CRONACA
Arrestati dalla Mobile di Latina l’imprenditrice di Sonnino Gina Cetrone e il marito: “Usavano il clan di Silvio per minacciare”
LATINA – La Squadra Mobile di Latina ha arrestato questa mattina l’imprenditrice dell’olio Gina Cetrone 49 anni e suo marito Umberto Pagliaroli 50, accusati di aver usato il clan Di Silvio per recuperare debiti e garantirsi le affissioni elettorali. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa ieri dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina – che l’aveva avanzata il 9 ottobre 2019 – riguarda anche Armando Di Silvio, detto Lallà, considerato il vertice del clan, e i figli di questo, Gianluca e Samuele, tutti indagati a vario titolo per estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata, reati aggravati dal metodo mafioso. La Cetrone, ex consigliera regionale del Pdl, simpatizzava ora per il partito “Cambiamo con Toti”.
RECUPERO CREDITI CON IL METODO MAFIOSO – Secondo l’accusa, marito e moglie arrestati, usavano il clan Di Silvio per mettere paura. In particolare nell’aprile del 2016, avevano chiesto l’intervento di Samuele e Gianluca Di Silvio e di Agostino Riccardo per minacciare un imprenditore di origini abruzzesi che non aveva pagato una fornitura di vetro e prima di farlo avevano chiesto il benestare del capo del clan, Armando detto “Lallà”. I fatti erano avvenuti a casa di Gina Cetrone e del marito dove l’imprenditore convocato era stato trattenuto contro la sua volontà e si era trovato poi davanti i tre. Le minacce ricevute lo avevano convinto ad andare il giorno dopo in banca, mentre all’esterno lo attendevano Pagliaroli e i tre del clan. Oltre al bonifico di 15.000 euro intestato alla VETRITALIA SRL, società creditrice della somma, l’uomo aveva dovuto consegnare 600 euro ai tre per il loro “disturbo”.
LE ELEZIONI – Altri illeciti contestati riguardano le elezioni amministrative svoltesi a Terracina nel 2016 quando con l’aiuto e la “protezione” di Renato Pugliese e Agostino Riccardo venivano minacciati gli addetti alle affissioni: i manifesti di Gina Cetrone non dovevano essere coperti e dovevano avere gli spazi più in vista.
Le indagini in questione – si legge in una nota della Questura di Latina – costituiscono l’esito di un ulteriore approfondimento investigativo che questa Squadra Mobile sta conducendo, sotto la direzione ed il coordinamento della Direzione distrettuale Antimafia di Roma, circa le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Renato Pugliese e Agostino Riccardo.
LA PRECISAZIONE – Prende le distanze il partito Cambiamo con Toti cui aveva aderito Gina Cetrone. Nonostante la qualifica di coordinatrice regionale campeggi sul profilo Fb insieme con le foto dell’adesione alla nuova formazione, arriva la puntualizzazione: “In merito alle notizie stampa sull’arresto di Gina Cetrone, il Movimento politico “Cambiamo!” con Toti fa presente che Gina Cetrone non ha mai ricoperto incarichi nazionali e regionali all’interno di “Cambiamo” ma ha semplicemente fornito la propria disponibilità a collaborare sul territorio provinciale di Latina: cosa evidentemente non possibile dopo i fatti contestati alla Cetroni, accaduti nel 2016 e di cui “Cambiamo!” non era a conoscenza. In un clima di piena fiducia nell’operato della magistratura, auspichiamo che Gina Cetrone saprà dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati”. Così, in una nota, il comitato promotore regionale “Cambiamo” Lazio.
CRONACA
Controlli del NAS in provincia: sequestrati alimenti non tracciati e chiuso un minimarket
Controlli sulla sicurezza alimentare in provincia di Latina da parte dei Carabinieri NAS. Nel corso di alcune verifiche ispettive effettuate in due esercizi commerciali del territorio, i militari hanno sequestrato diversi chili di alimenti non tracciati e disposto la chiusura di un minimarket per gravi carenze igienico-sanitarie.
In una pasticceria del litorale pontino i controlli hanno portato al sequestro amministrativo di circa 60 chilogrammi di prodotti dolciari secchi. Parte degli alimenti è risultata priva della necessaria documentazione di tracciabilità, mentre altri prodotti avevano superato il termine minimo di conservazione. Le irregolarità sono state ricondotte alla mancata corretta applicazione delle procedure previste dal sistema HACCP, il protocollo di autocontrollo utilizzato per garantire la sicurezza alimentare nelle fasi di lavorazione, conservazione e vendita. Al titolare dell’attività è stata contestata una sanzione amministrativa di 2 mila euro e i prodotti sono stati sequestrati per impedirne la commercializzazione.
Un secondo controllo è stato effettuato in un minimarket dell’area nord della provincia, dove i militari hanno riscontrato gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali nei locali destinati alla vendita e allo stoccaggio degli alimenti. Le attrezzature utilizzate per la conservazione dei prodotti non risultavano conformi ai requisiti previsti dalla normativa e all’interno dei locali erano presenti materiali accatastati e attrezzature estranee all’attività commerciale, che ostacolavano le operazioni di pulizia e sanificazione. Particolarmente critica la situazione nell’area adibita a deposito degli alimenti, dove sono state trovate tracce riconducibili alla presenza di roditori, circostanza che potrebbe comportare rischi di contaminazione. Alla luce delle condizioni riscontrate, i Carabinieri del NAS hanno segnalato la situazione all’autorità sanitaria competente che ha disposto l’immediata chiusura dell’attività. Anche in questo caso sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 3 mila euro.
CRONACA
Terracina, scoperto rimessaggio nautico senza autorizzazioni
Rimessaggio nautico senza autorizzazioni scoperto a Terracina. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia locale hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 61 anni residente a Latina, già noto alle forze di polizia.
Il provvedimento è scattato al termine di un controllo mirato effettuato dai militari dell’Arma insieme al personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina, nell’ambito di un’attività delegata dall’autorità giudiziaria finalizzata all’esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro di un natante rinvenuto nell’area. Durante gli accertamenti è emerso che l’attività di rimessaggio nautico riconducibile all’indagato veniva svolta senza la preventiva Segnalazione certificata di inizio attività, la cosiddetta SCIA. I militari hanno inoltre verificato che il rimessaggio veniva effettuato all’interno di un capannone situato su terreno agricolo senza la necessaria variazione di destinazione d’uso.
Per questo motivo è scattato il sequestro preventivo d’iniziativa di un capannone di circa 300 metri quadrati, dove si svolgeva l’attività, e dell’intero terreno agricolo di circa 2.500 metri quadrati. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei Carabinieri sulle imbarcazioni rimessate nell’area e su alcuni motori marini rinvenuti all’interno della struttura.
CRONACA
Aprilia, completate con successo le operazioni di rimozione dell’ordigno bellico
Si sono concluse con successo nel primo pomeriggio di oggi le operazioni di bonifica dell’ordigno bellico di nazionalità americana, risalente alla II Guerra Mondiale, rinvenuto lo scorso 19 dicembre in via della Cogna, ad Aprilia. Il 21° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito ha dato il via alle attività nelle primissime ore della mattina, con la costituzione in Prefettura del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) al quale hanno preso parte il Comune di Aprilia, i Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia, l’ASL, l’ARES 118, le associazioni di volontariato di protezione civile di Aprilia, la Croce Rossa Militare e i gestori dei servizi pubblici essenziali.
Il via libera alle operazioni è stata data una volta verificata la puntuale adozione delle misure a tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica previste dall’ordinanza con cui sono state definite le diverse fasi dell’intervento. La prima fase, quella più delicata, di despolettamento dell’ordigno è terminata con ampio anticipo rispetto alle tempistiche preventivate, consentendo il successivo trasporto della bomba presso la cava Barbetti di Priverno per il brillamento, in linea con quanto programmato.
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