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Consorzio di Bonifica, intervento della Regione ma sciopero confermato

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La sede del Consorzio di Bonifica a Latina

La sede del Consorzio di Bonifica a Latina

LATINA – Vertenza Consorzio di Bonifica di Latina: si profila un intervento della Regione Lazio con lo stanziamento di 38 milioni di euro su tutto il territorio regionale, 3,4 milioni saranno impegnati entro il 2015. Di questi, 1 ,5 milioni saranno destinati alla provincia di Latina. In attesa di conferme il sindacato si prepara allo sciopero e alla manifestazione che si svolgerà  martedì.

Al momento,  l’unico dato certo è il pagamento, entro il 15 novembre, della mensilità  di ottobre per i 130 dipendenti del Consorzio di Bonifica di Latina, che devono ancora ricevere cinque mensilità arretrate. Si tratta dei primi risultati delle iniziative di protesta e mobilitazione organizzate dai lavoratori, dalle segreterie territoriali di   Cgil Cisl e Uil  e dalle federazioni di categoria.  Oltre al pagamento degli stipendi arretrati, altrettanto urgenti  sono i  lavori di ripristino e manutenzione di apparati e mezzi. In particolare le idrovore guaste e le pompe di sollevamento dell’acqua,  parzialmente funzionanti. Senza queste sostituzioni e manutenzioni, si rischia l’esondazione dei canali e il conseguente allagamento di vasti tratti della pianura, con ingenti danni per le aziende e le zone residenziali.

Il sindacato ha confermato lo sciopero per martedì 3 novembre  prossimo. Oltre allo sciopero, è previsto, un corteo, che partirà  alle dieci dalla sede del Consorzio di Bonifica, in corso Matteotti a Latina. E’ stato richiesto un incontro al Prefetto. In programma la consegna al Prefetto di un documento di Cgil Cisl e Uil in cui si rilevano le situazioni di criticità relative al personale e la  segnalazione dei pericoli che corre il territorio,  nel caso di  eventi meteorologici avversi, come due o tre giorni consecutivi  di pioggia. Sulla situazione relativa alle strutture, macchinari e mezzi del Consorzio di Bonifica, il sindacato ha predisposto un dettagliato  rapporto tecnico. “Un quadro desolante – si legge – che conferma come il delicato sistema della bonifica, che è presupposto dello svolgimento delle attività produttive, dall’agricoltura all’industria,  ma anche della viabilità,  è pericolosamente, vicino al collasso”.

Le confederazioni  Cgil Cisl Uil,  con i sindacati di categoria, prepareranno una ulteriore relazione sulle condizioni finanziarie, organizzative e strutturali del Consorzio di Bonifica Agro Pontino.  “Il dato di fatto – dicono i segretari generali di Cgil Cisl e Uil, insieme ai segretari di categoria –  è che , a causa dei ritardi, il sistema idraulico della bonifica è a rischio.  Abbiamo visto quanto è accauduto a Benevento pochi giorni orsono: il fiume Calore è esondato in diversi punti. L’alluvione ha causato ingenti danni e due morti. Nelle zone di pianura dell’agro pontino rileviamo analoghe condizioni di rischio. Aggiungiamo che , nel passato , anche da noi si sono verificate esondazioni. Per ultima  la rottura dell’argine sinistro del canale Acque Medie, avvenuta a Latina nel 2014. Incidente che ha causato l’allagamento della zona del Giunchetto e notevoli danni.  L’allarmismo non c’entra nulla. Bisogna muoversi in fretta per investimenti strutturali sulla bonifica, indispensabili  per azzerare i rischi,  mettere in efficienza gli apparati e consentire ai lavoratori  di operare”.

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Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due

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LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.

Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.

A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.

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Opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino, l’intervento può procedere

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TERRACINA – Può procedere l’intervento del Comune di Terracina finanziato dalla Regione Lazio per il completamento delle opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino
Il Direttore della Direzione Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, su proposta del Dirigente dell’Area Valutazione di Impatto Ambientale, con Determinazione ha disposto l’esclusione dell’opera dal procedimento di V.I.A.
Il progetto  – spiegano dal Comune – si inserisce all’intero del più ampio “Lavori di difesa e ricostruzione del litorale Pontino e manutenzione ordinaria dei litorali laziali” sviluppato dalla Regione Lazio. L’area di intervento è localizzata all’interno del Comune di Terracina, nel tratto di litorale a est della città compresa tra il Fiume Sisto e Porto Badino. L’intervento complessivo consiste nell’adeguamento e prolungamento dei tre pennelli emersi compresi fra Lido Azzurro e Lido di Penelope Realizzati nel 2009 e della realizzazione di ulteriori quattro pennelli semisommersi con testa ad Y. Oltre a questo si prevede di realizzare un ripascimento mediante sversamento di materiale di dragaggio. Il materiale da adoperare per il ripascimento sarà ricavato, per quanto possibile dagli esiti della campagna di caratterizzazione, dal dragaggio della foce del Fiume Portatore. Il restante quantitativo potrà essere ricavato, sempre previa caratterizzazione, da altre aree limitrofe a quelle di intervento.
Soddisfazione del Sindaco Francesco Giannetti e della Struttura Comunale Grandi Opere “per questo importante passo in avanti”.

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A Ventotene non si sono schiuse le uova del nido di tartaruga marina deposte a luglio

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VENTOTENE – Nel pomeriggio di martedì sull’isola di Ventotene, il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha provveduto alle operazioni di scavo del nido di tartaruga marina Caretta caretta, completando le verifiche tecniche previste dai protocolli scientifici. Era stato deposto i primi di luglio, ma le uova non si sono schiuse: “Sfortunatamente in questo caso le uova non si sono schiuse dimostrando ancora una volta che la natura procede anche attraverso i fallimenti. Nonostante la delusione per la mancata nascita di nuove tartarughe resta il grande valore di questa nidificazione, che ancora una volta si è avuta sull’isola di Ventotene, oltre all’importanza dei numerosi dati scientifici raccolti dai nostri ricercatori che serviranno per comprendere più a fondo le dinamiche riproduttive di questa specie protetta”, si legge in una nota.

E’ stata comunque una straordinaria stagione riproduttiva lungo le coste del basso Lazio che si sono dimostrate rifugio per la nidificazione di questa specie protetta. “Da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, sabbia e mare sono stati protagonisti di un monitoraggio costante e appassionato da parte dei nostri tecnici specializzati e dei numerosi volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio. Ogni nido scoperto e protetto è stato un piccolo grande traguardo per la biodiversità della Riviera di Ulisse”, dicono dal Parco (guardando al proprio territorio e a quello più vicino, ma schiuse si sono viste anche a San Felice Circeo, Sabaudia e Latina)  rivolgendo un ringraziamento a tutti i cittadini e agli operatori balneari.

“Con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale” afferma Fabio Refini, Direttore dell’Ente Parco, che aggiunge anche “una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine. Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate ma la nostra attenzione non va in vacanza, infatti, anche durante i mesi invernali continuerà l’attività dei nostri ricercatori per l’analisi e l’elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo, è per questo motivo” conclude il Direttore Refini, “l’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia nel nostro meraviglioso patrimonio naturale.”

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