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CRONACA

Latina, le case per i papà occupate da famiglie criminali. Un’associazione riapre il caso

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scipioneLATINA – Torna prepotentemente in primo piano in questi giorni una storia assurda, tutta latinense. E’ quella delle case per i papà separati, progetto ideato dall’assessore ai servizi sociali del Comune di Latina Patrizia Fanti e finanziato dalla Regione, bloccato perché non è mai stato approvato il regolamento comunale che doveva fissare le norme per la gestione di tre appartamenti di proprietà comunale che si trovano in Via Scipione l’Africano e che avrebbero dovuto essere destinati allo scopo.  Ma c’è di più.
Nell’inerzia dell’Amministrazione, le case sono state occupate (ovviamente non da papà separati) e parte degli arredi portati via senza che nessuno abbia mosso un dito. Dopo le numerose segnalazioni dell’ex assessore Fanti, la vicenda è riportata alla luce oggi dall’associazione Adiantum che denuncia: “Quegli appartamenti sono in mano a famiglie criminali locali”.
L’associazione spera nell’intervento del commissario Giacomo Barbato al quale spetterebbe il compito non solo di riprendere l’iter dove si era interrotto e approvare il regolamento, ma di verificare la legittimità del titolo in base al quale alcune famiglie si sono installate in quelle case, da chi e se sono state autorizzate da qualcuno, e eventualmente restituire gli alloggi alla loro destinazione originaria.
“La casa con papà – spiega patrizia Fanti – doveva favorire i contatti dei padri separati e rimasti senza casa con i figli in un ambiente familiare. Con gli uffici abbiamo lavorato al progetto con grande entusiasmo, sono profondamente rammaricata per come sono andate le cose. C’è stata una totale negligenza non so se voluta o non voluta, non spetta a me dirlo, ma hanno portato al fallimento un progetto utile alla città e alle persone in difficoltà in un momento oltretutto di grande crisi”.
Un altro esempio di come la cattiva gestione della cosa pubblica possa favorire situazioni di pura illegalità. Oltre allo sperpero di danaro (pubblico anche quello).
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CRONACA

Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia

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APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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CRONACA

Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia

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tribunale di latina

LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di  fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.

La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.

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CRONACA

Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso

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LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.

Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef,  18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.

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