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Anno accademico al via: gli aspiranti infermieri cominciano donando il sangue

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LATINA – Come si dice: chi ben comincia è a metà dell’opera. Lo sono senz’altro i giovani aspiranti infermieri del Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche del Polo Pontino della Sapienza, diretto dalla dottoressa Ernesta Tonini.  Il loro anno accademico è infatti cominciato con un gesto altruistico e una giornata dedicata alla sensibilizzazione  sul significato della “donazione del sangue” realizzata  in collaborazione con la sezione dell’Avis di Latina, guidata dal presidente Emanuele Bragato. Presenti anche Francesco Equitani, Direttore della UOC  Centro Trasfusionale della Asl di Latina, Anna Maria Visco coordinatrice Infermieristica dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale e vice presidente della sezione comunale AVIS, e Fabio Benvenuti, esperto di comunicazione e rappresentante dell’Associazione DIAMANTE aps.
La giornata si è aperta con la donazione del sangue da parte degli studenti, seguita da una mini conferenza nel salone della sede Avis di Latina, alla presenza di una rappresentanza degli studenti di Scienze Infermieristiche, e, oltre a Tonini e Bagnato, anche del professor Giuseppe Cavallaro, presidente  dello stesso corso di laurea che ha dato il via ufficiale al corso portando i saluti del preside ai circa duecento neostudenti collegati in videoconferenza.

“E’ importante informare e sensibilizzare la popolazione, soprattutto i giovani, sul tema della donazione. Per questo – ha detto la dott.ssa Tonini –  in qualità di  Direttore del corso di laurea, anche quest’anno nonostante le restrizioni, ostacoli e difficoltà dovute al periodo storico che stiamo vivendo per combattere il coronavirus, con grande entusiasmo partecipativo abbiamo organizzato in modalità blended learning questa videoconferenza nel rispetto delle norme anticovid, che è anche la giornata universitaria della donazione del sangue. C’è bisogno di una considerevole e importante azione culturale per diffondere i principi solidaristici universali e della donazione di sangue. Non solo per convincere a donare volontariamente e disinteressatamente, ma per formare nella popolazione una coscienza condivisa. Mi sento di dire che scopro nei giovani tanta sensibilità verso questa tematica, negli ultimi anni c’è stato un aumento in percentuale  a livello nazionale della donazione da parte dei giovani dai 18 ai 25 anni. Sicuramente noi, come polo di Latina e come territorio provinciale, abbiamo contribuito ad alzare la percentuale con le tantissime donazioni negli ultimi anni. Formare oggi operatori sanitari ed infermieri richiede una grande responsabilità in un momento in cui si va sempre di più verso competenze avanzate,  specialistiche  con l’implementazione della figura dell’infermiere di comunità e di territorio nella presa in carico della persona con le sue fragilità”.
Il presidente Bragato ha evidenziato l’importanza della collaborazione che in questi anni si è instaurata con il corso di laurea, che ha dato vita ad una manifestazione di solidarietà umana e di sensibilità verso l’atto della donazione, ringraziando i partecipanti e tutti gli studenti cha hanno partecipato e  ponendo l’attenzione su quanto sia importante informare tutti i cittadini su quanto ci si adoperi come associazione per sensibilizzare le istituzioni.
Il Presidente, nell’ambito della giornata ha consegnato  alla dott.ssa Ernesta Tonini un distintivo ed un” RICONOSCIMENTO AL MERITO” per la disponibilità e l’impegno profuso nel promuovere i valori associativi nel progetto dedicato all’AVIS da parte del Corso di laurea di Infermieristica.
Molto interessanti e apprezzati anche gli interventi specialistici degli altri ospiti, mentre la mattinata è stata caratterizzata dalle donazioni di sangue da parte degli studenti, il tutto nel rispetto delle norme di sicurezza.

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Avis Latina lancia la campagna estiva: “Prima di staccare la spina, programma il tuo dono”

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Dopo le iniziative dedicate alla Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, l’AVIS Provinciale Latina guarda già all’estate e lancia una nuova campagna di sensibilizzazione per invitare i cittadini a donare sangue prima della partenza per le vacanze.

Lo slogan scelto per il 2026 è “Prima di staccare la spina, passa da AVIS”, un messaggio che richiama il periodo delle ferie ma ricorda anche l’importanza di un gesto che può salvare vite umane.

Durante i mesi estivi, infatti, il numero delle donazioni tende a diminuire, mentre il fabbisogno di sangue negli ospedali resta costante. Pazienti oncologici ed ematologici, persone coinvolte in incidenti stradali o sottoposte a interventi chirurgici continuano ad aver bisogno quotidianamente di trasfusioni e terapie salvavita.

La campagna nasce dall’analisi dell’andamento delle raccolte sul territorio provinciale e prevede una strategia di comunicazione integrata attraverso affissioni, social network, strumenti digitali e materiali informativi destinati alle sedi comunali dell’associazione.

Tra le novità c’è anche una pagina dedicata sul sito di Avis Provinciale Latina che raccoglie tutti gli appuntamenti per la donazione organizzati nei mesi di giugno, luglio e agosto dalle Avis comunali del territorio, con l’obiettivo di facilitare la prenotazione e aiutare i cittadini a individuare la sede più vicina.

Il progetto, presentato già durante l’assemblea annuale dell’associazione, punta a valorizzare il lavoro di rete delle sezioni comunali e a rafforzare la presenza di Avis sul territorio.

«Nei mesi estivi, quando le donazioni diminuiscono e il fabbisogno degli ospedali resta invariato, è fondamentale mantenere alta l’attenzione e la partecipazione dei cittadini», ha dichiarato il presidente provinciale Marcello Galloppa. «Vogliamo invitare tutti a programmare la propria donazione prima delle vacanze. È un piccolo gesto che può fare una grande differenza per chi affronta una malattia o un intervento chirurgico».

Avis Provinciale Latina rinnova quindi l’appello ai cittadini a pianificare una donazione prima della partenza per le ferie, ricordando che il sangue non può essere prodotto artificialmente e che le necessità dei pazienti non si fermano durante l’estate.

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Rosso Visciola, l’evento “slow” piace. Lola Fernandez: “Elegante come il rosso del nostro frutto”

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SEZZE – Non una sagra, ma un evento “slow”: “Raffinato come il colore delle nostre visciole”. Così L’assessore alla attività produttive del Comune di Sezze, Lola Fernandez racconta Rosso Visciola 2026, terza edizione della manifestazione nata per mettere il luce il frutto che condivide con il carciofo il podio di prodotto identitario del centro lepino che si è svolta sabato sera a Sezze.

Non soltanto marmellate e confetture, ma la visciola reinterpretata: gelatina di visciole, gin tonic alla visciola e spritz alla visciola combinato con il ghiacciolo di visciola, hanno accompagnato le storiche e insuperabili crostatine.

“Stiamo cercando – spiega Lola Fernandez  di promuovere un format diverso di animazione territoriale per un’eccellenza nostra che è la visciola, simbolo particolarmente importante del nostro territorio. Un evento un po’ diverso, non vogliamo fare una sagra, ma una serata più tranquilla, più elegante all’insegna appunto del Rosso visciola, che è un colore elegante. Essendo però un evento sperimentale, è logico che l’affluenza di visitatori è diversa, anche se devo dire che i numeri di questo evento sono molto interessanti”.

“Sono stati presenti diverse Pro Loco promoter del territorio, sei operatori della “Spesa nel borgo”, dieci artigiani, quattro stand gastronomici che sono stati animati dai nostri commercianti, quattro spettacoli dal vivo, un’ attrazione che veniva da Rocca Massima, il Fly in the Sky. Poi 40 cerchi artigianali che sono stati messi a disposizione nel Cid di Sezze e un giardino dove delle persone hanno potuto assaggiare la visciola, le marmellate, le crostatine. Un evento organizzato anche in collaborazione con la parrocchia Santa Lucia e anche loro sono stati protagonisti o coprotagonisti di questo evento con un loro stand gastronomico che è stato ubicato a Porta Pascibella, la processione di Sant’Antonio che quindi ha avuto il suo passaggio nel perimetro dell’evento. In totale più di 26 organizzazioni hanno collaborato, tra le altre voglio ringraziare in modo particolare la Confcommercio Lazio Sud che ha dato una grossa mano, ma anche la Provincia di Latina che ha messo a disposizione tutta la sua rete della Via Appia, la Camera di Commercio che ha patrocinato l’evento, tutti i componenti del comitato locale per l’occupazione del Cibo nella Terra del Mito e anche la Proloco di Sezze che è stata sempre presente e ha dato un grande supporto. Ci sarebbero altri da nominare, nella nostra locandina abbiamo messo tutti, richiamo ad esempio la Capol di Latina, la Castagna di Rocca Massima, così come Media 4, ente del terzo settore che ci  ha dato una mano per la parte della comunicazione e la selezione La Macchia che ha condotto il talk, un talk al quale tra l’altro hanno partecipato sia il sindaco, che i consiglieri regionali, Vittorio Sambucci e Salvatore La Penna,  Pasquale Gasalini consigliere provinciale e Fabrizio Di Sauro direttore della Compagnia dei Lepini”.

Lola Fernandez qui per Gr Latina

 

 

 

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Cancelli a Palazzo M, il no di Calandrini (FdI): “L’apertura alla città va preservata”

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LATINA –  Anche il senatore Nicola Calandrini, presidente della Federazione provinciale di Fratelli d’Italia Latina entra nel dibattito che si sta sviluppando intorno al progetto di chiudere la piazza di Palazzo M con dei cancelli. “L’avvio del progetto di recupero e riqualificazione di Palazzo M rappresenta una notizia importante per Latina – scrive in una nota che qui sintetizziano – … ma nutro infatti perplessità rispetto all’ipotesi di introdurre cancellate ai varchi di accesso, una soluzione che rischia di alterare il rapporto tra l’edificio e la città senza necessariamente rappresentare la risposta più adeguata alle esigenze di sicurezza”.

“Palazzo M ospita già funzioni strategiche e presidi permanenti delle istituzioni, dalla Questura alla Guardia di Finanza, che garantiscono quotidianamente controllo e presenza sul territorio. La sicurezza è un valore imprescindibile, ma non può essere ridotta esclusivamente a una barriera fisica. L’ampia prospettiva che si apre verso l’edificio e la piena fruibilità dell’area non sono elementi casuali, ma caratteristiche che appartengono alla sua identità architettonica e urbanistica”, aggiunge Calandrini che annuncia l’intenzione di avviare “un’interlocuzione con il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, che svolge il ruolo di stazione appaltante dell’intervento. Sono certo che vi sia la massima disponibilità a valutare ogni aspetto dell’opera e a confrontarsi sulle soluzioni previste, con l’obiettivo comune di valorizzare Palazzo M, rafforzarne la sicurezza e al tempo stesso preservarne quelle caratteristiche architettoniche e identitarie che lo rendono un luogo unico e riconoscibile per tutta la comunità pontina”

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