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Stop alla Roma – Latina, la gara è da rifare. La pronuncia del Consiglio di Stato

Nicola Zingaretti: "Ora farla in house, è il momento di cambiare approccio". Tutti i commenti

LATINA  – La gara per la Roma-Latina è da rifare. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dalla Salini-Impregilo sulla Roma Latina e ha annullato la gara d’appalto per l’opera considerata strategica, gara vinta nel 2016 dal Consorzio Stabile Sis. Nell’appalto da quasi 3 miliardi non potrà comunque subentrare il ricorrente come stabilito dai giudici amministrativi di secondo grado che hanno ribaltato la decisione del Tar.

Hanno deciso in Camera di consiglio i magistrati: Francesco Caringella, Claudio Contessa, Fabio Franconiero, Alessandro Maggio e Giuseppina Luciana Barreca. Nel provvedimento dei giudici amministrativi di secondo grado si legge che il Consiglio di Stato “accoglie l’appello principale; respinge quello incidentale; per l’effetto, in riforma della sentenza di primo grado, accoglie il ricorso e i motivi aggiunti della Salini Impregilo s.p.a. ed annulla gli atti impugnati, nei termini indicati in motivazione”.

ZINGARETTI – Per il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti l’opera è essenziale e si può realizzare in house, questa la reazione alla notizia: “Questi sono i fatti, che dimostrano la difficoltà estrema di fare gare per grandi opere. Ma la Roma-Latina resta per noi un’opera essenziale. Quando si partì, 10 anni fa, si scelse una gara per individuare un concessionario che realizzasse l’opera. Oggi, anche in seguito alla discussione sulle concessioni che si è aperta dopo i fatti di Genova, credo sia giusto puntare a realizzare direttamente l’opera. E’ arrivato quindi il momento di cambiare approccio. Perchè una storia che si trascina da anni, anche alla luce della sentenza odierna della giustizia amministrativa, impone una riflessione su un modello adottato nel passato per la programmazione e la costruzione di opere infrastrutturali. Per questo ho proposto ad Autostrade del Lazio spa di valutare, insieme al socio Anas, soluzioni che consentano alla stessa, attraverso il modello in house, di realizzare e gestire l’autostrada tra la Capitale e Latina”, scrive in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

LA STORIA –  Se ne inizia a discutere nel 2001. Nel 2008 viene creata una società ad hoc, Autostrade del Lazio Spa di cui sono azionisti paritetici Regione Lazio e Anas. Dopo molti ricorsi vinti presso la giustizia amministrativa in tutti questi anni, Autostrade del Lazio aveva aggiudicato nel luglio del 2016 la gara ad un consorzio di imprese. Oggi una sentenza del Consiglio di Stato ha annullato la gara accogliendo l’ennesimo ricorso, dopo che nel primo grado il Tar del Lazio (nel marzo del 2017) aveva confermato l’aggiudicazione rigettando lo stesso ricorso.

FAZZONE: SI TROVI LA SOLUZIONE PIU’ VELOCE – “Un macigno sullo sviluppo della Regione Lazio – è il parere del coordinatore regionale di Forza Italia Lazio, il senatore di Fondi Claudio Fazzone – .Non possiamo permetterci, nell’interesse di cittadini ed imprese che attendono questa opera strategica da quasi venti anni, che cali il sipario sulla sua messa in cantiere. Concordo, in questo senso, con la posizione espressa dal presidente della regione Lazio Zingaretti che, prendendo spunto dal dibattito apertosi a seguito dei recenti fatti di Genova, propone di trovare soluzioni diverse, tra cui l’aggiudicazione diretta, per la  realizzazione della Roma – Latina. E’ stato perso tanto, troppo tempo. Oggi il tema, a cui mi auguro diano il proprio contributo unanime tutti i rappresentanti delle istituzioni e della politica, è trovare in modo rapido e risolutivo lo strumento migliore per realizzare e gestire questa infrastruttura. Altri venti anni di rinvii non possiamo permetterceli”.

KLINGER UNINDUSTRIA – “Le sentenze non si commentano, si rispettano. Nonostante tutto, siamo frastornati da una sentenza che certamente non ci aspettavamo” dichiara il Presidente di Unindustria Latina Giorgio Klinger in merito dalla pronuncia del Consiglio di Stato che, in accoglimento del ricorso alla sentenza del TAR sulla Roma-Latina, ha annullato la gara. “Purtroppo – prosegue Klinger – è l’ennesimo ostacolo in una storia che si trascina da decenni e decenni, per la realizzazione di un’opera che rimane fondamentale e indispensabile per valorizzare il tessuto produttivo del territorio e a lungo attesa per migliorare, tra l’altro, anche la qualità della vita di tanti cittadini e lavoratori del Lazio. La Pontina è in uno stato di estrema emergenza, i limiti di velocità sono tali da rendere i tempi di percorrenza non accettabili e, ciò nonostante, è una delle strade più pericolose d’Italia; solo tra il 2014 e il 2016 vi sono stati 22 morti ed ogni anno si assiste a nuove tragedie. Chiediamo alle Istituzioni – prosegue il Presidente Klinger – e a tutti soggetti convolti di adoperarsi con la massima responsabilità ed urgenza affinché si trovino le soluzioni più rapide per non perdere una delle ultime occasioni per rilanciare la nostra economia. Vorrei inoltre ricordare che tutte le forze produttive datoriali e dei lavoratori del territorio hanno sottoscritto ad inizio anno un protocollo nel quale si ribadiva l’assoluta necessità dell’opera, indispensabile per evitare la perdita di competitività a danno delle imprese e dell’occupazione. Non possiamo certo perdere altro tempo”. “Mentre a livello internazionale – conclude Klinger – si investono miliardi per collegare l’Asia e l’Europa con una nuova Via della Seta, è triste constatare che qui nei fatti abbiamo molte difficoltà a collegare in maniera funzionale e adeguata due sole città: la Capitale con una delle più importanti province manifatturiere della regione Lazio”.

SIMEONE – “Non possiamo permettere che la sentenza del Consiglio di Stato sulla gara d’appalto per la realizzazione della Roma – Latina sia l’epigrafe su un’opera indispensabile per la provincia di Latina e per il Lazio. Ho apprezzato in tale contesto le dichiarazioni del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha proposto ad Autostrade del Lazio spa di valutare, insieme al socio Anas, soluzioni che consentano alla stessa, attraverso il modello in house, di realizzare e gestire l’autostrada tra la Capitale e Latina. Ora però si deve passare dalle intenzioni ai fatti. La Regione Lazio deve prendere una posizione chiara. Deve far sentire la propria voce a tutti i livelli istituzionali e lavorare affinchè questa infrastruttura venga realizzata al più presto. Dobbiamo portare la discussione in un consiglio regionale ad hoc e mettere in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per colmare quel gap infrastrutturale che ha negato lo sviluppo economico della provincia di Latina e del Lazio e che mette ogni giorno in pericolo la vita di migliaia di pendolari che si muovono da Latina alla Capitale. La realizzazione del Corridoio intermodale Roma – Latina e della Bretella Cisterna Valmontone, lo sosteniamo da sempre, non sono una opzione, devono essere realtà. La Pontina non è più adeguata a sostenere il carico di traffico a cui è sottoposta soprattutto sotto il profilo della sicurezza. Le imprese, prive di collegamenti rapidi e sicuri, non hanno più ossigeno per sopravvivere e certo non giova a chi ancora avesse la forza e la voglia di intraprendere sul nostro territorio sapere che la Roma – Latina ha ottenuto l’ennesima terribile battuta di arresto. In house, extra house, under house non ci interessa purchè la Roma – Latina e la Cisterna Valmontone si facciano, purchè si decida quale strada percorrere e si resti compatti per raggiungere l’obiettivo. Unisco la mia voce a quella del senatore Fazzone, dobbiamo andare oltre gli steccati politici e scrivere la parola fine a qualsiasi tentennamento perché di tempo ne è stato perso sin troppo e la realizzazione del Corridoio intermodale Roma – Latina non può essere rinviata ulteriormente. Il ritardo accumulato per oltre quindici anni sulla realizzazione di questa opera, tra corsi e ricorsi, polemiche a volte strumentali, si è tradotto in una ferita aperta nel tessuto imprenditoriale di una Regione, come il Lazio, e di una provincia, come quella di Latina, che sono letteralmente tagliate fuori dall’Italia e dall’Europa. La variabile tempo non è più solo un aspetto formale ma sostanziale perché in gioco c’è la sopravvivenza stessa di un intero territorio, di migliaia di aziende e di cittadini che meritano risposte risolutive ed immediate”. Lo dichiara in una nota il presidente della commissione regionale sanità, Giuseppe Simeone.

FORTE – “L’annullamento della gara per la realizzazione della Roma-Latina da parte del Consiglio di Stato rappresenta certamente una battuta d’arresto rispetto ad un progetto di vitale importanza per la provincia di Latina e per l’intero territorio regionale. Bene ha fatto Nicola Zingaretti ha proporre un intervento diretto che consenta comunque di portare avanti il progetto e la realizzazione dell’Infrastruttura. Da parte della Regione non è mai mancato l’impegno, ma oggi vengono al pettine quegli inestricabili nodi giuridici e burocratici che caratterizzano purtroppo il sistema Paese. Contro questo blocco non possiamo che attivare tutte le buone energie territoriali – sia economiche sia politiche – che insieme dovranno allearsi per non perdere il treno dello sviluppo. Per questo mi sento di fare appello a tutte le realtà economiche e sociali, alle categorie produttive e sindacali affinchè si ribadisca l’impegno per la Roma-Latina. Si deve partire da subito per evitare ulteriori ritardi e sprechi. In questo senso il territorio di Latina deve essere il capofila di una stagione nuova, orientata allo sviluppo. E per questo serve la collaborazione di tutti». Lo dichiara in una nota il consigliere regionale del PD Enrico Forte

UGL – “Si tratta di un danno notevole per l’economia del territorio dell’intera provincia di Latina l’annullamento della gara da 2.7 miliardi di euro per la realizzazione dell’autostrada Roma-Latina”. Commenta in questo modo la decisione del Consiglio di Stato che ha rimesso tutto in discussione il Segretario Regionale dell’UGL Lazio Armando Valiani preoccupato per le conseguenze negative che, inevitabilmente, si ripercuoteranno sul pontino: “L’autostrada Roma-Latina – spiega Valiani – è fondamentale per rivitalizzare l’economia ed il lavoro. Le aziende pontine dell’industria e del commercio, così come quello del comparto alberghiero, pagano in termini drammatici l’assenza di infrastrutture. Quelle che ci sono si presentano fatiscenti come la Pontina e assolutamente insufficienti per rispondere alla domanda di sviluppo”. Sono oltre 58 mila le imprese che operano sul suolo della provincia di Latina che da anni aspettano la realizzazione della fondamentale infrastruttura, continuando ad investire denaro in attesa dell’inizio dei lavori che, anche questa volta, dovranno attendere non si sa fin quando: “Un’attesa che sta sfiancando le industrie – sottolinea il Segretario Generale dell’UGL Lazio – molte delle quali hanno deciso di andare via. Latina ha il secondo polo chimico-farmaceutico nazionale mentre nel Sud Pontino ci sono realtà importanti che devono fare i conti con la chiusura della ferrovia Terracina-Gaeta e altre difficoltà logistiche”. Valiani lancia un appello. “Mi aspetto dalla politica una soluzione nuova ed immediata altrimenti dovrà farsi carico di un fallimento epocale e lasciare il passo ad altri”.

CONFCOMMERCIO – “Una sentenza che  non ci aspettavamo ma che occorre rispettare” dichiara il Presidente di Confcommercio Lazio Sud  Giovanni Acampora, la pronuncia del Consiglio di Stato che ha sostanzialmente annullato la gara, apre uno scenario che nessuno si aspettava ma che richiede una immediata attivazione del sistema socio-economico della politica e delle istituzioni affinché in tempi brevissimi si mettano in campo soluzioni alternative”. “L’odierna dichiarazione del Governatore Zingaretti sulla possibilità di realizzazione in house è un buon segnale che accogliamo favorevolmente, ma nessuna altra ipotesi deve rimanere intentata”. “una vicenda infinita con un brutto epilogo”, “abbiamo sempre e continueremo a ritenere  la realizzazione di un collegamento veloce tra Latina e Roma, strategico, fondamentale e prioritario” . Ora però bisogna immediatamente mettere in sicurezza la  Pontina, tutti noi conosciamo la sua pericolosità e contestualmente mettere in campo soluzioni immediate”. “Corriamo il rischio del collasso economico di una intera provincia e l’isolamento dal resto di Italia e d’Europa, oggi c’è l’ultimo appello, chi può faccia qualcosa”.

L’UNICO A ESULTARE E’ IL MOVIMENTO 5 STELLE – “La sentenza del Consiglio di Stato che ieri ha annullato l’appalto per la famigerata autostrada Roma-Latina rappresenta un’occasione unica per eliminare quello che consideriamo un progetto scellerato”. Così i consiglieri regionali M5S del Lazio in merito all’autostrada Roma – Latina. “Un’opera che riteniamo vada nella direzione opposta rispetto a quella di miglioramento del trasporto che dovrebbe puntare sulla mobilità pubblica a scapito di quella privata”, aggiunge la consigliera 5 stelle Gaia Pernarella. “Chi continua a pensare che sia sempre necessario gettare nuovo cemento, abbattere case, espropriare terreni e distruggere il patrimonio ambientale, archeologico e paesaggistico del Lazio, ha interessi diversi da quelli al servizio dei cittadini”,  –  incalza la consigliera del M5S Valentina Corrado. In merito alla proposta del presidente Zingaretti commenta così il consigliere e Vicepresidente del Consiglio regionale Devid Porrello: “Se ASTRAL possiede le caratteristiche necessarie per costruire una autostrada le avrà in abbondanza per la messa in sicurezza del tracciato esistente, come chiedono da anni i comitati e le associazioni del territorio”. “L’unica alternativa possibile – concludono i 5 stelle – è la messa in sicurezza della Pontina e la contestuale realizzazione di una metropolitana leggera che alleggerisca il carico veicolare. Un’infrastruttura necessaria per migliorare la vita di tutti quei pendolari che ogni giorno attraversano il Lazio per arrivare a Roma”.

 

1 Commento

1 Commento

  1. Germano Buonamano Mancaniello

    Germano Buonamano Mancaniello

    13 Settembre 2018 alle 18:53

    Non ce n’è eravamo accorti.

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