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Latina, stop ai pulmini dei caporali: la lotta allo sfruttamento comincia da qui

Regione Lazio, sindacati e parti datoriali insieme "Per un lavoro di qualità in agricoltura"

LATINA – Per contrastare il caporalato e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura, la Regione Lazio partirà dai trasporti. Stop ai pulmini dei caporali su cui gli immigrati viaggiano accettando condizioni spesso estreme, e dove in qualche modo nasce e si alimenta la filiera dello sfruttamento, quel “passaggio” dato da chi ha in mano il potere di offrirti e toglierti il lavoro prendendo una parte per sé.  L’idea è di offrire trasporti pubblici ai lavoratori attraverso convenzioni con il Cotral e con i Comuni per raggiungere i campi gratuitamente e in sicurezza. E’ la prima azione prevista dal protocollo d’intesa “Per un lavoro di qualità in agricoltura” firmato oggi in Prefettura a Latina, alla presenza del Prefetto Maria Rosa Trio. Il Presidente Zingaretti lo considera quello della svolta: “Per la prima volta si individua un problema e lo si affronta tutti insieme”. Ai trasporti, si affiancherà la creazione di sportelli dedicati nei centri per l’impiego e incentivi per le assunzioni. In campo  ci sono 500 mila euro per il primo anno.

“Questo è un protocollo a sostegno della potenza naturale  di questa terra di eccellenza delle produzioni agricole, per valorizzare il lavoro delle imprese. Vogliamo prevenire lo sfruttamento creando un ecosistema che marginalizzi l’illegalità”, aggiunge Zingaretti rivolto anche alle associazioni datoriali che per bocca di Confagricoltura che hanno firmato, non senza però criticare, neanche troppo velatamente, quel richiamo alle agromafie contenuto nelle premesse del documento. “Qui l’agricoltura è una cosa seria – afferma  Sergio Ricotta  citando i dati sul Pil –  il caporalato è una pratica odiosa che va combattuta ferocemente, ma parlando di agromafie si rischia di etichettare l’intero comparto”.

Zingaretti non glissa e risponde

Il protocollo, su proposta dell’assessore al lavoro e nuovi diritti, Claudio Di Berardino, ha valenza su tutto il territorio regionale ma una prima fase di sperimentazione riguarderà il centro-sud della provincia di Latina: “Questo protocollo approvato oggi alla giunta è anche simbolicamente il primo provvedimento del 2019, insieme con le azioni di contrasto alla povertà”. ascolta

“Oggi segniamo un passo avanti significativo nella nostra regione –  dice Paolo Terrinoni, segretario generale della Cisl del Lazio. Un protocollo importante perché qui il settore agricolo, con oltre 44mila imprese, 43.352 dipendenti e 24.851 lavoratori autonomi, è una voce importante per l’economia del territorio. Ma il lavoro regolare rappresenta una realtà parziale, visto che, secondo il 4° Rapporto Agromafie e Caporalato, sarebbero almeno 40mila i lavoratori irregolari in agricoltura nel Lazio sottoposti a turni di lavoro massacranti, paghe da fame e condizioni di vita insostenibili”. Una realtà dolorosa su cui ha fatto luce con il suo lavoro il  sociologo e giornalista di Sabaudia Marco Omizzolo da poco nominato, proprio per questo suo impegno, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella. 

GRUPPO DI COORDINAMENTO – Con la sottoscrizione di oggi prende il via il gruppo di coordinamento cui fanno parte, oltre alla Regione, i datori di lavoro e le organizzazioni sindacali, al quale è affidata anche la realizzazione di un cronoprogramma per l’avvio concreto delle azioni. Informazione e divulgazione del protocollo, entro la primavera del 2019 – con l’inizio della stagione più delicata per l’agricoltura – saranno comunque pronti gli elenchi di prenotazione, gli sportelli dedicati, la app per l’incontro tra la domanda e l’offerta e la rete dei trasporti dedicati. Il gruppo di coordinamento, inoltre, avrà il compito di relazionarsi con la task force istituita dalla Prefettura di Latina e con la sezione territoriale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità di recente istituita a Latina, dopo quella di Viterbo.

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