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Ebv e linfomi, nuova scoperta per il virologo di Latina Italo Tempera che sul Covid dice: “Una pandemia di informazioni”

Tempera che ha studiato al Liceo Classico vive e fa ricerca negli Stati Uniti da 14 anni

LATINA – Quanto sono belle le piattaforme che hanno reso possibile parlarsi con una linea stabile e sincrona, e  guardarsi in faccia nonostante l’altro si trovi Oltreoceano. Grazie a Zoom e alla disponibilità di Italo Tempera, virologo molecolare di Latina che studia e fa ricerca negli Stati Uniti, a Glenside in Pennsylvania, lo abbiamo raggiunto nella pausa pranzo, quando qui in Italia era tardo pomeriggio, per aggiornarci sull’ultima notizia che lo riguarda. E su quello che pensa della Fase 3 del Covid.

Tempera, che è uno dei nuovi docenti del Wistar Institute, con il suo laboratorio, ha pubblicato alcuni giorni fa uno studio sul Diario della Virologia che riguarda Ebv, il virus al centro dei suoi studi e che  – citiamo – “mostra che Epstein-Barr esalta la produzione di acidi grassi nelle cellule infette nell’ambito della loro trasformazione maligna, suggerendo che mirare a questa alterazione metabolica potrebbe essere una potenziale strategia per il trattamento delle maligne associate all’EBV”. Che cosa significa ce lo ha spiegato lui molto più semplicemente.

L’ULTIMA SCOPERTA – “Come avviene in molti virus, quando Epv infetta le cellule, le mette al suo servizio e fa in modo che  producano lipìdi che gli permettono di replicarsi e anche di formare quelle strutture virali che gli servono per infettare altre cellule. Questo processo diventa così importante per il virus che se noi lo blocchiamo, attraverso l’uso di inibitori, anche Ebv si blocca e alla fine la cellula muore, e muore prima di trasformarsi in una cellula tumorale”. E siccome il virus di Epstein Barr svolge un ruolo importante nell’insorgenza dei linfomi, la strada che si apre è stata considerata di grande interesse scientifico.

UNO SPAZIO NUOVO DI RICERCA – “Questa scoperta ci ha indicato uno spazio che prima non conoscevamo, un’area di ricerca che non era stata considerata e che ci offre delle nuove opportunità. Il passo successivo nel nostro laboratorio sarà andare a vedere quante di queste informazioni si applicano realmente alla malattia, misurando nei pazienti se effettivamente quel tipo di lipìdi e quelle proteine, che il virus abbiamo scoperto attivare, siano effettivamente presenti in questi tumori. E, dall’altra parte, vedere se attraverso questo studio si può arrivare a un farmaco e quindi ad avere un’arma in più contro questi tumori”.

LA SCIENZA SEMPRE UN NUOVO VIAGGIO – I tempi non sono brevi: “Ci vorrà molto tempo, anche anni, ma questo è il bello della scienza: ogni scoperta non è un punto di arrivo, ma un nuovo viaggio e noi siamo interessati e desiderosi di sapere dove questo viaggio ci porterà”, spiega Italo Tempera che su Radio Immagine ci ha raccontato anche il suo punto di vista sul Covid in questa fase di scetticismo generale.

COVID LA MASCHERINA GIUSTA PRIMA DEL VACCINO  – “Capisco la confusione che c’è, perché siamo in una pandemia di informazioni. Sono state dette troppe cose e spesso azzardate. Oggi abbiamo fatto dei passi importanti, abbiamo due vaccini che molto probabilmente saranno disponibili, ma quello che è importante per adesso è quello che sapevamo anche quando è iniziata la pandemia: mettere la maschera e mantenere le distanze sociali, questi sono i due fattori fondamentali, prima ancora del vaccino e di tutto il resto. Ci sono studi che dimostrano come indossare una maschera giusta, non un pezzo di stoffa qualunque, diminuisca la capacità di contagio del virus: diminuisce la capacità delle persone infettate di spargere il virus e delle persone non infettate di essere contagiate la virus”.

LATINA BELLA VISTA DAGLI USA – Con lui non potevamo non parlare di Latina, di come la si vede dagli Usa, del Liceo Classico Dante Alighieri dove ha studiato e del suo rapporto con la città: “Quando ci vivi, magari non l’apprezzi abbastanza, ma a vederla da qui è bella. E’ casa“.

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