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Esondazioni del Rio Capo d’acqua, consiglio provinciale straordinario

Sarà adottata una delibera per sollecitare l'intervento della Regione Lazio

SUD PONTINO – Il problema delle ripetute esondazioni del Rio Capo d’Acqua e del suo affluente principale, il Rio Santa Croce, sarà oggetto di un Consiglio provinciale congiunto con i Consigli dei Comuni interessati – Formia, Minturno e Spigno Saturnia – che si terrà a Formia il 16 dicembre prossimo.

All’ordine del giorno della seduta l’adozione di una delibera che intende sollecitare con maggiore forza la Regione Lazio ad adottare gli interventi non più rinviabili sul bacino idrico che appartiene al Demanio Idrico Regionale. La richiesta sarà inviata al presidente della Regione, al presidente del Consiglio regionale e all’assessore regionale competente. L’iniziativa è la conseguenza delle numerose sollecitazioni che arrivano dai territori interessati, costretti a subire esondazioni a ripetuta cadenza e dei numerosi sopralluoghi effettuati nel tempo dai tecnici della Provincia e del Comune di Minturno dai quali è emersa l’esistenza di rischio idraulico cagionato dalla presenza nell’alveo di tronchi d’albero abbattuti e depositi alluvionali che ostruiscono il regolare deflusso delle acque. Nonostante l’istituzione il 20 novembre scorso di un tavolo tecnico ad hoc da parte della Regione allo stato attuale appare necessario individuare le risorse da investire.

“Gli interventi tesi a regolarizzare il deflusso delle acque – sottolinea il presidente della Provincia Carlo Medici – sono urgenti e non più rinviabili e alla Provincia non può essere addebitata alcuna responsabilità circa la mancata manutenzione e il rischio esondazione visto che il Rio Santa Croce e il Rio Capo d’Acqua appartengono al bacino idrico della Regione. La Provincia peraltro – aggiunge Medici – non dispone né delle risorse finanziarie né di quelle umane e strumentali per intervenire. Alla Regione Lazio chiederemo dunque di stanziare adeguate e specifiche risorse fin dalla legge di Bilancio 2020 e di individuare nel Consorzio di Bonifica del sud Pontino il soggetto appaltatore degli interventi nel medio e lungo termine partendo dalla progettualità finora sviluppata e dalle richieste formulate proprio alla Regione”.

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