latina

Diplomi per i carcerati, consegna degli attestati

Per la prima volta si è tenuta una sessione straordinaria di esami

WP_20160229_11_21_49_ProLATINA – Presso la Casa Circondariale di Latina, si è tenuta la cerimonia di consegna dei diplomi di  scuola secondaria di 1° grado conseguiti dai e dalle detenute,  a seguito dell’attività didattica prestata dalle docenti del C.P.I.A. 11 (Centro provinciale per l’istruzione adulti) di Latina, I.C. A. Volta. Si tratta di un risultato di particolare rilevanza, sia per il numero degli studenti partecipanti ai corsi, sia per l’unicità del periodo: per la prima volta, infatti, si è tenuta una sessione straordinaria di esami.

Il dott. Rodolfo Craia, responsabile dell’area pedagogica, e la dott.ssa Claudia Rossi, reggente del CPIA 11, assieme agli altri educatori e al team delle insegnanti, sono riusciti ad impostare un lavoro a più voci ed ognuno, nel rispetto del proprio ruolo e delle proprie competenze, ha contribuito alla straordinaria riuscita  di questo percorso di formazione, percorso orientato all’acquisizione delle competenze chiave finalizzate ad un processo di apprendimento permanente. Tanta è stata l’emozione mostrata  durante la consegna degli attestati, segno che alta era la motivazione personale degli studenti rispetto ad un obiettivo rimandato per molti anni.

“Perseguire istruzione e formazione per i detenuti significa re-inventare una scuola che parta dai dati di realtà e trovi la sua efficacia nel raggiungere i suoi obiettivi, non nel riproporre modelli pensati per persone che non vivono recluse” ha dichiarato il dott. Craia che prosegue “Nel carcere dove entra la “Scuola”, la logica dell’istituzione totale cede il passo a quella educativo-formativa, per dare vita ad una partecipazione corale dentro e fuori dalle mura, rendendo credibile il trattamento ri-educativo. Pertanto, come meglio dimostreremo, il senso dell’insegnamento in carcere dovrebbe superare la sola didattica, piuttosto dotare gli studenti di strumenti analisi e d’indagine, creare momenti di riflessione e di confronto tra diversi punti di vista, esplorando e superando quel “buco nero” rappresentato dalla vita deviante”.

 

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