affidati al Consorzio Intesa i servizi degli asili nido comunali di via Aniene, via Bucarest e via Gran Sasso d’Italia per il triennio 2026-2029. Al consorzio è stato affidato, per lo stesso periodo, anche il servizio di supporto alle attività didattiche e ausiliarie delle scuole dell’infanzia comunali paritarie e degli asili nido.

Le due gare sono state formalmente aggiudicate dal servizio Pubblica istruzione del Comune di Latina, dopo che i relativi provvedimenti sono diventati efficaci.

L’amministrazione comunale assicura che il passaggio alla nuova gestione non comporterà disservizi per le famiglie. L’assessore alla Pubblica istruzione Federica Censi ha spiegato che le procedure di gara sono state completate nei tempi previsti e ha ricordato anche l’internalizzazione dell’asilo Babylandia, approvata dal Consiglio comunale lo scorso 29 giugno.

Nel frattempo sono già partite le attività preparatorie. Dal primo settembre il personale educativo comunale è in servizio per sistemare e allestire gli ambienti. Dall’8 settembre le famiglie possono inoltre contattare telefonicamente il nido assegnato per fissare i colloqui preliminari con le educatrici, in vista dell’inserimento dei bambini.

Secondo quanto riferito dall’assessore, le modalità e i tempi di avvio sono in linea con quelli adottati negli ultimi cinque anni scolastici. I colloqui rappresentano il primo momento di confronto tra famiglie ed educatrici e servono a raccogliere informazioni sulle abitudini e sulle esigenze dei bambini, così da preparare un inserimento il più possibile personalizzato.

L’inserimento dei bambini più grandi partirà da domani, con tre ore al giorno fino a venerdì. Da lunedì, invece, è previsto l’avvio della frequenza per tutti i bambini. Censi respinge quindi le segnalazioni relative a presunti “cancelli chiusi” e parla di procedure svolte con regolarità e trasparenza, escludendo la presenza di disservizi negli asili comunali.

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CRONACA

Aprilia, oltre 12 grammi di crack e cocaina in casa: arrestato 43enne

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Oltre 12 grammi di crack e quasi 10 grammi di cocaina, insieme a materiale per il confezionamento delle dosi, quattro bilancini di precisione e circa mille euro in contanti. È quanto hanno trovato i Carabinieri durante una perquisizione nell’abitazione di un 43enne di origine albanese, arrestato ad Aprilia con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è scattata nella mattinata di sabato al termine di un’attività investigativa condotta dai militari della Sezione Operativa del Reparto Territoriale di Aprilia, impegnati nel contrasto allo spaccio di droga. I Carabinieri avevano monitorato gli spostamenti dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine anche per precedenti legati agli stupefacenti, prima di procedere con la perquisizione domiciliare.

Tutto il materiale è stato sequestrato. La droga sarà sottoposta nei prossimi giorni ad analisi di laboratorio, su disposizione della Procura della Repubblica di Latina.

Nel corso dello stesso intervento, il 43enne è stato inoltre denunciato a piede libero per occupazione abusiva di immobile pubblico. Secondo quanto accertato dai militari, l’uomo aveva stabilito abusivamente la propria dimora all’interno di uno stabile di proprietà del Comune di Aprilia.

Al termine delle formalità, l’uomo è stato trasferito nella Casa circondariale di Latina, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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