CRONACA
Sfruttavano lavoratori in agricoltura, il Comune di Latina vuole essere parte civile
LATINA – Sono accusati di aver sfruttato i lavoratori nella loro azienda agricola pagandoli pochissimo, facendoli lavorare moltissime ore al giorno a ciclo continuo, senza riposo settimanale, tenendoli a dormire in luoghi e situazioni degradanti sottoposti a minacce e imposizioni. Il Comune di Latina presenterà richiesta di costituzione di parte civile nel procedimento penale a carico dei responsabili dell’azienda agricola Di Bonito di Borgo Sabotino. Lo annunciano la vicesindaco Paola Briganti e l’assessora al Welfare Patrizia Ciccarelli in una nota, spiegando che si tratta di una condotta che, qualora risultasse provata in sede di processo, sarebbe lesiva di tutta la comunità cittadina.
«La decisione di costituirsi parte civile nasce dall’interesse di questa Amministrazione – spiega l’Assessora alle Politiche di Welfare Patrizia Ciccarelli – a perseguire reati di questa fattispecie per la presenza significativa sul territorio comunale di richiedenti asilo e migranti che rischiano facilmente di divenire vittime di sfruttamento lavorativo e umano. L’Amministrazione intende difendere l’immagine di Latina quale città ospitale ed inclusiva, laddove ci si è distinti per le politiche di accoglienza che si stanno mettendo in atto e che hanno anche ricevuto riconoscimenti pubblici e apprezzamenti da altri enti che vedono nel nostro Comune un modello. La costituzione di parte civile ha poi l’obiettivo di stimolare i cittadini a denunciare tali comportamenti illeciti al fine di contrastare la diffusione sommersa del fenomeno considerando che i comportamenti contestati si sono protratti dal 2009 al 2017».
«L’Amministrazione ha fatto della legalità un pilastro fondante – aggiunge il Vicesindaco e Assessora alla Legalità Maria Paola Briganti – ed è più volte intervenuta sul tema specifico dichiarando di voler prendere fortemente le distanze dal fenomeno dello sfruttamento del lavoro nero, in particolare di quello agricolo».
CRONACA
Allenatore accusato di violenza sessuale su minore, arrestato un 74enne di Aprilia
APRILIA – E’ accusato di violenza sessuale su minore, nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica di Latina, nei confronti di un uomo di 74 anni residente ad Aprilia.
L’attività è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina che avevano indagato dopo la denuncia sporta dai familiari della vittima.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’uomo era l’allenatore del minore e “avrebbe progressivamente oltrepassato i limiti del rapporto educativo e sportivo, ponendo in essere comportamenti inappropriati e instaurando con la vittima, tuttora minorenne, una relazione caratterizzata da attenzioni particolari, frequenti contatti personali e momenti di isolamento dal contesto ordinario”.
In pratica l’anziano avrebbe approfittato del suo ruolo per creare un rapporto di dipendenza emotiva e soggezione psicologica nei confronti della vittima mettendo in atto quelle che l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto essere condotte lesive della libertà e dell’integrità personale del minore.
L’uomo, rintracciato presso la sua abitazione di Aprilia dagli operatori della Squadra Mobile, si trova ora nella Casa Circondariale di Latina, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
CRONACA
Botti sul retro del Tribunale, la polizia sequestra le immagini di videosorveglianza del Palazzo di Giustizia
LATINA – Il Tribunale di Latina è stato costretto a interrompere l’attività giudiziaria questa mattina dopo che, al termine della prima udienza del processo a Mattia Spinelli e Aurelio Silvestrini, accusati di tentata estorsione, lesioni e stalking nei confronti di un giovane noleggiatore di auto, una batteria di fuochi d’artificio è stata piazzata e accesa al centro di via Triboniano, alle spalle del Palazzo di Giustizia. Un sistema non nuovo alla criminalità locale, come testimoniano le frequenti esplosioni di petardi serali e notturne fuori dal carcere di Latina. A destare preoccupazione prima di capire di che cosa si trattasse, è stato il forte rumore prodotto dalle esplosioni.
La polizia arrivata sul posto dopo l’allarme, ha già sequestrato le immagini del sistema di videosorveglianza del Tribunale e avrebbe già individuato gli autori.
CRONACA
Sarah e Alicya, trovato un fermaglio rosso
LATINA – Un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah è stato trovato su un sentiero vicino alla casa famiglia di Civitella Alfedena dove le due sorelline scomparse vivevano. la notizia è stata data da Alessia Natali, referente per l’Abruzzo di Penelope Odv, l’associazione che si occupa di dare supporto alle famiglie di persone scomparse. Al 12mo giorno di ricerche, è il primo indizio. L’attenzione è rivolta anche ai due telefoni cellulari di cui si è parlato tanto nelle ultime 48 ore, telefoni che le ragazzine non avrebbero dovuto avere e che apparterrebbero uno a un familiare, l’altro a un amico. Le due schede sim per quattro giorni dalla scomparsa, fino a mercoledì, hanno agganciato la cella telefonica della zona tra Civitella Alfedena e Villetta Barrea, poi si sarebbero spenti.
Ascoltato nuovamente dai carabinieri nella stazione di Villetta Barrea, il ragazzo della più grande, Youssef, 18 anni. Il giovane, secondo quanto si è appreso, sostiene che le due si troverebbero in “un luogo segreto” insieme ad un loro parente.
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