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Torna il vinile tra i giovanissimi: storia di Vinileria, paradosso dell’era digitale

Latina, i 33 giri battono Mp3 e compact disc. Quando la passione diventa realtà, intervista ad Alberto Dalla Libera

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LATINA – Un vecchio appassionato di musica pop metal anni ’80 attende trepidante l’ultimo disco dei Danger Danger, ricercato da 15 anni e rintracciato in un negozio di uno sperduto paesino americano. Lo stesso, poco dopo, discute animatamente sull’eterna diatriba tra suono digitale e analogico con un artista collezionista che mette addirittura vecchi Lp nel forno per la creta e ne tira fuori piccole opere d’arte. Il tutto mentre una frotta di adolescenti riesce ad aggiudicarsi il disco cult dei Beatles ascoltato con molta probabilità dai loro nonni.

Siamo nella Vinileria di via Ezio, poco fuori il centro di Latina, punto di incontro generazionale e paradosso dell’era digitale. Sintesi di un mercato, quello musicale, che non smette di stupire e che sulla scia delle tendenze statunitensi (e nell’ultimo anno anche europee) sta ritornando al caro vecchio vinile. Sono molti infatti, gli artisti italiani che hanno deciso di stampare anche in vinile, da Tiziano Ferro a Gianna Nannini, passando per i Baustelle, Elio e le Storie Tese e Vasco Rossi, facendo riprendere quota alla produzione e alla vendita del vecchio supporto vintage.

 “L’idea di aprire Vinileria, apparentemente controtendenza vista la chiusura in tutta Italia di negozi di dischi – spiega Alberto Dalla Libera, giornalista, musicista post rock e fondatore di Vinileria – è nata tantissimi anni fa quando, giovanissimo, lavoravo come garzone in un negozio di dischi qui a Latina. Una passione che mi sono portato dietro negli anni. Poi la svolta e l’apertura del negozio due mesi fa: ho deciso di crederci quando ho visto che negli ultimi tre anni in tutto il mondo la vendita di vinili aveva superato del  70% quella dei compact disc e anche della musica digitale scaricata legalmente”.

ASCOLTA Alberto Dalla Libera:

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Il mezzo è rimasto sicuramente vintage ma si è adeguato ai tempi, oggi ogni Lp ristampato o nuovo di zecca prevede al suo interno la possibilità di scaricare file digitali da ascoltare successivamente su cellulare o pc. “Diciamo – spiega Alberto Dalla Libera – che una idea vecchia si è adeguata alla modernità, tanto che possiamo dire che la nostra è stata una scommessa non così rischiosa”.

Quello che balza agli occhi oltre alla nutrita nicchia di appassionati e collezionisti pontini è il via vai nel negozio di ragazzi che – come spiega Alberto – sono la vera rivelazione e spinta a questo mercato. “E’ straordinario  – racconta – vedere ragazzi con meno di 18 anni che chiedono album dei Deep Purple o dei Pink Floyd visti forse ai padri o ai nonni. Stranamente, devo ammettere che ci sono più clienti tra i giovanissimi. I ragazzi oggi magari ascoltano su Spotify ma poi acquistano dischi recenti  o classici e migliorano il mercato molto più di chi ha vissuto il vinile per davvero. Sono convinto che come è sparita la cassetta prima o poi sparirà anche il cd”.

Un’avventura che ha portato Alberto a viaggiare per il mondo, soprattutto in Inghilterra e Germania, tra mercatini e fiere alla ricerca di chicche introvabili e rarità. “Un esempio l’album Banco del Mutuo Soccorso, il primo dell’omonimo gruppo rock italiano  con la copertina  sagomata a salvadanaio, un disco molto comune negli anni ‘90 ora arrivato a quotazioni altissime ma noi l’abbiamo trovato!”.

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In merito alla leggenda che vuole migliore il vinile del compact disc e viceversa, Alberto sembra non avere dubbi, “il supporto del vinile è antico, è fisico e resta ancora il migliore, ci vuole però una apparecchiatura adatta, un impianto magari vintage. Poi oggi le ristampe sono in 180 grammi e rendono sicuramente un suono migliore”.

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Mentre il passato torna prepotente nel futuro, in sottofondo vanno le note calde di J.J. Cale e davanti alle domande insistenti per capire chi vincerà tra cd e 33 giri, a fugare ogni dubbio si gira un uomo sulla settantina che con fare deciso, indica il disco che gira e assorto afferma: “La differenza… è la bellezza!”.

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