INCONTRO CON IL PREFETTO PIERLUIGI FALONI

Sicurezza e bene comune, i cittadini ci aiutino a migliorare il sistema

Ad un mese dal suo arrivo a Latina il rappresentante di governo si presenta

Prefetto FaloniLATINA –  Si definisce concreto e leale, ama i motori più del fitness, è pignolo e organizzato. Romano, 60 anni da festeggiare a maggio, è sposato e ha due figli, uno medico, l’altra giornalista. E’ la carta di identità del Prefetto Pierluigi Faloni. Arrivato a Latina da un mese (prende il posto di Antonio D’Acunto) ha chiesto numeri e statistiche, e poi si è preso il tempo per studiarli: “Per conoscere il territorio, i suoi punti di forza e di debolezza. Il lavoro di un Prefetto parte da qui. Ora mi sento pronto”. Oggi ha incontrato i media.

Imprese, occupazione, disoccupazione, crisi aziendali, incidenti stradali, reati e criminalità organizzata, immigrati e rifugiati, depositi e prestiti, un vero e proprio dossier quello che Faloni stringe tra le mani e sfoglia illustrando pagina dopo pagina la provincia di Latina in cifre. Un lavoro già condiviso con gli altri rappresentanti istituzionali, con il sindaco di Latina, la presidente della Provincia, il sottosegretario Amici, i parlamentari, i vertici di tutte le forze dell’ordine.

“La Prefettura per me è un palazzo di vetro, tutti possono vedere dentro, e noi possiamo e dobbiamo guardare fuori”, premette ASCOLTA

FALONI

Sulla sicurezza delle strade c’è già un pool al lavoro. Dopo l’impennata di incidenti con esito mortale che ha contrassegnato l’inizio del 2015, la carta della provincia viene controllata minuziosamente per studiare la rete stradale e aggiornare quella della sorveglianza (e degli autovelox). “Nel 2014 ci sono stati 46 incidenti mortali, sei anni fa erano stati 87. Si sono dimezzati ma sono sempre tanti. Su questo bisogna lavorare ancora”, spiega Faloni rimarcando che solo nel 2014 sono state ritirate 1200 patenti per comportamenti di guida scorretti e 21mila sono stati i punti decurtati. Tremila, invece, le auto che giravano senza assicurazione, che sono state sequestrate o confiscate.

Anche sul fronte occupazione c’è da lavorare: “Latina è molto operosa  – dice – e si è fatta un nome all’estero dove il distretto chimico farmaceutico è considerato un’eccellenza. Se mi chiedete com’è Latina, vi dico che in questo è bellissima. Ci sono poi aziende che vanno meno bene e spero di poter lavorare per quelle che hanno potenzialità di riconversione”. Un alt netto, al lavoro nero,  un messaggio chiaro lanciato alle imprese agricole: “Troppo pochi i braccianti censiti per così tante imprese, credo sia necessario andare a fondo”.

Un pallino la partecipazione di tutti alla sicurezza collettiva: “A Latina  siamo 60 mila , che significano 120 mila occhi. Mi rivolgo ai cittadini per chiedere che si adoperino per migliorare il sistema. Ognuno può fare la sua parte senza trasformarsi per questo in un agente segreto. Tutti dobbiamo sentirci partecipi della sicurezza di una città, e dobbiamo contribuire a realizzare il bene comune, cominciando dalle piccole cose, come per esempio non buttare la carta a terra”.

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