Spostano la società dal Circeo a Londra, per aggirare il Fisco: frode milionaria

Sequestrati beni immobili e mobili o per un milione 900mila euro

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Il comandante provinciale della GdF , Giovanni Reccia

Il comandante provinciale della GdF , Giovanni Reccia

SAN FELICE CIRCEO – Da San Felice Circeo a Londra per mettere a segno una frode milionaria nel settore immmobiliare. La scoperta è stata fatta dai finanzieri di Sabaudia che hanno accertato un’evasione  di 5 milioni di base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte dirette e dell’irap,  di un milione di iva dovuta all’erario e mai versata. Per questo sono state denunciate 4 persone tra amministratori e soci della impresa immobiliare e sequestrati  beni mobili ed immobili per un valore di circa 1,9 milioni di euro.  Sotto chiave 17 immobili tra abitazioni, magazzini e terreni, ad Aprilia, Nettuno, Roma, Anzio, Cori, Terlizzi ed Acuto; 8 conti correnti e depositi, e una polizza vita del valore di euro 737.000,00.

Le indagini sono partite dalla  compravendita di un capannone con vari locali a Cisterna, di proprietà’ della società immobiliare: cinque milioni di euro oltre iva il valore dell’immobile che, dopo una fittizia operazione di cessione di quote societarie, e’ stato venduto ad una nota societa’ di leasing, di diritto inglese con sede a Londra, la quale ha acquisito le quote sociali della immobiliare al valore di due milioni di euro, procedendo di fatto all’acquisto dell’immobile. “Singolare  – dicono i finanzieri – la circostanza che la societa’ immobiliare, prima della cessione delle quote, si sia spogliata di tutti gli altri beni posseduti. La società inglese, lo stesso giorno in cui ha acquistato le quote ha rivenduto l’immobile in questione, presso il medesimo notaio, alla società di leasing, al prezzo di cinque milioni di euro piu’ iva (totale sei milioni di euro), ovvero ben quattro milioni di euro in piu’ rispetto al prezzo di acquisto delle quote. Poi, al termine di queste operazioni (acquisto di quote e contestuale vendita dell’immobile) anche la societa’ immobiliare pontina ha trasferito la propria sede a Londra, evitando gli adempimenti fiscali.

Nei guai sono finiti tre italiani residenti a Roma ed una cittadina americana accusati di associazione a delinquere (art. 416 c.p.), truffa ai danni dello stato (art. 640 comma 2 punto 1 c.p.), omessa presentazione delle dichiarazioni (ai fini iva ed imposte dirette) e di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (artt. 5 e 11 del d.l.vo 74/2000).

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