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La Regione investe sul welfare: tre nuovi bandi

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regione-palazzoLATINA – Investire su un modello di welfare partecipativo e sull’innovazione sociale, per rispondere ai bisogni delle persone più fragili e  generare nuove opportunità di lavoro e di sviluppo. Si terrà venerdì 25 luglio a Latina, nella Sala consiliare della Provincia, in via Andrea Costa 1, alle ore 11.30, il primo degli incontri organizzati dalla Regione Lazio per presentare sul territorio “Innova tu”, “Fraternità” e “Bene in Comune”, i tre nuovi bandi per le politiche sociali che metteranno a disposizione oltre 7 milioni di euro per progetti di inclusione sociale.

L’iniziativa è aperta in particolare alle Amministrazioni comunali della Provincia, alle organizzazioni del Terzo settore, al mondo dell’associazionismo e del volontariato e alla stampa locale. All’incontro parteciperanno l’assessore regionale alle Politiche sociali e allo sport, Rita Visini e il Consigliere regionale, Enrico Forte.
L’obiettivo dei tre avvisi pubblici è quello di investire su un modello di welfare partecipativo e sull’innovazione sociale, per rispondere ai bisogni delle persone più fragili e generare nuove opportunità di lavoro e di sviluppo.
Con il “Bando della Fraternità”, rivolto a Terzo settore, associazionismo, volontariato, cooperazione e impresa sociale, enti religiosi e fondazioni, la Regione assegnerà 4 milioni di euro sostenendo circa 200-250 interventi diffusi su tutto il territorio regionale in favore di famiglie, giovani, donne, immigrati e seconde generazioni di immigrati, persone con disabilità fisica e psichica.
“Innova tu”, invece, mette a disposizione 1 milione 500 mila euro per la valorizzazione delle imprese sociali, puntando su agricoltura sociale, co-working, welfare di quartiere, rigenerazione urbana dei quartieri degradati, app e sistemi informatici per il sociale.
Infine, il bando “Bene in Comune” si rivolge agli Enti locali e ai soggetti pubblici (anche in partnership con il Terzo settore) e assegnerà 1 milione 650mila euro a progetti per le politiche per gli anziani e per le attività di potenziamento dei servizi socio-assistenziali.

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CRONACA

Terracina, scoperto rimessaggio nautico senza autorizzazioni

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Rimessaggio nautico senza autorizzazioni scoperto a Terracina. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia locale hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 61 anni residente a Latina, già noto alle forze di polizia.

Il provvedimento è scattato al termine di un controllo mirato effettuato dai militari dell’Arma insieme al personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina, nell’ambito di un’attività delegata dall’autorità giudiziaria finalizzata all’esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro di un natante rinvenuto nell’area. Durante gli accertamenti è emerso che l’attività di rimessaggio nautico riconducibile all’indagato veniva svolta senza la preventiva Segnalazione certificata di inizio attività, la cosiddetta SCIA. I militari hanno inoltre verificato che il rimessaggio veniva effettuato all’interno di un capannone situato su terreno agricolo senza la necessaria variazione di destinazione d’uso.

Per questo motivo è scattato il sequestro preventivo d’iniziativa di un capannone di circa 300 metri quadrati, dove si svolgeva l’attività, e dell’intero terreno agricolo di circa 2.500 metri quadrati. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei Carabinieri sulle imbarcazioni rimessate nell’area e su alcuni motori marini rinvenuti all’interno della struttura.

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Aprilia, completate con successo le operazioni di rimozione dell’ordigno bellico

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Si sono concluse con successo nel primo pomeriggio di oggi le operazioni di bonifica dell’ordigno bellico di nazionalità americana, risalente alla II Guerra Mondiale, rinvenuto lo scorso 19 dicembre in via della Cogna, ad Aprilia. Il 21° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito ha dato il via alle attività nelle primissime ore della mattina, con la costituzione in Prefettura del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) al quale hanno preso parte il Comune di Aprilia, i Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia, l’ASL, l’ARES 118, le associazioni di volontariato di protezione civile di Aprilia, la Croce Rossa Militare e i gestori dei servizi pubblici essenziali.

Il via libera alle operazioni è stata data una volta verificata la puntuale adozione delle misure a tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica previste dall’ordinanza con cui sono state definite le diverse fasi dell’intervento. La prima fase, quella più delicata, di despolettamento dell’ordigno è terminata con ampio anticipo rispetto alle tempistiche preventivate, consentendo il successivo trasporto della bomba presso la cava Barbetti di Priverno per il brillamento, in linea con quanto programmato.

 

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Roccagorga, discarica abusiva e gestione illecita di rifiuti: una denuncia

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forestali roccagorga

Discarica abusiva e gestione illecita di rifiuti in un’area boscata di Roccagorga. Nei giorni scorsi i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Priverno, impegnati nelle attività di controllo del territorio e di contrasto ai reati ambientali, hanno individuato una vasta area utilizzata come deposito illegale di rifiuti in località “I Pozzi”.

Il terreno, di proprietà privata, si trova in una zona in parte agricola e in parte boscata, sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico. L’area dista circa 50 metri da un fosso che confluisce nel Fosso della Fornace e ricade inoltre nella Zona di Protezione Speciale “Monti Lepini”. Secondo quanto accertato dai militari, l’accumulo di materiali si è configurato come una vera e propria discarica abusiva, frutto di abbandoni ripetuti nel tempo che hanno trasformato l’area in un deposito di rifiuti con rischio di compromissione del suolo, del sottosuolo e dell’ecosistema boschivo. La discarica, rimasta nascosta per anni dalla vegetazione, sarebbe emersa solo recentemente dopo alcuni interventi di utilizzazione boschiva che hanno ripulito l’area dagli arbusti.

I Carabinieri Forestali hanno quindi proceduto al sequestro di circa 4.000 metri quadrati di terreno, dove sono stati rinvenuti complessivamente circa 80 metri cubi di rifiuti. Tra questi scarti provenienti da lavori edili, componenti di autoveicoli e motocicli, carcasse di vecchie auto, materiali plastici e metallici, oltre a mobili, elettrodomestici, sanitari e taniche di olio esausto. Al termine degli accertamenti è stato deferito in stato di libertà il proprietario del terreno con l’accusa di gestione illecita di rifiuti pericolosi e non, discarica abusiva e inquinamento ambientale.

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