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Latina, in arrivo i rimborsi dei servizi scolastici non goduti a causa del lockdown

In pagamento anche i rimborsi dei libri alle 267 famiglie degli studenti delle medie

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LATINA – L’Amministrazione comunale sta effettuando i rimborsi alle 223 famiglie che a seguito del lockdown non hanno potuto usufruire dei servizi mensa, asilo nido, sezione primavera e scuolabus nello scorso anno scolastico e per i quali non è stato possibile trasferire il credito al nuovo.
“È certamente un’azione dovuta, ma occorre sottolineare come sia il frutto, almeno per i servizi educativi, di una precisa volontà politica. Abbiamo fatto uno sforzo importante dal punto di vista economico e finanziario perché lo ritenevamo giusto. Il servizio educativo non si è fermato, abbiamo lavorato per renderlo “a distanza”, così da non incidere sui lavoratori. Ma i costi, e qui sta la volontà politica, non dovevano in alcun modo ricadere sulle famiglie già gravate da questa crisi.
Presto porteremo in Consiglio comunale la verifica degli equilibri finanziari, mentre stiamo ottimizzando al meglio le poche risorse disponibili per poter continuare a garantire ogni servizio e perseverare sulla strada del risanamento e dell’innovazione. Oggi abbiamo quasi 6 milioni di euro di minori entrate, ma la solidità della struttura economico finanziaria del nostro Comune, modellata da questa Amministrazione, riuscirà a garantire l’equilibrio. Sarà anche opportuno, proprio davanti alla crisi che ancora non è finita, ritrovarci insieme nel tavolo “Latina per Latina” per valutare e condividere i passi necessari.
Restituire le rette alle famiglie è dunque sì un passaggio dovuto, ma frutto di un’azione progettuale lunga e studiata, che altri Comuni non hanno potuto garantire. Inoltre sono in pagamento i rimborsi dei libri alle 267 famiglie degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado che hanno fatto richiesta nell’anno scolastico 2019/2020. Siamo in attesa che la Regione pubblichi le nuove linee guida così da poter emettere l’avviso per il corrente anno scolastico e proseguire nell’attività di sostegno economico alle famiglie”.

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