CRONACA
Irrigare con acque reflue purificate al 99,99%, svolta sostenibile a Latina e Cisterna
LATINA – L’agricoltura diventa più sostenibile in Agro Pontino attraverso un sistema di irrigazione speciale che è in assoluto il primo nel Lazio e uno dei primi in Italia, che sarà realizzato a Latina. La Regione ha approvato e finanziato rispondendo alle richieste del consorzio di Bonifica, il completamento dei lavori di realizzazione del primo impianto per il riutilizzo in agricoltura delle acque reflue provenienti da tre impianti di depurazione di Latina e Sermoneta. L’impianto di sanificazione, tecnologicamente avanzato, abbatterà la carica batterica delle acque del 99.99% grazie a un sistema di trattamento a raggi ultravioletti, previa filtrazione.
Se fossimo più efficienti, di certo questo importante risultato sarebbe arrivato molto prima e ne staremmo ora raccontando gli effetti. Invece dopo lo sblocco dei fondi, “l’ultimazione è prevista per metà 2019”. La sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Regione, Consorzio di Bonifica, Provincia, Comuni di Latina e Sermoneta, Acqualatina e Arpa risale infatti a ben 15 anni fa. “L’opera, una delle prime nel Paese per portata delle acque reflue che verranno riutilizzate in agricoltura, nonché per la complessità della rete irrigua che alimenterà, integrerà le risorse idriche necessarie al distretto irriguo della Centrale Piegale ricadente tra Latina, Sermoneta e Cisterna”, dicono dal Consorzio.
“Un distretto – spiega Natalino Corbo, direttore dell’Agro Pontino – che serve una superficie irrigua di 3.400 ettari all’interno della quale operano 1.200 aziende agricole”. I lavori, fermi dal 2013 a causa di atti vandalici e per mancanza delle risorse finanziarie necessarie al completamento, sono ripresi la scorsa settimana.
CRONACA
Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia
APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
CRONACA
Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia
LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.
La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.
CRONACA
Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso
LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.
Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef, 18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.
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Pierluigi Manetti
4 Giugno 2018 at 8:47
Finalmente una bella notizia