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Il buon esempio
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Sono stata recentemente in Grecia. A Salonicco. Molta sporcizia e un sistema trasparente di favoritismi. Un situazione critica, molto critica, di cui sembra non interessarsi più nessuno e che, a detta dei greci, porterà nel giro di due anni il Paese fuori dall’Europa. Perché gli stipendi si sono ridotti follemente, i negozi chiudono, l’economia non gira, il turismo neanche e il politico al potere, quello che si pensava fosse un rivoluzionario, in realtà è un debole e lo hanno votato perché è carino (dicono sempre i greci), ma in realtà è la Germania che decide tutto.
Guardo la Grecia e inevitabilmente vedo l’Italia, perché quel paese è poco dietro di noi nella classifica mondiale dei paesi più corrotti, da poco pubblicata. Se la Grecia è al 69esimo posto, noi nel 2016 abbiamo conquistato il 60esimo (eravamo al 61esimo) nella classifica pubblicata da Transparency International. Al nostro stesso livello Cuba. Ma qualcosa è cambiato negli ultimi anni. Dal 2012, quando fu varata la legge anticorruzione, a oggi l’Italia ha riconquistato 12 posizioni nel ranking mondiale. Eppure non ci siamo ancora. Per avere il polso della situazione bisogna ascoltare i bambini. Pochi giorni fa un bambino di 7 anni, del parco verde di Caivano alla domanda cosa vedi di bello nel tuo quartiere mi ha risposto: di bello? Vedo la droga e quando vedrò che qualcuno fa davvero qualcosa per questo quartiere allora dirò hanno fatto qualcosa… tutto detto in napoletano stretto… perché parlo di droga? Perché droga è corruzione, come la mafia è corruzione… che responsabilità abbiamo verso quel bambino? Passano gli anni ma le domande che mi pongo sono sempre le stesse… e non si deve andare tanto lontano per trovare la stessa situazione. Qualche tempo fa in un a scuola della provincia abbiamo parlato di legalità. I bambini mi hanno chiesto perché me ne occupassi tanto e allora gli ho raccontato che quando ero piccola mio padre lavorava nello Stato e che dal suo ufficio non ha mai fatto una telefonata privata perché altrimenti avrebbe derubato lo stato. Mentre mia madre, che lavorava in ospedale, scoprì che molta gente portava a casa lenzuola, alcol, siringhe per usarle privatamente o rivenderle danneggiando la sanità pubblica. I bambini mi hanno guardata incredula e hanno fatto mente locale… confessando che i genitori avevano il cellulare aziendale e lo usavano abbondantemente non solo per il lavoro… ecco forse proprio da queste piccole cose dovremmo partire per risalire la china, ognuno nel proprio ambito: noi nel lavoro, i bambini nel quotidiano, il papa con il suo esempio e le sue continue denunce, la politica con una azione sempre più trasparente, i giovani con l’impegno costante in famiglia e in città, i negozianti battendo gli scontrini, le associazioni con un lavoro di squadra e senza personalismi!
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A Ninfa in scena The Great Gatsby di Clemente Pernarella: “Un’opera che cento anni fa già raccontava l’oggi”
- The Great Gatsby
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LATINA – Teatro, danza, jazz per una storia ambientata negli anni ’20, che racconta soprattutto l’oggi. C’è tanto, in “The Great Gatsby – Quell’estate anche io”, nuovo spettacolo di e con Clemente Pernarella costruito sul libero adattamento del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, con Melania Maccaferri e Marco Divsic (che è anche aiuto regista), musiche dal vivo del 52nd Jazz Quartet e i danzatori di Modulo Project. Un’ora e poco più di spettacolo, che sarà in scena nel Giardino di Ninfa il 7, 8 e 9 agosto 2026 (alle 20:30).
“Un romanzo che non mi ha mai abbandonato, l’ho incrociato a 14-15 anni ed è rimasto sempre con me, e che oggi, a centouno anni dalla sua pubblicazione, considero più urgente che mai – racconta Pernarella – . Francis Scott Fitzgerald, raccontava tantissimo della società americana che stava nascendo come modello, le meraviglie, ma soprattutto i pericoli, il rischio e i dolori che il grande sogno americano avrebbe generato.” Fondamentale la musica: “E’ lo scrittore a identificare i ruggenti anni venti, come “l’età del jazz”. Il jazz è protagonista perché è nella poetica di Scott Fitzgerald ed è l’unico genere che riesce a contenere lo spettacolo e le contraddizioni di quel sistema”, aggiunge Pernarella che parla di uno spettacolo “divertente”, “un gioco a scatole cinesi”. Tra sogno, illusione e realtà.
Sul palco, nel cartellone culturale della Fondazione Roffredo Caetani, con gli attori, ci saranno i jazzisti Erasmo Bencivenga al pianoforte, Nicola Borrelli al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria con una giovanissima cantante, Laura Sangermano; si muoveranno i danzatori Alessia Campagna e Francesco Compagnone su coreografie di Laura Bernardini, e valorizzeranno la scena le luci di Gianluca Cappelletti.
“Il protagonista del racconto è il protagonista del romanzo – aggiunge Pernarella – Nick siamo noi, che riusciamo a mantenere ancora uno sguardo distante rispetto a quello che sta accadendo”.
Il teatro torna così nell’area spettacoli di Ninfa dopo un anno di stop. “Un’operazione resa possibile dalla Fondazione Roffredo Caetani. Il mio grazie – conclude il regista – va alla Fondazione e al suo Presidente Massimo Amodio che conferma la centralità dell’Ente nelle progettualità legate al settore culturale nel nostro territorio”.
Info e prenotazioni 3925407500
https://www.ciaotickets.com/it/ass-cult-lestra
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Il Latina chiude il ritiro di Fiuggi, Condò sul caso Parigi: “Chi lo vuole deve pagare”
LATINA – Si chiude con una vittoria su rigore, l’ultima amichevole del ritiro di Fiuggi per il Latina Calcio 1932. Contro l’Anzio, che milita in Serie D, i nerazzurri hanno avuto feedback positivi sia sul piano atletico sia sotto il profilo del gioco. Un test utile e una vittoria che permettono al Latina di chiudere nel migliore dei modi il ritiro di Fiuggi – assicurano dalla società sportiva che ora si trova ad affrontare il “caso Parigi”, l’attaccante che è stato decisivo per il Latina nella scorsa stagione ha infatti manifestato il desiderio di fare nuove esperienze. Dal Club nerazzurro non ci sono stati veti nonostante il contratto in essere con il giocatore, ma l’operazione ha un costo e le offerte – ha spiegato il direttore sportivo Condò – dovranno arrivare entro il 15 agosto.
Ecco che cosa ha detto il Ds sulla squadra e poi sulla vicenda che riguarda l’attaccante
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Latina, l’allarme della Facoltà di Medicina suona da 24 ore e nessuno lo stacca
LATINA – Un quartiere di Latina è stato “ostaggio” per un’intera giornata, quella di sabato 1° agosto, e la situazione prosegue anche oggi, della sirena dell’allarme della facoltà di Medicina. Il fastidioso suono è cominciato intorno alle 11 della mattina ed è rimasto attivo per tutta la notte e questa mattina, senza sosta per oltre 24 ore. Siamo in Corso della Repubblica, nel pieno centro di Latina, in una zona abitata, alle spalle di Piazza Roma, ma nessuno dei residenti è riuscito a ottenere aiuto. Anche il numero verde della Sapienza è stato bersagliato di chiamate, ma non esiste un sistema di controllo da remoto da parte dell’Ateneo e dal Polo Pontino, per ragioni non ancora note, nessuno è intervenuto.
Un gruppo di residenti preoccupato dall’insistenza dell’allarme, posizionato sulla facciata che si trova su Via Lago Ascianghi, la parte dell’edificio di recente ristrutturata, ha dichiarato di aver segnalato la situazione alle forze dell’ordine e in particolare ai vigili del fuoco, temendo inizialmente che si trattasse di un dispositivo antincendio, ma quando si è appurato che non c’erano fiamme all’interno della sede universitaria, l’allarme ha continuato a suonare ininterrottamente mettendo a dura prova i nervi di chi è obbligato a subire.
aggiornamento – Intorno alle 10 del mattino di domenica sono arrivati in Via Lago Ascianghi mezzi da cantiere con due squadre di operai e un escavatore che ha cominciato il suo lavoro facendo saltare il manto stradale appena rifatto. Al momento non è chiaro se le due cose siano direttamente collegate, ma l’ipotesi è che si possa trattare di una guasto alle reti di alimentazione dell’energia elettrica che ha generato anche l’avvio dell’allarme. Solo un’ipotesi.
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