SCUOLA
Insegnare la Letteratura italiana del Secondo Novecento
LATINA – Sarà dedicato a Umberto Eco il corso di aggiornamento e formazione che si terrà dal 18 marzo al 9 maggio presso il liceo classico ‘Dante Alighieri’ , Destinato ai docenti di discipline di area storico letteraria, il corso avrà come tema ‘Insegnare la Letteratura italiana del Secondo Novecento Metodi. Tecniche. Proposte. Strumenti.’
“Il corso – spiega in una nota la scuola – organizzato i collaborazione con l’università Tor Vergata-Roma 2 e associazione Microcosmi”
Spiega il direttore scientifico prof. Angelo Favaro: ‘Un corso di aggiornamento, intitolato a Umberto Eco, il primo in Italia, che si svolge a Latina, sulla Letteratura italiana del secondo Novecento, con alcuni fra i più interessanti intellettuali e maestri del panorama nazionale, costituisce un momento di riflessione e formazione necessaria per docenti e tutti quanti vogliano iscriversi e partecipare. L’idea ha preso forma e consistenza dalla constatazione che la nostra Letteratura contemporanea è poco studiata nelle scuole secondarie superiori, e generalmente poco nota non solo agli studenti, ma anche ai docenti. Dunque, si è creduto significativamente opportuno soffermarsi a considerare la narrativa, il teatro, la poesia, la scrittura saggistica e epistolare di alcuni fra gli autori, che potrebbero entrare in un eventuale canone, nell’ età della globalizzazione. Dagli anni Cinquanta fino alla fine di quel XX secolo, la prospettiva si deve dilatare verso l’alterità dalla conoscenza di sé, perché ogni fenomeno è ormai nell’alveo della dimensione planetaria: autori come Moravia, Pasolini, Zanzotto, ne erano già pienamente consapevoli. Quel che più conta, inoltre, è tentare di capire in quale modo “nuovo” è possibile leggere, conoscere, riflettere sulle opere della nostra contemporaneità, superando le analisi strutturalistiche e narratologiche, e ri-edificando il piacere del testo che ci aiuta e rimanere umani, anzi, ci insegna cosa significa essere fino in fondo compiutamente umani. Un monito per tutti noi dai versi di Giovanni Giudici: «Inoltre metti in versi che morire /è possibile a tutti più che nascere / e in ogni caso l’essere è più del dire».
Inaugura il corso la scrittrice Sandra Petrignani.
Di seguito il programma:
18 Marzo 2016 – ore 15-17
Sandra Petrignani – Scrittrice
Le signore della Scrittura. Canone di secondo ‘900.
21 Marzo 2016 – ore 15-17
Prof. Rino Caputo – Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
Il romanzo italiano dal 1950 al 2000 (movimenti, autori, testi paradigmatici e introduzione).
01 Aprile 2016 – ore 15-17
Prof. Fabio Pierangeli – Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
A voce alta. Spunti didattici dalla drammaturgia contemporanea
08 Aprile 2016 – ore 15-17
Prof. Giulio Ferroni – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
L’amore per la lingua italiana: Giudici e Zanzotto.
20 Aprile 2016 – ore 15-17
Prof. Roberto Carnero – Università degli Studi di Milano
Prof. Giuseppe Iannaccone – Università di Roma Tre
Insegnare la letteratura italiana del secondo Novecento
22 Aprile 2016 – ore 15-17
Prof. Alberto Granese – Università degli Studi di Salerno
Inquietudini espressive e linguistiche (poesia-narrativa-teatro-cinema) nell’Italia del secondo Novecento
29 Aprile 2016 – ore 15-18
Dott. Giovanni La Rosa – Ludwig Maximilian Universitat Muenchen
Didattica della letteratura italiana sulla LIM. Il romanzo e la guerra dal 1950 al 2000. Focus su La Storia di Elsa Morante.
04 Maggio 2016 – ore 15-17
Prof.ssa Maura Locantore – Università degli Studi della Basilicata
Nuove metodologie didattiche: la letteratura negli epistolari (L’esperienza di Pasolini: 1950-1975)
06 Maggio 2016 – ore 15-17
Prof.ssa Natascia Tonelli
Letteratura per competenze
09 Maggio 2016 – ore 15-18
Incontro conclusivo dedicato al confronto delle esperienze realizzate e a un bilancio del corso (FACOLTATIVO)
Direzione scientifica:
Prof. Rino Caputo
Prof. Angelo Favaro
Prof.ssa Giovanna Bellardini
Segreteria:
Prof. Paola Populin
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Gli studenti dell’Agrario San Benedetto di Latina realizzano un impianto olivicolo
LATINA – Gli studenti delle classi 5A e 5B Tecnico agrario si sono resi protagonisti della progettazione e della realizzazione di un impianto olivicolo. Succede a quasi settant’anni dalla nascita dell’Istituto San Benedetto di Latina, nato il 3 novembre 1956. “La scuola – si legge in una nota – affida alla terra una nuova pagina della propria storia: venerdì 2 ottobre 2026 sono state messe a dimora le piante del suo primo oliveto”. Progettato secondo un sesto di impianto tradizionale di 6 metri per 5, alle spalle della nuova mensa scolastica su circa 25 are di terreno, con cultivar di Leccino, Leccio del Corno e Vallecorsana (quest’ultima antica e autoctona del territorio, oggi a rischio di erosione genetica), è destinato a diventare una sorta di palestra per gli studenti del Tecnico e del Professionale agrario. “Un progetto che unisce formazione – sottolineato dalla scuola diretta dal dirigente Ugo Vitti – , lavoro sul campo e attenzione al patrimonio agricolo del territorio”.
La progettazione e la realizzazione dell’impianto sono state frutto del lavoro delle classi 5^A e 5^B Tecnico agrario, seguite dal prof. Stefano Cerullo nella fase progettuale. Gli studenti hanno potuto confrontarsi con gli aspetti legati all’impiantistica, alla botanica e alla gestione dell’oliveto, oltre che con le tecniche di potatura di allevamento e di produzione a vaso policlinico.
Il progetto è stato fortemente voluto dalla Dirigenza, guidata dal prof. Ugo Vitti, e dai direttori dell’Azienda agraria, Valeriano Dominici e Mattia Santoro Cayro, con l’obiettivo di sviluppare negli studenti competenze attraverso il lavoro sul campo.
Per la realizzazione dell’impianto è stata fondamentale la collaborazione con l’azienda agricola vivaistica “La Felce” di Carmine e Gloria Parlapiano, leader in Italia nella produzione di piante di olivo. Il loro supporto ha riguardato la fornitura delle piante, le modalità di piantumazione e la scelta delle varietà più adatte all’areale dell’Istituto.
Prima della piantumazione, il terreno ha richiesto un importante lavoro preparatorio. La realizzazione dell’impianto è stata resa possibile dal lavoro di squadra degli addetti all’Azienda agraria, in particolare Italo Marasca, Natalino Battisti e Luigi Filomena, che hanno seguito le diverse fasi operative: dallo scasso del terreno al livellamento, fino alla realizzazione delle opere di sistemazione idraulico-agraria indispensabili a garantire il corretto defluire delle acque. Anche la realizzazione dell’impianto di irrigazione ha visto protagonisti gli studenti. Già il 30 settembre, infatti, gli alunni
avevano predisposto il sistema irriguo, preparando così il terreno ad accogliere le nuove piante. Il lavoro in campo è stato seguito dall’A.T. Damiano Delle Fontane e coordinato dalla professoressa Diana Donnini, referente F.S.L. dell’Istituto.
«Ci sono momenti in cui una scuola può quasi toccare con mano la propria storia, e questo primo impianto olivicolo è uno di questi. Dopo settant’anni, vedere nascere il primo oliveto all’interno del nostro Istituto è per me motivo di grande emozione e significa aggiungere nuove radici a una storia che viene da lontano. Quelle piante raccontano insieme ciò che siamo stati e il modo in cui vogliamo continuare a crescere. Questo progetto offre ai nostri studenti la possibilità di imparare attraverso un’esperienza reale, fatta di progettazione, lavoro e cura. La scuola, quando educa
davvero, lascia tracce che vanno oltre il tempo della formazione: questo oliveto rappresenta per noi una di quelle tracce», dichiara il Dirigente Scolastico prof. Ugo Vitti.
OGGI IN PRIMA PAGINA
Solo cinque ore di sostegno a un alunno con disabilità, il Tribunale di Latina ordina al Comune di Aprilia di garantire le 15 necessarie
APRILIA – Il Tribunale di Latina, con un decreto cautelare urgente firmato dal giudice Paolo Bertollini, ha ordinato al Comune di Aprilia di garantire a un alunno con disabilità tutte le quindici ore settimanali di assistenza specialistica previste dal PEI (Piano Educativo Individualizzato) e dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione): dieci ore di OEPAC (Operatore Educativo per l’Autonomia e la Comunicazione) e cinque ore di CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa). Il Comune ne aveva inizialmente riconosciute soltanto cinque.
Lo rende noto Andrea Ragusa del M5S: “Una riduzione di dieci ore settimanali – commenta – non è un dettaglio burocratico: può compromettere la possibilità concreta di seguire le lezioni, comunicare, relazionarsi con i compagni e partecipare pienamente alla vita scolastica. Per questo la famiglia, affiancata dalla Federazione Osservatorio 182, ha presentato un ricorso urgente.
Ragusa ricorda che “il Comune è oggi retto da una Commissione straordinaria non per dissesto finanziario, ma in seguito allo scioglimento per condizionamenti e infiltrazioni della criminalità organizzata” e che ” le difficoltà amministrative della città non possono essere scaricate sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie”.
SCUOLA
Sezze, nelle mense scolastiche via la plastica, ora c’è l’acqua microfiltratata
LATINA – Prosegue il percorso avviato dal Comune di Sezze per rendere il servizio di refezione scolastica sempre più sostenibile, riducendo progressivamente il ricorso alla plastica e ai materiali monouso. A darne notizia la vicesindaca e assessore alle politiche scolastiche Michela Capuccilli.
A partire da lunedì 5 ottobre 2026, in concomitanza con l’avvio del servizio, in cinque plessi del territorio sarà infatti introdotta la somministrazione di acqua di rete microfiltrata, servita agli alunni attraverso caraffe riempite direttamente nelle strutture scolastiche.
L’attivazione segue l’installazione dei dispositivi di microfiltrazione previsti nell’ambito del servizio affidato a BioRistoro Italia e interessa i plessi di infanzia e primaria delle frazioni di Ceriara, Crocemoschitto, Foresta, Piagge Marine 1 e Colli.
Dalle mense erano già sparite le stoviglie usa e getta, il Comune aveva infatti dotato tutte le scuole del servizio di lavaggio delle stoviglie a scuola.
«Insieme a BioRistoro e agli istituti scolastici ci eravamo posti l’obiettivo di estendere questo modello, nel più breve tempo possibile, a tutte le strutture scolastiche del territorio – spiega l’assessore Capuccilli –. Dopo il progetto pilota avviato lo scorso anno continuiamo quindi a promuovere e portare avanti una cultura della sostenibilità ambientale attraverso interventi concreti, resi possibili anche grazie alla collaborazione e alla disponibilità delle dirigenze dei diversi istituti».
«Stiamo costruendo un modello di mensa scolastica sempre più attento all’ambiente, nel quale l’utilizzo di stoviglie riutilizzabili e dell’acqua microfiltrata consente di ridurre sensibilmente bottiglie, imballaggi e rifiuti prodotti ogni giorno. Ma c’è anche un altro aspetto che riteniamo fondamentale: attraverso questi interventi vogliamo trasmettere ai bambini un messaggio educativo concreto, facendo entrare la sostenibilità nelle loro abitudini quotidiane. La scuola è uno dei luoghi migliori dai quali partire per sviluppare questa consapevolezza».
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