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Scontri Latina – Pescara, arrestati sette ultras del Latina

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Il dirigente della Digos Artusi e sopra le immagini degli scontri

Il dirigente della Digos Artusi e sopra le immagini degli scontri

LATINA – Mano pesante della Questura di Latina contro i violenti allo stadio. Sono stati arrestati utilizzando l’istituto della flagranza differita previsto proprio per le manifestazioni sportive, sette ultras del Latina che hanno preso parte agli scontri avvenuti sabato al Francioni prima del match Latina- Pescara. Sono accusati di rissa, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, rapina, lancio pericoloso di oggetti, porto abusivo di arma, violenza durante manifestazioni sportive e travisamento. “Hanno risposto ad un provocazione degli ultras del Pescara – ha spiegato il dirigente della Digos di Latina Roberto Artusi che ha coordinato le indagini scattate al termine della partita – certo, non si sono sottratti alle violenze e anzi hanno ingaggiato una violenta rissa con l’uso di bastoni, aste di bandiera e cinghie”. Ascolta

ARRESTI ULTRAS

“Un’azione premeditata, studiata e voluta dai tifosi del Pescara”,  ha detto il Questore di Latina Giuseppe De Matteis elogiando il lavoro della Digos che in meno di 48 ore (quelle previste per la “flagranza differita”) hanno analizzato i filmati della Scientifica arrivando all’identificazione dei violenti. “Il messaggio che voglio dare è che non ci sono zone franche, nessuno può mettere a rischio la sicurezza pubblica e chi lo fa, paga. Abbiamo cose più importanti di cui occuparci in questa città che dei violenti allo stadio”.

Nelle camere di sicurezza da questa mattina sono rinchiusi Giancarlo Alessandrini, 41 anni, Emanuele Minniti, 20 anni, Alessio Di Razza, 19, Mirko Abbracciante, 30, Massimo Scarpati, 50 , Stefano Simi, 38 e Giancarlo Fabroni, 42 anni, tutti del tifo organizzato, alcuni sono ultras storici nerazzurri.

Gli ultras ares

Gli ultras arrestati

IL VARCO – Il varco nel dispositivo di sicurezza istituito dalle forze dell’0rdine intorno allo stadio, rafforzato perché l’incontro era classificato ad alto rischio dall’Osservatorio per le manifestazioni sportive, è stato trovato in Via dei Mille dove i pescaresi arrivati a bordo di caravan e auto hanno bloccato i mezzi, minacciato una pattuglia dei vigili urbani, che non è riuscita a fermarli,  si sono diretti armati verso la curva nord, lanciando oggetti. Le immagini riprese dalle telecamere sono inequivocabili e certificano che più di trenta persone hanno preso parte attiva alla rissa. “Continueremo a lavorare per identificare tutti”.

Solo due per ora i tifosi ultras del Pescara arrestati dalla Questura abruzzese.

 

5 Comments

5 Comments

  1. Oreste

    16 Febbraio 2015 at 13:49

    Questi zingari arrivano sotto la Nord, minacciano con bastoni bottiglie sassi spranghe aggrediscono i tifosi del latina che si accingono ad entrare allo stadio, la polizia si barrica all’interno della curva e alla fine chi arrestano? I tifosi del latina. Mahhhhhhhhhhhh

  2. Marco

    16 Febbraio 2015 at 23:38

    In tanti anni di stadio non ho mai visto una cosa del genere, questi sono rivali dei laziali ma noi che c’entramo? So arrivati armati e con volti coperti lanciano fumoni, menomale che hanno chiuso i cancelli, solo che dentro se so chiuse pure le guardie…

  3. cima

    17 Febbraio 2015 at 17:16

    Premetto Ke nn faccio parte di nessun gruppo della curva….quello Ke ho visto sabato nn l ho mai visto in vita mia…ho fatto in tempo ad entrare in curva con mia figlia di nove anni e subito dopo si è scatenato il panico.la prima cosa Ke ho detto, incaz…com’ero vedendo mia figlia impaurita, ad un carabiniere e stato “ma come c… è possibile Ke ste m… sono arrivate fin sotto la curva senza Ke nessuno di voi le fermasse prima”? Lui con un sorriso del c… si è girato di spalle, dietro al cancellone chiuso,allora li ho iniziato a pensar male….sarà peccato ma molte volte….

  4. maria

    20 Febbraio 2015 at 23:48

    E’ un indecenza chiudere i cancelli , le forze dell ordine dentro e quei poveri ragazzi fuori a difendersi . E dopo tutto penso che questi so uomini e no quelli cotardi che si chiudono dietro a un cancello . Penso propio che quelli da arrestare so loro perche nn hanno tutelato la gente ultras o non che erano li x vedere la partita in santa pace. Vergognatevi dovreste cambiare lavoro, mettete a fa i piliziotti gli ultras che avete arrestato che e’ meglio . Almeno hanno una dignita’ e nn so scappati. Fatevi tutti un esame di coscienza e pensate che ci sono pure padri di famiglia che nn so delinquenti.
    I veri delinquenti so quelli che hanno chiuso icancelli e si sono fatti una risata, quelli si che li lascerei chiusi x sempre cotardi. Nn dico altro fatevi solo un esame di coscienza e pensate che state dando un esempio alla citta che nn e’ molto onesto quando i primi a sbagliare sono propio quelli che invece dichiudete i cancekli avrebbero dovuto fermare gli abbruzzesi.
    Buonanotte

  5. frank

    25 Febbraio 2015 at 8:08

    E SE POI CI SCAPPAVA IL MORTO?

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Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”

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(foto Alessio Privato)

LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni  ha battuto per 2-0 il Forlì con  i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.

“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.

IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì

Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.

Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.

Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.

Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.

IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.

Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.

Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)

Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)

Espulsi: 31’ Palomba (F)

Angoli: Latina 6 – 5 Forlì

Recuperi: 4’ pt / 5′ st

Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti

 

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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato

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“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.

Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.

Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.

Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:

 

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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto

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LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina,  in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha  parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.

“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse,  soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale,  ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.

Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo  – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie  e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.

 

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