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Irrigare con acque reflue purificate al 99,99%, svolta sostenibile a Latina e Cisterna

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LATINA – L’agricoltura diventa più sostenibile in Agro Pontino attraverso un sistema di irrigazione speciale che è in assoluto il primo nel Lazio e  uno dei primi in Italia, che sarà realizzato a Latina. La Regione ha approvato e finanziato rispondendo alle richieste del consorzio di Bonifica, il completamento dei lavori di realizzazione del primo impianto per il riutilizzo in agricoltura delle acque reflue provenienti da tre impianti di depurazione di Latina e Sermoneta. L’impianto di sanificazione, tecnologicamente avanzato, abbatterà la carica batterica delle acque del 99.99% grazie a un sistema di trattamento a raggi ultravioletti, previa filtrazione.

Se fossimo più efficienti, di certo questo importante risultato sarebbe arrivato molto prima e ne staremmo ora raccontando gli effetti. Invece dopo lo sblocco dei fondi, “l’ultimazione è prevista per metà 2019”. La sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Regione, Consorzio di Bonifica, Provincia, Comuni di Latina e Sermoneta, Acqualatina e Arpa risale infatti a ben 15 anni fa. “L’opera, una delle prime nel Paese per portata delle acque reflue che verranno riutilizzate in agricoltura, nonché per la complessità della rete irrigua che alimenterà, integrerà le risorse idriche necessarie al distretto irriguo della Centrale Piegale ricadente tra Latina, Sermoneta e Cisterna”, dicono dal Consorzio.

“Un distretto – spiega Natalino Corbo, direttore dell’Agro Pontino – che serve una superficie irrigua di 3.400 ettari all’interno della quale operano 1.200 aziende agricole”. I lavori, fermi dal 2013 a causa di atti vandalici e per mancanza delle risorse finanziarie necessarie al completamento, sono ripresi la scorsa settimana.

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  1. Pierluigi Manetti

    4 Giugno 2018 at 8:47

    Finalmente una bella notizia

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CRONACA

Inchiesta sul bimbo morto in piscina a Suio Terme. Acquisita la testimonianza del padre che ha provato a salvarlo

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CASTELFORTE – La Procura della Repubblica di Cassino indaga per omicidio colposo al momento contro ignoti dopo l’annegamento del bimbo di 7 anni deceduto sabato pomeriggio nella piscina delle Terme Vescìne a Suio Terme dove si trovava con i genitori. Sul corpo del piccolo sarà affidata nelle prossime ore l’autopsia che dovrà verificare se l’annegamento sia stato l’unica causa della morte o se siano intervenuti altri fattori. Posto sotto sequestro l’impianto, il magistrato ha già disposto una serie di accertamenti che serviranno anche per fotografare nel più breve tempo possibile la scena al momento dell’incidente.

Drammatica la testimonianza del padre, un commercialista di Roma, che è già stata acquisita. L’uomo ha riferito di essersi subito accorto che qualcosa non andava dai movimenti del bambino sott’acqua, dovuti probabilmente al fatto che un braccio era rimasto  intrappolato nel bocchettone. Ipotesi al momento da verificare. Verifiche sono state disposte sul sistema di aspirazione e sulle misure di prevenzione e sicurezza adottate.

Intanto il Comune di Castelforte esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del  bambino. In una nota il sindaco Angelo Felice Pompeo esprime vicinanza: “L’Amministrazione comunale si stringe con rispetto e commozione attorno alla famiglia, così duramente colpita, interpretando il sentimento di vicinanza dell’intera comunità. In questo momento di grande dolore, Castelforte si unisce nel silenzio e nel raccoglimento, condividendo una perdita che ha segnato profondamente tutti”, vi si legge.

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CRONACA

Suio, tragedia alle terme: bambino di 7 anni muore annegato

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Tragedia nel pomeriggio a Suio Terme, frazione del comune di Castelforte, dove un bambino di sette anni ha perso la vita all’interno della piscina di uno stabilimento termale. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il piccolo sarebbe rimasto intrappolato sott’acqua a causa di un bocchettone dell’impianto, che ne avrebbe impedito la risalita in superficie. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i Carabinieri. È stata inoltre allertata l’eliambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimazione, per il bambino non c’è stato nulla da fare. La salma è stata posta sotto sequestro ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

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L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa a Sabaudia

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L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa nel territorio di Sabaudia, all’insegna dello sport e della solidarietà. I militari del Comando Artiglieria Controaerei, insieme al 17° Reggimento “Sforzesca” e al Reggimento Addestrativo, hanno partecipato alla sesta edizione del Giro d’Italia podistico solidale, articolato in venti staffette regionali. L’iniziativa, partita il 18 aprile, è finalizzata alla raccolta fondi per la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Nel Lazio, la staffetta ha preso il via dalla caserma Santa Barbara, attraversando il territorio fino alla località Bufalara per un percorso di circa 10 chilometri. Qui il testimone è stato affidato ai podisti della Federazione Italiana di Atletica Leggera, che hanno proseguito lungo la provincia di Latina. La partecipazione dell’Esercito conferma il sostegno a iniziative con finalità sociali, trasformando ogni tappa in un’occasione per sensibilizzare le comunità sull’importanza della ricerca scientifica e del contributo collettivo.

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