11 gennaio-3 febbraio

Caro Daddo, al Ruspi la mostra dedicata a Riccardo Cerocchi

Disegni originali e materiali di archivio, una video intervista e foto

LATINA – Era architetto. Cultore della musica. Innamorato del paesaggio, della storia, delle linee, dei suoni. Era innamorato della vita. Sarà ricordato così, per il suo impegno pieno, l’architetto Riccardo Cerocchi nella mostra Caro Daddo, perché così lo chiamavano un po’ tutti, con un diminutivo affettuoso che non ne sminuiva l’autorevolezza.

VENERDI’ 11 GENNAIO ALLE 18 – Una mostra che sarà inaugurata venerdì 11 gennaio alle 18 nell’ex Garage Ruspi, in Largo Giovanni XXIII, voluta dalla Fondazione Roffredo Caetani (ente che Cerocchi ha contribuito a far nascere e di cui è stato a lungo presidente) che oggi gli dedica anche il sesto volume della collana I Quaderni di Ninfa, e realizzata  in collaborazione con la famiglia Cerocchi, l’Ordine degli architetti, urbanisti, conservatori e paesaggisti della provincia di Latina e con il patrocinio del Comune di Latina. Saranno esposti disegni originali e materiali di archivio, una video intervista e foto di Tonino Mirabella e Marianna Lanza, così come deciso da  Silvia Mastrantoni e Massimo Palumbo che la curano.
In programma anche un breve intervento musicale del violinista Ivos Margoni vincitore della prima edizione del Premio Riccardo Cerocchi, organizzato dal Campus per promuovere i manoscritti musicali custoditi nel proprio Archivio. Il giovane musicista romano proporrà un Adagio di Bach, tre Capricci di Paganini ( 5, 9 e 17) e la Sonata in re minore di Ysaÿe.

CEROCCHI PROTAGONISTA DELLA SOCIETA’ PONTINA – “In questa fase – dice il presidente della Fondazione Caetani Tommaso Agnoni – in cui la Fondazione sta ritrovando il suo ruolo di protagonista nella società pontina il racconto della vita e dell’attività di Riccardo Cerocchi dal punto di vista professionale diventa quindi di fondamentale importanza per ravvivarne lo spirito. Il suo essere architetto si è intrecciato fortemente con l’attività della Fondazione in tutte le attività che la stessa ha sviluppato per il mantenimento, la salvaguardia e il restauro dei preziosi beni monumentali di proprietà con particolare attenzione per gli interventi nel Castello di Sermoneta. E’ con questo spirito quindi che abbiamo voluto questa mostra e questo documento, a memoria di una vita spesa accanto alla Fondazione Roffredo Caetani per conservare i valori culturali di questo territorio ma soprattutto per farli vivere nella contemporaneità”.

MESSAGGIO AI GIOVANI ARCHITETTI – La mostra è anche un messaggio alle nuove generazioni, come spiega il presidente dell’Ordine degli Architetti, Massimo Rosolini: “Per il nostro Ordine professionale la mostra è l’occasione per ricordare un grande collega, ma soprattutto per segnalare ai più giovani un modo di intendere la professione di architetto sostenuta dall’impegno culturale, poetico e civile. Nella cultura della Città la mostra sull’opera di Cerocchi significa anche iniziare a guardare a una fase storica successiva agli anni della fondazione, segnata da un’aspirazione alla modernizzazione e al dialogo con le esperienze internazionali”.

La mostra resterà aperta fino al prossimo 3 febbraio. Il Catalogo è curato da Antonio Crobe. Elaborazione grafica a cura di Sara Palumbo e Ines Paolucci.

 

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