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CRONACA

Fioriture algali, un tavolo tecnico per la salute del mare del Golfo di Gaeta

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GAETA – Si è riunito ieri presso la sede decentrata di Formia, Su iniziativa del Presidente della Provincia di Latina Gerardo Stefanelli,  un tavolo tecnico interprovinciale al fine di analizzare ed acquisire dati ed informazioni tecnico-scientifiche per affrontare il tema della salute delle acque del mare prospicienti le zone costiere del basso Lazio e della Campania oltre il fiume Grigliano. Alla riunione hanno partecipato, oltre a Stefanelli, il delegato all’Ambiente della Provincia di Caserta, i sindaci o loro delegati dei Comuni di Minturno, Formia, Gaeta, Cellole e Sessa Aurunca, i responsabili di Arpa Lazio, Arpa Campania e Acqualatina.

L’Arpa Lazio ha fatto il quadro delle attività di monitoraggio effettuate ai fini della verifica delle condizioni per la balneabilità delle acque nel periodo estivo anche alla luce delle segnalazioni ricevute per alcuni fenomeni anomali di inquinamento compreso l’aumento della popolazione algale, presenti su tutta la fascia costiera. Dagli studi effettuati è dimostrato che i fenomeni rilevati sono del tutto naturali e generalmente causati da un incremento della temperatura media del bacino mediterraneo che, in combinato con una elevata concentrazione di nutrienti presenti, quali azoto e fosforo, determinano, quindi, un rapido sviluppo microalgale.

L’Arpac Campania ha evidenziato che dagli studi effettuati emerge che detti fenomeni non sono rilevabili solamente in zone antropizzate ma in maniera estesa e diffusa, pertanto è confermato scientificamente che,  le aggregazioni algali rilevate, sono causate da fenomeni del tutto naturali, che si manifestano attraverso la formazione appunto di strie e chiazze, favorite dall’azione combinata delle brezze di terra e di mare e dal contributo delle correnti superficiali marine che tendono a favorire l’aggregazione di tutto ciò che galleggia, comprese quindi le schiume e frammenti di materiale in dispersione.

Acqualatina ha comunicato che gli impianti di trattamento delle acque reflue urbane in gestione, risultano tutti in possesso dell’autorizzazione allo scarico e che la Provincia di Latina, per gli scarichi nelle acque del golfo di Gaeta, nel proprio provvedimento autorizzativo, ha imposto limiti molto più restrittivi in quanto il Golfo è stato definito “Area Sensibile”.

I tecnici di Ato 4 hanno evidenziato che gli impianti di trattamento dei reflui urbani esistenti, oltre a servire attualmente una vasta zona dell’abitato provinciale, potrebbero garantire un utilizzo ulteriore per un trattamento terziario di depurazione, benchè tali interventi risulterebbero onerosi sulla tariffa del servizio idrico integrato.

Il Comune di Minturno ha messo in campo una serie di attività al fine di eliminare dalle acque del mare tali fenomeni, tra i quali, in particolare l’acquisto di un battello per l’aspirazione delle schiume e delle scie e si farà, inoltre, parte attiva, anche attraverso un’azione propositiva verso la Regione Lazio, al fine di estendere l’Area Sensibile del Golfo di Gaeta fino al fiume Garigliano.

La Provincia di Caserta ha sottolineato che i sistemi di trattamento delle acque reflue urbane vengono autorizzati dalla Regione Campania. A conclusione dei lavori il Presidente della Provincia Stefanelli ha proposto che il tavolo si impegni a porre in essere tutte le azioni percorribili, anche al fine di ricostruire un clima di fiducia nei confronti delle istituzioni e degli organi di controllo che operano nel campo della tutela delle acque. Azioni che la provincia di latina metterà in campo nei prossimi mesi e che consistono: nel rilievo aereo delle coste provinciali, con termocamera, al fine di individuare eventuali apporti di acque non trattate nelle acque costiere; lo studio delle correnti del golfo; mappatura degli scolmatori presenti sulla costa, con uno studio di fattibilità per la totale intercettazione delle acque di scarico con pretrattamento, mappatura delle zone scoperte dalla rete fognaria; confronto con le autorità locali per azioni di tutela e controllo degli impianti industriali.

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CRONACA

Terracina, scoperto rimessaggio nautico senza autorizzazioni

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Rimessaggio nautico senza autorizzazioni scoperto a Terracina. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia locale hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 61 anni residente a Latina, già noto alle forze di polizia.

Il provvedimento è scattato al termine di un controllo mirato effettuato dai militari dell’Arma insieme al personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina, nell’ambito di un’attività delegata dall’autorità giudiziaria finalizzata all’esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro di un natante rinvenuto nell’area. Durante gli accertamenti è emerso che l’attività di rimessaggio nautico riconducibile all’indagato veniva svolta senza la preventiva Segnalazione certificata di inizio attività, la cosiddetta SCIA. I militari hanno inoltre verificato che il rimessaggio veniva effettuato all’interno di un capannone situato su terreno agricolo senza la necessaria variazione di destinazione d’uso.

Per questo motivo è scattato il sequestro preventivo d’iniziativa di un capannone di circa 300 metri quadrati, dove si svolgeva l’attività, e dell’intero terreno agricolo di circa 2.500 metri quadrati. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei Carabinieri sulle imbarcazioni rimessate nell’area e su alcuni motori marini rinvenuti all’interno della struttura.

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Aprilia, completate con successo le operazioni di rimozione dell’ordigno bellico

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Si sono concluse con successo nel primo pomeriggio di oggi le operazioni di bonifica dell’ordigno bellico di nazionalità americana, risalente alla II Guerra Mondiale, rinvenuto lo scorso 19 dicembre in via della Cogna, ad Aprilia. Il 21° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito ha dato il via alle attività nelle primissime ore della mattina, con la costituzione in Prefettura del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) al quale hanno preso parte il Comune di Aprilia, i Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia, l’ASL, l’ARES 118, le associazioni di volontariato di protezione civile di Aprilia, la Croce Rossa Militare e i gestori dei servizi pubblici essenziali.

Il via libera alle operazioni è stata data una volta verificata la puntuale adozione delle misure a tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica previste dall’ordinanza con cui sono state definite le diverse fasi dell’intervento. La prima fase, quella più delicata, di despolettamento dell’ordigno è terminata con ampio anticipo rispetto alle tempistiche preventivate, consentendo il successivo trasporto della bomba presso la cava Barbetti di Priverno per il brillamento, in linea con quanto programmato.

 

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Roccagorga, discarica abusiva e gestione illecita di rifiuti: una denuncia

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forestali roccagorga

Discarica abusiva e gestione illecita di rifiuti in un’area boscata di Roccagorga. Nei giorni scorsi i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Priverno, impegnati nelle attività di controllo del territorio e di contrasto ai reati ambientali, hanno individuato una vasta area utilizzata come deposito illegale di rifiuti in località “I Pozzi”.

Il terreno, di proprietà privata, si trova in una zona in parte agricola e in parte boscata, sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico. L’area dista circa 50 metri da un fosso che confluisce nel Fosso della Fornace e ricade inoltre nella Zona di Protezione Speciale “Monti Lepini”. Secondo quanto accertato dai militari, l’accumulo di materiali si è configurato come una vera e propria discarica abusiva, frutto di abbandoni ripetuti nel tempo che hanno trasformato l’area in un deposito di rifiuti con rischio di compromissione del suolo, del sottosuolo e dell’ecosistema boschivo. La discarica, rimasta nascosta per anni dalla vegetazione, sarebbe emersa solo recentemente dopo alcuni interventi di utilizzazione boschiva che hanno ripulito l’area dagli arbusti.

I Carabinieri Forestali hanno quindi proceduto al sequestro di circa 4.000 metri quadrati di terreno, dove sono stati rinvenuti complessivamente circa 80 metri cubi di rifiuti. Tra questi scarti provenienti da lavori edili, componenti di autoveicoli e motocicli, carcasse di vecchie auto, materiali plastici e metallici, oltre a mobili, elettrodomestici, sanitari e taniche di olio esausto. Al termine degli accertamenti è stato deferito in stato di libertà il proprietario del terreno con l’accusa di gestione illecita di rifiuti pericolosi e non, discarica abusiva e inquinamento ambientale.

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