cronaca

Covid, i pazienti del cluster della casa di riposo di Lenola trattati con i monoclonali

Da marzo sono state curate 308 persone, le forme gravi del virus prevenute nel 97% dei casi

LENOLA – Per il cluster di Lenola è stata prontamente attivata un’azione di contrasto specifica con l’obiettivo di prevenire la progressione in malattia COVID-19 nel gruppo di anziani ospitati presso la casa di riposo nel rispetto delle loro specificità. Le precedenti ondate epidemiche ci hanno, infatti, insegnato che persone cosi fragili, scarsamente autosufficienti, hanno un rischio molto elevato di morte anche se ospedalizzati. E’ stato quindi progettato un intervento ad hoc utilizzando una delle risorse più promettenti della lotta anti-COVID, gli anticorpi monoclonali anti-SARS-CoV2. Questa terapia se iniziata precocemente è in grado di bloccare la progressione della malattia e l’insorgenza di polmonite grave, soprattutto nei soggetti anziani o comunque affetti da patologie croniche.
Nei giorni di venerdì, sabato e domenica è stato quindi attivato un sistema di trasporto con ambulanze che in piccoli gruppi ha accompagnato gli ospiti all’Ospedale SM Goretti di Latina, dove in una sala dedicata del DEA, sono stati visitati e assistiti da un’equipe di medici della UOC di Malattie Infettive. Grazie alla collaborazione di una squadra infermieristica costituita per l’occasione, è quindi stata effettuata l’infusione endovenosa dei monoclonali, preparati in urgenza dalla farmacia dell’Ospedale, seguita da un’osservazione di un’ora. I pazienti sono stati poi riaccompagnati a casa in sicurezza. Gli ospiti trattati sono stati 22, la maggioranza ultraottantenni, la più anziana di 99 anni. Tutti molto contenti di andare in ospedale, ma poi di tornare a casa.

Altra azione importante è stata quella di attivare il telemonitoraggio che agisce tramite le operatrici sanitarie della Casa di riposo, che, nonostante siano state contagiate e risultino positive, stanno continuando ad occuparsi degli ospiti. I parametri di ossigenazione e temperatura vengono inviati in tempo reale alla Centrale COVID di telemonitoraggio della ASL di Latina, che in caso di allarme, contatta gli infettivologi del SM Goretti. E’ stato proprio grazie al controllo delle temperature che è stato possibile diagnosticare precocemente il focolaio al Miracolle nei primi giorni del mese di settembre.

Questo intervento rapido ed efficace è stato possibile grazie ad una strettissima collaborazione di tutti gli operatori sanitari e ad una rete ormai consolidata che unisce ospedale e territorio. La terapia con anticorpi monoclonali, disponibile in Italia da Marzo solo nei centri specializzati al trattamento del COVID-19, viene utilizzata presso l’Ambulatorio Monoclonali del Reparto di Malattie Infettive del Goretti. Ad oggi sono state trattate 308 persone con un’efficacia nel prevenire la forma grave di COVID del 97% e buonissima tollerabilità. Si ricorda che queste terapie sono indicate in fase precoce per tutte le persone con età maggiore di 65 anni o con patologie croniche. Nei prossimi giorni sarà disponibile un nuovo anticorpo monoclonale, il sotrovimab, riservato solo a pochi centri regionali, tra cui il Goretti di Latina.

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