CRONACA
Addio Sherman DD, il Museo di Piana delle Orme deve separarsi dal carrarmato dello Sbarco in Normandia

Uno dei pezzi della collezione di Piana delle Orme
LATINA – Il carro armato Sherman Duplex Drive (di quelli utilizzati durante la Seconda Guerra Mondiale per lo Sbarco in Normandia) recuperato dopo 58 anni di oblio trascorsi sul fondo del mare di Salerno, a 24 metri di profondità, dal collezionista di Latina Mariano De Pasquale, creatore del Museo di Piana delle Orme, non può stare in una collezione privata, perché è di interesse storico-culturale. Lo ha deciso il Tribunale di Roma, che si è pronunciato sull’istanza del Ministero dei Beni culturali e ne ha disposto il ritorno allo Stato italiano. La pronuncia arriva al termine di una lunga causa, durata circa 15 anni.
Il mezzo anfibio di cui esistono solo pochissimi esemplari al mondo fu – secondo quanto si legge sul sito del Museo – fu testato nel golfo di Salerno e “nel corso di una di queste fasi di addestramento urtò contro una sporgenza danneggiando il sistema di galleggiamento. Durante l’affondamento il pilota, purtroppo, perse la vita. Era il TEC4 Walter Kumecki, proveniente dal Michigan (USA), che ora riposa nel Cimitero di Guerra Americano di Nettuno”. Il test, secondo alcuni studiosi, venne condotto dal generale Eisenhower in persona (il futuro presidente degli Stati Uniti).
Dopo il ritrovamento nemmeno la Soprintendenza aveva capito il valore del bene, poi, dopo anni, il dietrofront e la causa intentata a Piana delle Orme che nel frattempo ne aveva fatto un pezzo forte della collezione. De Pasquale aveva speso molti soldi sia per l’operazione di recupero che per la successiva di restauro del mezzo da guerra, smontato pezzo a pezzo e ricostruito con parti originali con la consulenza del Tank Museum di Bovington in Inghilterra.
Vale ovviamente la pronuncia del giudice, ma la delusione del Museo tematico è del tutto legittima. Senza l’iniziativa del fondatore, un floricoltore con la passione dei reperti di guerra e agricoli scomparso alcuni anni fa, quel carro armato probabilmente sarebbe ancora dove lo ha trovato un gruppo di sub. Da sottolineare che il Museo di Piana delle Orme non avrà nemmeno un risarcimento (aveva chiesto circa un milione di euro di cui quasi 400 la per il restauro) ma è stato condannato a pagare le spese processuali per aver resistito in giudizio.
LA STORIA DELLO SHERMAN RACCONTATA SUL SITO DEL MUSEO –
Tra il 5 e il 20 luglio del 1944, nelle acque del Golfo di Salerno, affondò un carro armato anfibio Sherman DD. Il carro era destinato al Centro Addestramento di Battipaglia dove era di stanza il 753° Tank Battallion del VI Corpo d’Armata, che si preparava all’ormai prossimo sbarco nella Francia (operazione Dragoon). A Battipaglia aveva sede un centro di addestramento (ITC – Invasion Training Center) presso il quale gli equipaggi dei battaglioni corazzati venivano addestrati all’uso dei nuovi carri anfibi Sherman DD che vennero usati per la prima volta in Normandia il 6 Giugno 1944. Il corso aveva la durata di tre settimane.
Cosa accadde a Battipaglia
Nel corso di una di queste fasi di addestramento il carro DD urtò contro una sporgenza dell’ “LCT” danneggiando il sistema di galleggiamento. Durante l’affondamento il pilota, purtroppo, perse la vita. Era il TEC4 Walter Kumecki, proveniente dal Michigan (USA), che ora riposa nel Cimitero di Guerra Americano di Nettuno.
Il recupero dello Sherman DD
Il ritrovamento del carro va attribuito ad un gruppo di amici di Salerno, appassionati subacquei, che informarono la U.S. Navy della scoperta. Dagli USA giunse la nave recupero e salvataggio “Grasp” per recuperare il DD e trasferirlo presso il museo di Fort Knox. L’operazione (documentata in un filmato realizzato dalla B&B Film) non ebbe però successo e il carro ritornò sul fondo del mare. Il 18 maggio 1998, dopo gli accordi stabiliti con la B&B Film (che ha l’esclusiva delle immagini relative al recupero e al restauro dell’anfibio), Piana delle Orme effettua il recupero. La Capitaneria di Porto di Salerno ha coordinato le operazioni.
Il restauro
Il restauro si è dimostrato notevolmente impegnativo. Ogni parte è stata smontata, ripulita e trattata con particolari componenti chimici passivanti. Il Tank Museum di Bovington in Inghilterra ha collaborato al restauro fornendo i piani costruttivi e i particolari del carro DD. Alcune parti del motore sono state sostituite con ricambi originali; smontati e ripristinati tutti gli ingranaggi e i meccanismi di movimento. Ripristinato anche il sistema Duplex Drive: le valvole gonfiano i manicotti in gomma, si alza il telo e i cingoli muovono con le eliche.
“Il restauro in numeri”
693 gli SHERMAN DD prodotti complessivamente da marzo 1944 a febbraio 1945;
3 i D.D. esistenti: uno è in Normandia, l’altro in Inghilterra, il terzo è a Piana delle Orme,
l’unico ad essere completo e perfettamente funzionante;
58 gli anni in cui lo SHERMAN DD è rimasto in fondo al mare;
24 i metri di profondità in cui si trovava lo SHERMAN DD nel Golfo di Salerno;
35,55 tonnellate il peso del carro appena fuori dall’acqua;
16 le ore di viaggio per trasportare lo Sherman DD da Salerno al Museo Piana delle Orme;
6.000 le ore di lavoro necessarie al restauro;
500 i cm3 cubi di fango e sabbia asportati dall’interno dello scafo;
200 i litri d’olio usati per il cambio e il differenziale;
100 i metri di tubolare di ferro necessari per ricostruire il telaio di galleggiamento;
95 i metri di tubolare di gomma necessari a ricostruire i manicotti gonfiabili;
60 i metri quadrati di telo gommato necessari per ricostruire una metà della cintura laterale;
4 gli SHERMAN conservati complessivamente nel Museo Piana delle Orme.
CRONACA
Armi artigianali, coltelli e droga in casa: arrestato a Latina dopo ore di trattativa con la Polizia
Un’arma clandestina artigianale in grado di sparare cartucce calibro 12, un fucile costruito artigianalmente, numerosi coltelli, repliche di armi e sostanze stupefacenti. È quanto hanno trovato gli agenti della Polizia di Stato durante la perquisizione nell’abitazione di un uomo arrestato al termine di una complessa operazione condotta a Latina.
L’intervento era scattato dopo una violenta aggressione ai danni di un residente del capoluogo, colpito al volto con il calcio di una pistola da un vicino di casa e costretto a ricorrere alle cure mediche. Dopo l’episodio, l’aggressore si era barricato nella propria abitazione, facendo scattare un imponente dispositivo di sicurezza.
Vista la criticità della situazione, il questore di Latina ha disposto l’attivazione del Team Negoziatori della Questura, coordinato da Anna Tocci. Per diverse ore gli operatori specializzati hanno mantenuto un dialogo costante con l’uomo, riuscendo progressivamente a ridurre la tensione.
Alle 4.33 del mattino il soggetto è uscito spontaneamente dall’abitazione e si è consegnato agli agenti senza opporre resistenza, consentendo una conclusione pacifica dell’intervento.
La successiva perquisizione domiciliare, effettuata con il supporto degli artificieri della Polizia di Stato e di un’unità cinofila antiesplosivo, ha portato al sequestro di numerosi oggetti di interesse investigativo. Oltre all’arma clandestina e al fucile artigianale, sono stati rinvenuti un mitragliatore soft air, diverse repliche di pistole, una replica di bomba a mano, due pugnali, un coltello a farfalla, un coltello da lancio, un serramanico e due fucili ad aria compressa.
Nell’abitazione sono stati trovati anche circa 1,7 grammi di marijuana e 1,65 grammi di cocaina, ritenuti destinati all’uso personale.
Tutto il materiale è stato sequestrato per ulteriori accertamenti. L’uomo è stato arrestato per detenzione illegale di arma clandestina e denunciato anche per procurato allarme, lesioni e minacce.
L’operazione rappresenta il primo intervento operativo del Team Negoziatori della Questura di Latina e si è conclusa senza conseguenze per cittadini, operatori e persona coinvolta.
Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
CRONACA
Denunce online, al via il nuovo servizio della Polizia di Stato: attiva anche la sezione di Latina
Da oggi, 15 giugno, è operativo in via sperimentale il nuovo servizio “Denunce online” della Polizia di Stato, pensato per semplificare il rapporto tra cittadini e uffici di polizia attraverso la trasmissione telematica di pre-denunce e segnalazioni di smarrimento.
Il sistema consente ai cittadini di compilare online una pre-denuncia che dovrà poi essere formalizzata entro 48 ore presso un ufficio della Polizia di Stato, previo appuntamento da prenotare direttamente sulla piattaforma.
Nella fase iniziale del progetto il servizio è attivo presso alcune strutture del Lazio, tra cui il Centro operativo per la Sicurezza cibernetica e le sezioni provinciali di Frosinone, Rieti, Viterbo e Latina. Coinvolti nella sperimentazione anche diverse questure, commissariati, uffici della Polizia Ferroviaria e della Polizia Stradale.
Attraverso il portale è possibile presentare pre-denunce relative a furto, truffa, frode informatica, accesso abusivo a sistemi informatici, utilizzo illecito di carte di pagamento e diffamazione online.
Da oggi è inoltre attivo su tutto il territorio nazionale il servizio online dedicato alle segnalazioni di smarrimento di documenti e beni personali. In questi casi non sarà necessario recarsi presso un ufficio di polizia per completare la procedura.
Tra gli oggetti e documenti segnalabili online figurano telefoni cellulari, tablet, computer portatili, chiavi, denaro, carte d’identità, bancomat, carte di credito, targhe, libretti postali e contrassegni per persone con disabilità.
Una volta inviata la segnalazione, il verbale protocollato sarà disponibile nell’area personale dell’utente entro 96 ore e potrà essere utilizzato per richiedere nuovi documenti o per altri adempimenti amministrativi.
Il portale “Denunce Online” è accessibile anche tramite l’app IO, nella sezione dedicata ai servizi del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
CRONACA
Monte San Biagio presenta Spazio Sviluppo, il nuovo hub per lavoro, inclusione e promozione del territorio
È stato presentato nei giorni scorsi a Monte San Biagio il progetto “Spazio Sviluppo Monte San Biagio – Hub per lavoro, inclusione e valore territoriale”, iniziativa promossa dal Comune nell’ambito del bando regionale “Spazio Sviluppo”, finanziato attraverso il Programma Regionale FSE+ Lazio 2021-2027.
La conferenza di presentazione si è svolta presso il Babylon 2.0 e ha visto la partecipazione di amministratori locali, rappresentanti della Regione Lazio e dei partner coinvolti nel progetto.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Monte San Biagio e una rete di associazioni ed enti del territorio impegnati nei settori dell’inclusione sociale, dell’orientamento al lavoro, della promozione culturale e dello sviluppo locale.
L’obiettivo è creare un punto di riferimento stabile per cittadini, famiglie, giovani, donne, persone in cerca di occupazione e soggetti in condizioni di fragilità, offrendo servizi integrati di supporto, orientamento e accompagnamento.
«La parola d’ordine di Spazio Sviluppo è inclusione – ha spiegato il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Arcangelo Di Cola –. Vogliamo costruire un luogo capace di accogliere bisogni diversi e trasformarli in opportunità di crescita, autonomia e partecipazione».
Durante l’incontro è intervenuto anche l’assessore regionale Alessandro Calvi, che ha evidenziato come il bando regionale sia stato pensato per rafforzare la presenza dei servizi per il lavoro sui territori e favorire percorsi personalizzati rivolti soprattutto a giovani, donne, disoccupati e persone fragili.
Presente anche Vittorio Sambucci, che ha sottolineato il valore di strumenti capaci di mettere in rete cittadini, istituzioni, imprese e realtà sociali per sostenere la crescita delle comunità locali.
Tra i servizi che saranno attivati all’interno dell’hub figurano sportelli di orientamento e presa in carico, percorsi di accompagnamento all’autoimpresa e al microcredito, attività di supporto alla ricerca del lavoro e al personal branding digitale, servizi di facilitazione amministrativa e digitale, iniziative di sostegno socio-economico, un infopoint turistico e un Digital Media Lab dedicato alla promozione del territorio.
L’obiettivo finale è quello di trasformare Spazio Sviluppo in un presidio permanente capace di favorire inclusione sociale, occupazione e innovazione, valorizzando le risorse e le potenzialità del territorio di Monte San Biagio.
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roby
7 Ottobre 2016 at 17:40
La serietà dello stato in cui viviamo si vede anche dalle piccole cose. A questo punto già tanto che si siano limitati a richiedere lo sherman e non a pretendere che fosse riportato alle condizioni prerestauro, e speriamo che non chiedano i danni, buona fortuna sig De Pasquale.
Rompilius
7 Ottobre 2016 at 19:06
Bè, il caro Stato (e chi per lui) non perde occasione per fare bella figura: almeno il rimborso delle spese sostente!
aquila pontina
8 Ottobre 2016 at 23:30
Organizziamo una raccolta di firme e di fondi per resistere in giudizio contro lo stato. Venga portato in un museo di Latina, e almeno rimanga da noi se non da De Pasquale.