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L’abbraccio di Sami Modiano agli studenti di Latina: “Voi siete la speranza”
LATINA – “Sami tieni duro, tu ce la devi fare!”. Le parole di papà Giacobbe, morto nelle camere a gas del campo di sterminio di Birkenau, risuonano nella testa, dopo l’incontro con suo figlio Sami Modiano, sopravvissuto alla Shoah, e uno dei pochi superstiti ancora in vita. Al liceo scientifico Grassi, dove il Comune di Latina ha organizzato l’incontro, ha parlato per oltre tre ore davanti ad una platea di 300 studenti muti. Molti di loro piangevano silenziosamente mentre, alle soglie dei 90 anni e con un fazzoletto stretto fra le mani, lui raccontava la vita nel campo di concentramento polacco dove è entrato muscoloso e pieno di vita il 16 agosto del ’44 ed è uscito agonizzante alla fine di gennaio del ’45. Aveva addosso il pigiama a righe un paio di zoccoli di legno, il termometro segnava -25°C. Gettato su un mucchio di cadaveri ghiacciati dal gelo, con un corpo arrivato a pesare 25 chili, Sami indica il Cielo per spiegare come ce l’ha fatta, e piange raccontando l’abbraccio della soldatessa russa che lo ha curato: “Ho scoperto poi che era una dottoressa”. Il racconto è lungo e dettagliato, ogni parola è un quadro straziante che lui rivede e rivive: “Non si può dimenticare”, dice. Passano davanti agli occhi l’ultimo incontro con la sorella Lucia, rivista al di là del filo spinato nel campo delle donne e quell’ultima fetta di pane; l’addio con il padre: “Sami tieni duro, tu ce la devi fare”, parole che oggi danno senso a tutto il dolore.
SONO L’UOMO PIU’ FELICE DEL MONDO – Sami ce l’ha fatta. Così come chiedeva suo padre, è vivo. Lo ha voluto Dio: “Ogni volta che mi presentavo davanti a Lui, davanti a Dio, mi diceva di no – racconta con la voce che diventa un filo – Mi sono sentito in colpa tutta la vita, in colpa di essere sopravvissuto, ma non sono un privilegiato. Ero un ragazzo come voi e mi hanno tolto tutto – dice Modiano rivolto agli studenti del Grassi, dell’Alighieri, del Manzoni, agli studenti delle medie che affronteranno fra qualche giorno il viaggio della Memoria e visiteranno i campi di sterminio poco distanti da Cracovia – Dal 2005 però sono l’uomo più felice del mondo e ho trovato la risposta a tutti gli interrogativi che mi hanno tormentato per anni e anni. La risposta siete voi. Voi siete la speranza, siete quelli che quando io non ci sarò più, faranno in modo che non succeda di nuovo”.
Sami Modiano aveva 13 anni e mezzo quando è stato deportato a Bikenau; 14 quando è uscito da Aushwitz. Sono i luoghi della Memoria in cui torna ogni anno per guidare gruppi di persone, raccontando la sua storia che è anche quella di milioni di ebrei colpevoli solo di essere nati. Con lui furono deportati 2220 membri della comunità ebraica di Rodi in Grecia, 500 anni di storia e convivenza religiosa cancellati dalla follia nazista: “Ma io parlo anche degli omosessuali, dei disabili, dei rom, 11 milioni di persone uccise”.
La fine dell’incontro è solo un abbraccio, prima un gesto ripetuto tante volte dal palco, circondato solo da occhi rossi di pianto, anche quelli del sindaco Damiano Coletta, dell’assessore alla Scuola, Gianmarco Proietti, della dirigente scolastica Gianna Bellardini.
Poi arriva l’abbraccio vero, quando sceso in platea invita gli studenti ad avvicinarsi, a fare domande, e lancia l’ultima raccomandazione: “Ragazzi studiate, approfittate dei vostri genitori che vi seguono, di chi si occupa di voi. Io non ho potuto farlo”. Sì, perché anche se Samuel Modiano era un bravo studente, faceva solo la terza elementare quando è stato espulso da scuola a causa delle leggi razziali. «Un giorno – ha cominciato il suo racconto – mi ero svegliato bambino e andai a letto ebreo, espulso da scuola e con il volto rigato dalle lacrime». Sopravvissuto al campo di sterminio, ma senza familiari superstiti, dopo Birkenau ha dovuto pensare a procurarsi da vivere. Nella vita però ha imparato molte lingue, tra cui lo Swahili in Africa dove ha vissuto. Ha anche scritto un libro: Per questo ho vissuto. La mia vita ad Auschwitz-Birkenau e altri esili i cui diritti sono devoluti al Museo della Shoah di Roma.
Il messaggio che lascia è in queste parole: “Vi auguro felicità e che i vostri occhi, e quelli dei vostri figli, non vedano mai quello che ho visto io. Vi auguro un futuro di pace, armonia, fratellanza. Perché siamo tutti esseri umani e dobbiamo volerci bene”.
APPUNTAMENTI
Viviamo Festival, finalissima al teatro D’Annunzio di Latina
LATINA – Si terrà questa sera al Teatro D’Annunzio di Latina la finale di Viviamo D’Arte, il Festival dedicato alla valorizzazione dei talenti artistici ideato e diretto da Anna Lungo e Luca Ceccherelli. Sono 22 i concorrenti che si sfidano davanti al pubblico e che saranno esaminati dalla giuria composta da Grazia Di Michele, Luca Pitteri e Rita Perrotta. Anche il pubblico potrà votare, in modalità digitale, durante la serata.
Il teatro è sold out per la serata, a testimonianza del grande interesse per la manifestazione oltre che per questa serata conclusiva che si preannuncia come un grande spettacolo di musica e talento, capace di valorizzare giovani artisti e offrire al pubblico un evento ricco di emozioni, contenuti esclusivi e ospiti speciali.
La professoressa Lungo al microfono di Antonella Melito che presenterà la serata
Durante la serata si esibiranno nell’ordine:
Ludovica Porfiri
Chiara Cipriottto
Sara Fattori
Nina Perrini
Davide Settevendemie
Victoria Cino
Anna Wiertzcovski
Sofia Sharkozi
Giulia Perrone
Ambra Ilacqua
Sabrina Brodosi
Angelica Montanaro
Allegro Con Brio
Sara Iachetta
Fabrizio Coletta
Aurora Castellani
Sara Campagnaro
Claudia Meddi
Monica Policriti
Mino Randelli e Francesco Fiorentini
Giovanni D’Avanzo
Better Than Study
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La Maga Circe nella Top 10 delle maratone italiane: L’intervista al Presidente Fioriello
LATINA – Un risultato importante per il territorio pontino e per tutto il movimento sportivo locale: la Maratona della Maga Circe conquista il decimo posto tra le maratone italiane, secondo i dati ufficiali della Federazione Italiana di Atletica Leggera riferiti al 2025. Un traguardo raggiunto in soli cinque anni dalla nascita della manifestazione, come ha spiegato il presidente di In Corsa Libera che organizza l’evento, Davide Fioriello, durante la nostra intervista radiofonica.
«Questi sono dati ufficiali della Federazione di Atletica Leggera, pubblicati sul sito federale e consultabili da tutti», ha spiegato Fioriello. La classifica si basa su una serie di parametri statistici, tra cui la media dei tempi dei primi arrivati, quella dei migliori italiani e il numero complessivo dei partecipanti. «È una media aritmetica che viene calcolata su diversi fattori e che la Federazione utilizza per catalogare e valutare le maratone».
Il risultato assume un valore ancora più significativo se si considera che i dati fanno riferimento alla quinta edizione della gara, disputata nel 2025. Nel frattempo la manifestazione ha già celebrato anche la sesta edizione, confermando il suo percorso di crescita. «Aver raggiunto questo risultato in soli cinque anni è veramente tanta roba», ha sottolineato il presidente.
Il piazzamento nella Top 10 ha portato anche alla riconferma della gara come tappa bronzo della Federazione Italiana di Atletica Leggera, un riconoscimento che certifica la qualità organizzativa e sportiva della manifestazione.
Ma il valore della maratona, come sottolinea Fioriello, va ormai ben oltre l’aspetto puramente sportivo. «Questo non è più solo un evento sportivo. È un evento che genera economia, porta stranieri, crea turismo e valorizza il territorio». La presenza nella classifica nazionale assume quindi un significato simbolico anche per tutta la provincia di Latina.
«Non credo che sia capitato spesso che la nostra provincia si trovi in una classifica nazionale davanti a città come Napoli, Bologna, Palermo, Pisa o Rimini», ha aggiunto Fioriello. «L’importanza di questo risultato si vede soprattutto da chi abbiamo dietro».
Nonostante l’ottimo piazzamento, l’obiettivo dell’organizzazione resta quello di crescere con equilibrio e realismo. «Il nostro obiettivo non è arrivare in vetta», ha spiegato il presidente, ricordando la presenza di grandi maratone storiche come Roma, Milano, Firenze e Venezia. «Sono città e organizzazioni inarrivabili».
L’ambizione, piuttosto, è quella di consolidare la posizione conquistata. «L’ho detto fin dal primo giorno: il mio obiettivo era restare stabilmente tra le prime 10-15 maratone italiane. Ad oggi sta andando tutto come avevo previsto».
Una sfida che richiede continuità e lavoro costante. «Già quello che abbiamo fatto in cinque anni è qualcosa di straordinario. Ora dobbiamo tenerci stretto questo risultato e continuare a lavorare per mantenerlo».
La Maratona della Maga Circe, infatti, è ormai diventata una presenza stabile nel calendario degli eventi del territorio. Dopo l’edizione 2026, le iscrizioni per quella del 2027 sono già aperte, segno di una manifestazione che guarda al futuro con una programmazione sempre più strutturata.
«Non voglio nemmeno chiamarlo solo evento sportivo», ha concluso Fioriello. «È diventato l’evento più importante della nostra provincia che si ripete ogni anno e che dà lustro al nostro territorio».
ATTUALITA'
Il corto “Elda” di Massimo Ferrari finalista a Film Impresa: in 9 minuti la storia di un’operaia della Dublo di Latina Scalo
(nella foto in homepage la vera Elda Degli Stefani e l’attrice Lorenza Indovina. Nella gallery, Massimo Ferrari, Gaia Capurso, le operaie che hanno partecipato al film, i tre bambini Francesco Ferrari – Soraya Sanfelici – Lorenzo Rapaccini e Elda da ragazza, interpretata da Aurora Rapaccini)
LATINA – E’ finalista al Premio Film Impresa il cortometraggio scritto e diretto dal regista di Latina Massimo Ferrari, “Elda” (prodotto da Maga Production di Gaia Capurso), che racconta in nove minuti la storia di una donna, Elda Degli Stefani, interpretata da Lorenza Indovina, che ha vissuto buona parte della sua vita lavorando nella Manifattura tessile Dublo di Latina Scalo. In finale è andata anche la colonna sonora scritta dal musicista pontino Francesco Ruggiero.
Il corto, che sarà proiettato il 2 marzo al Cinema Quattro Fontane di Roma, nella IV edizione del progetto ideato e organizzato da Unindustria, con il supporto di Confindustria, sarà giudicato da una giuria presieduta da Sergio Castellitto nella sezione Migliore inedito, mentre le musiche saranno sottoposte al giudizio di un gruppo di esperti capitanati da Caterina Caselli.
RACCONTARE I VALORI AZIENDALI – “Il 2 marzo sapremo com’è andata, però siamo molto contenti, perché è un progetto importante che abbiamo realizzato dopo che Massimo Marini della Dublo ci ha coinvolto, spiegandoci di volere un tipo comunicazione diverso dallo spot, trovando una chiave di narrazione diversa. Quindi abbiamo pensato che potesse essere bello usare un linguaggio cinematografico che raccontasse i valori più che il prodotto aziendale – spiega il regista – . E l’idea è piaciuta a Marini”.
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Roberta Caiazza
9 Gennaio 2019 at 17:48
Oggi in lacrime ho assistito ad uno degli incontri che si imprimono per sempre nell’anima grazie grazie