Confessa il cancelliere del Giudice di Pace arrestato dalla Finanza. Interrogatorio dal Gip

Il difensore di Dario Pace chiede i domiciliari. Il giudice si riserva

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iansiti legge la sentenzaLATINA –  E’ durato mezz’ora davanti al gip Nicola Iansiti, l’interrogatorio di garanzia di Dario Pace, il funzionario dell’ufficio Giudice di Pace di Latina arrestato con l’accusa di peculato e di distruzione di atti in un’inchiesta della Guardia di Finanza dalla quale sono emerse situazioni incredibili. Presente anche il pm Giuseppe Miliano che ha coordinato l’inchiesta.

Pace ha ammesso gli addebiti di fronte all’evidenza dei fatti e degli elementi raccolti nel corso delle indagini. Il cancelliere da tempo sottraeva le marche a bollo di vecchi atti e le vendeva ad avvocati compiacenti in cambio di somme di danaro “scontate” rispetto al valore bollato.

L’inchiesta prosegue ora su un altro filone. Sotto la lente degli investigatori del Nucleo di polizia Tributaria (che nel corso dell’operazione scattata il 2 ottobre hanno sequestrato fascicoli e documenti di vario genere) sono finiti anche i registri delle presenze del personale, per verificare quella che sembrava una pratica alquanto diffusa tra alcuni dipendenti, l’assenteismo. L’inchiesta era scattata dall’esposto presentato da un magistrato.

Dario Pace è difeso dall’avvocato Paolo Censi che ha chiesto gli arresti domiciliari. Il Gip Nicola Iansiti si è riservato

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