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Latina, Silvia ritrova il suo chihuahua dopo 8 anni

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LATINA – E’ stata ritrovata dopo 8 anni da quando era sparita,  Maya,  una chihuahua, restituita proprio nei giorni scorsi a Silvia, la sua padrona, una giovane donna di Latina. Vagava per strada quando  l’ha intercettata una pattuglia delle Guardie Zoofile Noorsa di Latina che l’ha presa in custodia. Trovare Silvia non è stato facilissimo nonostante il cane avesse il microchip, perché nel frattempo aveva cambiato numero di telefono. Incredulità prima, poi  lacrime di gioia e il cagnolino ha riconosciuto la sua padrona quasi subito, abbandonandosi tra le sue braccia.

Tutto è bene quel che finisce bene, resta però il mistero su dove e soprattutto presso chi Maya abbia trascorso tutti questi anni per poi ritrovarsi di nuovo a vagare da sola. E’ escluso infatti che possa aver fatto vita da randagia, le caratteristiche della razza nel fanno un cane molto delicato e bisognoso di cure.

“La speranza mette radici anche nella roccia…mai perderla!”, è il commento delle Guardie Zoofile che colgono l’occasione per lanciare un appello: “È importante ricordare a tutti i proprietari o detentori a qualsiasi titolo del cane, secondo la L.R. n°34/97 art.14, l’obbligo di segnalare al servizio veterinario dell’azienda ASL competente per territorio i mutamenti nella titolarità della proprietà o nella detenzione, lo smarrimento o la morte dell’animale. Tale segnalazione deve avvenire tempestivamente, con qualunque mezzo e deve essere confermata per iscritto entro quindici giorni dagli eventi sopraccitati. Un opportuno aggiornamento dei dati personali relativi ad indirizzo e numero di telefono da la possibilità di essere prontamente avvisati dalle autorità competenti.
Chiunque viola tale articolo di legge è punito con sanzione amministrativa.
Inoltre chi ritrova un cane, se non riscontra la presenza di una medaglietta e non è quindi possibile tentare di rintracciare subito il proprietario, ai sensi della legge n. 281/91, è obbligatorio denunciarne il ritrovamento a Vigili Urbani, Polizia, Carabinieri, etc. se omette di denunciarne il ritrovamento, decidendo di occuparsi dell’animale presso il proprio domicilio, potrebbe essere perseguito per appropriazione indebita”.

4 Comments

4 Comments

  1. Deborah Di Raimo

    9 Agosto 2019 at 9:27

    Io un’idea ce l’avrei su dove è stato il cane tutto questo tempo… In un posto dove percepiscono 7€ al giorno per ogni cane…
    L’importante è che ora sia a casa, anche se il tempo purtroppo nessuno potrà ridarlo indietro

  2. Teresa Saralli

    9 Agosto 2019 at 11:10

    Meraviglioso

  3. Cinzia D'andrea

    9 Agosto 2019 at 12:56

    7€ o più che sia è la dimostrazione che è stato tenuto bene

  4. Cristina Salmaso

    9 Agosto 2019 at 13:28

    Andrebbe verificato se ha mai messo al mondo dei cuccioli. Allora si spiegherebbe…

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TERRACINA

Una giornata dedicata agli amici a quattro zampe, alla sensibilizzazione sulle adozioni e alla promozione di una maggiore consapevolezza sul benessere degli animali. Si è tenuta ieri presso il canile comunale di Terracina, in via delle Industrie, l’iniziativa organizzata dal gestore della struttura con il patrocinio del Comune di Terracina.
L’evento ha rappresentato un’importante occasione per avvicinare i cittadini alla realtà del canile, far conoscere i cani ospitati e ricordare che la struttura è sempre aperta, tutti i giorni, per chiunque desideri visitarla, conoscere i suoi ospiti e valutare magari la possibilità di un’adozione.
Nel corso della giornata è stato possibile visitare anche due nuovi spazi allestiti all’interno della struttura: un’area dotata di nuovi box per i cani e un nuovo gattile, ambienti pensati per migliorare l’accoglienza e la gestione degli animali ospitati. Presenti anche le guardie zoofile, che hanno offerto ai partecipanti consigli, informazioni e suggerimenti utili sulla tutela degli animali e sulla corretta gestione dei propri amici a quattro zampe.
A sottolineare il valore della giornata è l’Assessore alla Tutela degli animali del Comune di Terracina, Nicoletta Rossi, che ha dichiarato: «Particolarmente significativo è stato l’incontro con una famiglia che, proprio pochi giorni fa, ha adottato un cane della struttura, condividendo con noi la gioia e la soddisfazione di questa scelta. Sono momenti che ci ricordano quanto un’adozione possa rappresentare un cambiamento importante, capace di regalare una nuova vita a un animale e tanta felicità a chi lo accoglie. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al gestore, a tutti gli operatori del canile e al servizio veterinario per l’impegno, la professionalità e l’attenzione che dedicano quotidianamente al benessere degli animali.
Questa iniziativa è stata un’occasione per promuovere una sempre maggiore cultura dell’adozione responsabile e sensibilizzare un numero crescente di cittadini. È fondamentale far conoscere la realtà del nostro canile e ricordare a tutti che le sue porte sono aperte ogni giorno: chi desidera adottare, conoscere gli animali ospitati o semplicemente avvicinarsi a questo mondo può farlo recandosi direttamente in struttura. Fare del bene agli animali fa bene anche a noi stessi. Un’adozione può cambiare la vita di un animale, ma anche quella di chi sceglie di accoglierlo. Come Amministrazione, continueremo a sostenere iniziative che promuovano il rispetto, la cura e la tutela degli animali, favorendo una comunità sempre più attenta e sensibile nei loro confronti».

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Latina 2032, Zaccheo incontra il soprintendente Betori

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Valorizzazione del centro storico, tutela del patrimonio architettonico, riqualificazione del verde pubblico e rilancio dell’area archeologica di Satricum. Sono i temi al centro dell’incontro che si è svolto mercoledì 21 ottobre tra il presidente della Fondazione Latina 2032, Vincenzo Zaccheo, e il soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, Alessandro Betori, accompagnato dalla funzionaria architetta Giulia Dinallo. L’obiettivo è avviare una collaborazione istituzionale in vista del Centenario della città, nel 2032.

Il confronto ha posto le basi per un percorso condiviso di tutela e promozione del patrimonio storico, culturale, architettonico e ambientale di Latina, in linea con le finalità della legge 130 del 2024. Le parti hanno manifestato la volontà di approfondire le possibili forme di collaborazione e di incontrarsi nuovamente nelle prossime settimane per definire un protocollo d’intesa.

Tra le priorità individuate c’è la valorizzazione del centro storico, dell’architettura di fondazione e dei borghi, con particolare attenzione alla qualità dell’arredo urbano e alla fruibilità degli spazi. L’obiettivo è rilanciare il quadrante storico anche attraverso nuove funzioni culturali, formative e sociali, preservando l’identità urbanistica della città.

Zaccheo ha inoltre evidenziato la possibilità di ampliare l’offerta universitaria con nuove facoltà e percorsi di studio legati alle caratteristiche del territorio. Latina, definita dal presidente della Fondazione «un laboratorio di architettura e urbanistica a cielo aperto», potrebbe diventare un punto di riferimento per la formazione e la ricerca sull’architettura e l’urbanistica del Novecento.

Ampio spazio è stato dedicato anche al progetto «Latina Città Giardino», che la Fondazione intende sviluppare in collaborazione con il professor Carlo Blasi, professore emerito della Sapienza Università di Roma e direttore del Consiglio scientifico del CIRBISES. L’iniziativa punta a riqualificare e potenziare il patrimonio arboreo e le aree verdi del centro storico, dei quartieri e dei borghi, recuperando il rapporto originario tra architettura, paesaggio e natura. Tra gli obiettivi figurano la rigenerazione urbana, la tutela della biodiversità e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Il confronto ha riguardato anche il Museo e l’area archeologica di Satricum, con particolare attenzione all’ex Cartiera di Borgo Le Ferriere, sede dell’esposizione dei reperti, e alle opportunità per migliorarne la fruibilità. Esaminate inoltre le prospettive di valorizzazione del Granaio di Borgo Montello e del fiume Astura, in un progetto integrato capace di mettere in rete le risorse storiche, archeologiche, religiose e paesaggistiche del territorio.

Betori e Dinallo hanno espresso interesse per gli obiettivi della Fondazione e disponibilità ad approfondire le possibili iniziative, nel rispetto delle competenze della Soprintendenza. Il soprintendente ha inoltre apprezzato la scelta del Comune di destinare l’ex edificio della Banca d’Italia, che ospiterà l’Università La Sapienza, anche a sede della Fondazione Latina 2032, riconoscendone il valore architettonico e identitario. In attesa dell’attivazione degli uffici, ha offerto la disponibilità a ospitare incontri e riunioni presso la sede della Soprintendenza in piazza Celli.

«Il Centenario deve rappresentare un’occasione concreta per valorizzare il nostro patrimonio, recuperare la centralità del quadrante storico di fondazione e restituire nuove funzioni ai luoghi che hanno segnato la storia della città», ha dichiarato Zaccheo, sottolineando il valore del contributo della Soprintendenza. Il presidente ha ringraziato Betori per la disponibilità, evidenziando la necessità di costruire progetti e risultati duraturi, oltre le celebrazioni del 2032.

L’incontro si è concluso con l’impegno a proseguire il confronto nelle prossime settimane e a definire un protocollo d’intesa che individui le modalità operative della collaborazione, a partire dalla tutela e dalla valorizzazione del patrimonio architettonico, urbanistico, storico e culturale di Latina.

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Fislas Latina premia gli studenti meritevoli, ieri la cerimonia a Sabaudia

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Rinnovato anche quest’anno l’impegno di  Fislas di Latina, ente bilaterale costituito dalle principali organizzazioni agricole e sindacali della provincia, a sostegno della formazione e delle famiglie dei lavoratori del comparto agricolo. Sono 225 le pratiche relative alle borse di studio consegnate nella XVII edizione, per un importo complessivo di 113.200 euro. Un investimento che conferma la volontà del Fondo di sostenere i percorsi scolastici e universitari dei lavoratori agricoli e dei loro figli, riconoscendone l’impegno e i risultati raggiunti. La cerimonia si è svolta ieri venerdì 23 ottobre presso l’Hotel Oasi di Kufra di Sabaudia, alla presenza degli studenti premiati, delle loro famiglie, del presidente di Fislas Latina Mauro D’Arcangeli e dei rappresentanti delle organizzazioni che costituiscono il Fondo: Confagricoltura, Coldiretti, CIA, FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL.

Nel dettaglio, 112 borse di studio riguardano studenti delle scuole medie inferiori, 84 sono destinate alle scuole medie superiori e 29 riguardano i percorsi universitari. È stato inoltre previsto un bonus aggiuntivo per il settore agricolo, legato al conseguimento della laurea.Un dato particolarmente significativo riguarda la composizione dei beneficiari: 124 delle 225 pratiche, pari al 55,1% del totale, sono state presentate da lavoratori stranieri. Un numero che racconta anche il ruolo della manodopera di origine straniera nel comparto agricolo pontino e il valore di strumenti di sostegno capaci di raggiungere famiglie con storie e provenienze differenti.

Abbiamo ascoltato anche i ragazzi che hanno ricevuto la borsa di studio e l’emozione dei genitori . Abbiamo ascoltato Gabriele, Mario e i loro genitori.

“Diciassette edizioni – ha affermato Mauro D’Arcangeli, presidente di Fislas Latina – non rappresentano soltanto la continuità di un’iniziativa. Questa cerimonia è diventata negli anni parte della storia del nostro ente, ma anche un appuntamento che, attraverso i ragazzi e le loro famiglie, racconta il territorio in cui viviamo. Ogni anno incontriamo nuove generazioni, nuove aspirazioni, storie familiari e percorsi di studio differenti. È un’occasione per riconoscere il merito, certamente, ma anche per osservare da vicino una realtà che cambia. In questo senso, le borse di studio hanno un valore che va oltre il contributo economico: ci permettono di mantenere un legame diretto con le famiglie dei lavoratori agricoli e con il futuro che stanno costruendo”.

D’Arcangeli prosegue poi commentando i numeri  di questa edizione che, secondo il presidente di Fislas Latina “dicono qualcosa di estremamente importante: più della metà delle domande arriva da lavoratori provenienti da altri Paesi. È un dato che non possiamo leggere soltanto come una percentuale, perché dietro ci sono persone, famiglie, figli che crescono e studiano qui e che sono parte della nostra comunità. L’agricoltura pontina è un settore in continua evoluzione e questi numeri ci aiutano a comprenderne anche le trasformazioni sociali. La bilateralità deve saper leggere questi cambiamenti e accompagnarli, non limitarsi a erogare prestazioni. È questo il significato che vogliamo continuare a dare alla nostra iniziativa: sostenere lo studio, favorire l’inclusione e, allo stesso tempo, mantenere uno sguardo attento su come sta cambiando il mondo del lavoro agricolo e, insieme a esso, il nostro territorio”.

La cerimonia ha rappresentato così non soltanto un momento di riconoscimento del merito scolastico, ma anche un’occasione per ribadire il ruolo della bilateralità agricola nel sostegno ai lavoratori e alle loro famiglie. Un impegno che, attraverso la collaborazione tra organizzazioni datoriali e sindacali, continua a tradursi in strumenti concreti di assistenza, formazione e promozione sociale.

Cosa è Fislas: Il Fislas è il Fondo di Assistenza Integrativa per i lavoratori del settore Agricolo e si rivolge ai lavoratori delle aziende agricole che applicano i Ccnl sottoscritti dalle parti istitutive: Confagricoltura, Coldiretti e Cia, e le organizzazioni sindacali Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. Il Fondo fornisce ai lavoratori agricoli assistenza integrativa nel rispetto di quanto prescritto dal Ccnl stipulato tra le parti firmatarie del Cpl. All’Interno di Fislas è inoltre presente un “Centro di formazione agricola per la provincia di Latina” in stretta relazione, da una parte, con le costituzioni competenti in materia di formazione professionale, continua e permanente e, dall’altra, con il mondo delle imprese all’interno del quale opportunità e offerta formativa si incontrano e si adattano alle caratteristiche territoriali del mercato del lavoro.

 

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