SANITA'
Nastro Rosa, presentazione a Cisterna per la campagna 2023 della Lilt
LATINA – “Solamente costruendo una fitta rete sinergica contro il cancro al seno si potranno ottenere risultati sempre più importanti, facendo salire la percentuale delle guarigioni”. E’ il messaggio carico di speranza emerso dalla mattinata di presentazione della Campagna Nastro Rosa della Lilt provinciale, tenutasi sabato 7 ottobre a Cisterna di Latina. “Prevenzione e ricorso alle Breast Unit per le donne che si ammalano. Diagnosi precoce, ottenuta grazie agli screening istituzionali, unita ai sani e corretti stili di vita può, infatti, salvare la vita”, hanno detto gli intervenuti: oltre alla LILT provinciale, la Asl, la Breast Unit aziendale che si trova al Goretti, l’Università Sapienza, i sindaci. La presidente della LILT provinciale di Latina, Nicoletta D’Erme, ha annunciato le nuove strategie di crescita dell’associazione che, oltre a prevedere l’apertura di nuove sedi in punti chiave del territorio, a cominciare dalla stessa Cisterna, promuove collaborazioni e progetti mirati. Un mese in cui l’importanza della prevenzione è sottolineata anche dalle luci rosa che illuminato torri civiche e monumenti.
“Se è vero che un solo colibrì non può spegnere un incendio, riuscendo a portare nel becco solo una goccia d’acqua, tanti colibrì possono sicuramente fare di più e raggiungere risultati sempre più importanti”, ha detto Stefano Mattioli, amministratore delegato della Gelit, società Benefit che con la Lilt ha di recente instaurato un proficuo rapporto di collaborazione destinata a crescere nel tempo. “L’unità – ha sottolineato la professoressa Antonella Calogero, direttore del Dipartimento di Scienze e Biotecnologie medico-chirurgiche della Facoltà di Farmacia e Medicina dell’Università Sapienza di Roma-Polo Pontino – è la strada maestra da perseguire per vincere, la forza per integrare ricerca e risultati. L’Università mira alla formazione di medici che sappiano guardare in maniera diversa al futuro, senza dimenticare il passato ma riuscendo a guardare chi hanno di fronte per comprendere la totalità degli interventi da mettere in atto per migliorare salute e qualità della vita”. “Del resto – come ha ricordato il chirurgo senologo Fabio Ricci – l’Università è parte integrante della Breast Unit che dirigo e che, con nuovi farmaci e migliori tecnologie, prende in carico le pazienti puntando alla qualità e all’umanizzazione delle cure per accogliere, ascoltare, capire la donna affetta da tumore che diventa parte attiva del percorso dalle tenebre della malattia alla luce della guarigione. Le Breast Unit aumentano la sopravvivenza delle donne abbattendo squilibri territoriali ed eliminando disuguaglianze sociali, diffondendo la cultura della prevenzione e raccomandando l’adesione agli screening istituzionali per una diagnosi più precoce possibile. Il responsabile clinico della Breast Unit, Ricci ha inoltre ricordato che il 13 Ottobre ci sarà la Terza Giornata Nazionale di Sensibilizzazione sul Tumore al Seno Metastatico (TSM). Una Campagna di Europa Donna Italia (EDI) chiamata “Una Volta Per tutte”, patrocinata dal Ministero della Salute e Pubblicità Progresso.
OTTOBRE ROSA – Nel mese di ottobre grazie a Ottobre Rosa si amplia la possibilità di fare esami di prevenzione nelle strutture pubbliche. Oltre ai programmi di screening organizzati per i tumori della cervice uterina e del colon retto, offerti gratuitamente tutto l’anno alla popolazione avente diritto, la Regione offre alle donne del Lazio di età compresa tra i 50 e i 74 anni dei percorsi organizzati per la diagnosi precoce del tumore alla mammella e la presa in carico delle donne risultate positive alla mammografia di screening fino all’eventuale trattamento chirurgico. In occasione di “Ottobre Rosa” viene ampliata l’offerta di una mammografia di screening alle donne di età compresa tra i 45 e i 49 anni, presso le strutture regionali che organizzeranno le sedute di screening straordinarie.
Le donne in fascia d’età 45-49 anni potranno prenotare l’esame attraverso il ReCup, rivolgendosi al numero telefonico 06.164161840, che sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30; il sabato dalle 7.30 alle 13.00. Per le donne in questa fascia di età è prevista l’esenzione sia per la mammografia “D01 – campagna di screening regionale” sia per gli eventuali esami di approfondimento “D05”, grazie alla prescrizione valida al momento della prenotazione rilasciata da un medico di medicina generale o da uno specialista del Sistema sanitario regionale.
SANITA'
Nuovo primario al reparto di Medicina degli ospedali di Fondi e Terracina: è Giuseppe Vairo
FONDI – Giuseppe Vairo è il nuovo primario di Medicina degli ospedali “San Giovanni di Dio” di Fondi e “Fiorini” di Terracina. Dopo trent’anni trascorsi al “Sandro Pertini” di Roma, ha preso servizio da qualche giorno nel sud Pontino.
«Non amo restare troppo a lungo nelle zone di comfort – ha spiegato il neonominato primario – mi piace pormi nuovi obiettivi e, come si suol dire, “alzare sempre l’asticella”, lavorando al servizio del prossimo per lasciare il segno e fare la differenza in un campo fondamentale per la collettività qual è quello della sanità. So che non sarà semplice, soprattutto per alcune criticità che sto inquadrando, ma sono molto determinato e ottimista. L’esperienza professionale mi ha insegnato che i nuovi stimoli si rivelano sempre delle grandi risorse e ho intrapreso questa nuova avventura professionale con grande entusiasmo e determinazione. Inoltre – ha ammesso – ho sempre avuto un debole per Fondi, città in cui ho trascorso bellissime vacanze e dove, sono sicuro, mi troverò bene anche al di fuori dell’ambiente lavorativo». Il dottor Vairo ha un programma di rilancio del reparto a lungo termine che progredirà, step by step, per piccoli ma crescenti obiettivi, studiati e condivisi con il direttore medico Fabrizio Turchetta e con la manager Asl Sabrina Cenciarelli.
«Il dottor Vairo – ha commentato il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto – oltre ad essere un’altissima professionalità, è un grande amico e una persona caratterizzata da non comuni doti umane. Come dico sempre la sanità è fatta di attrezzature e strumentazioni ma anche e soprattutto da professionalità. Le doti umane sono un valore aggiunto che, in questo lavoro, possono realmente fare la differenza e, a gran voce, posso dire che con il dottor Vairo siamo in buone mani. Ci tengo a ringraziare per l’egregio lavoro svolto anche la dottoressa Paradiso, vincitrice di concorso a Latina, che continuerà a restare al servizio della sanità pontina e che si è spesa molto, con dedizione e umanità, per il nostro territorio».
OGGI IN PRIMA PAGINA
Musicoterapia in ospedale, convenzione tra Asl di Latina e Conservatorio Respighi
LATINA – La musicoterapia arriva in ospedale come strumento per migliorare il benessere e alleviare il percorso di cura. Succede a Latina grazie ad una convenzione tra Asl e Conservatorio Statale di Musica “Ottorino Respighi”. L’intesa prevede lo svolgimento di stage musicoterapici negli ospedali e nelle strutture sanitarie della Asl pontina, in particolare nelle strutture di pediatria, oncologia e dei servizi di salute mentale.
Molti studi realizzati in contesti aziendali ed ospedalieri – spiegano dalla Asl – dimostrano gli effetti benefici della musicoterapia, considerata un trattamento complementare in diversi ambiti. In oncologia, particolarmente, il supporto della musica migliora significativamente la qualità della vita dei pazienti, riducendo ansia, dolore, depressione, stress. Analogamente, nei servizi di salute mentale la musicoterapia favorisce l’espressione emotiva, la comunicazione e la riabilitazione cognitiva, mentre nei reparti di pediatria migliora il benessere emotivo dei bambini e il legame genitori-figli, facilitando la comunicazione sociale.
“Crediamo molto in questi percorsi che ci consentono di essere ancora più vicini ai bisogni delle persone”, ha commentato la Direttrice Generale della Asl di Latina, Dott.ssa Sabrina Cenciarelli. “La Sanità non solo ha il dovere di garantire cure ed assistenza di alta qualità dal punto di vista prettamente clinico, ma deve essere fondata su umanità e sensibilità. Per questo la nostra Asl ha in massima considerazione l’umanizzazione delle cure e sta attivando progettualità che possano implementare sempre più l’offerta sanitaria in questa direzione”.
Una novità che si inserisce nel percorso di umanizzazione delle cure.
PRIMO PIANO
Al Goretti di Latina “braccialetti” ai sanitari per lanciare l’Sos in caso di aggressione
LATINA – Un dispositivo in dotazione agli operatori sanitari in servizio presso il pronto soccorso dell’ospedale di Latina consente di lanciare un rapido SOS in caso di minacce o aggressioni. La distribuzione da parte della Asl di Latina, cominciata nelle scorse ore dal Santa Maria Goretti, è stata accolta con soddisfazione dal Coina, il coordinamento delle professioni infermieristiche. “Un primo passo concreto verso una maggiore tutela del personale sanitario, troppo spesso esposto a episodi di aggressione verbale e fisica durante l’attività lavorativa”, commenta il sindacato. Si tratta di braccialetti anti aggressione, una sorta di smartwatch, “che consente di attivare un allarme immediato in caso di pericolo, inviando una richiesta di aiuto alle forze di polizia. Una soluzione tecnologica che punta a ridurre i tempi di intervento e a rafforzare la sicurezza nei reparti più esposti, come il pronto soccorso, spesso segnato da sovraffollamento e tensioni”.
La distribuzione sarà poi estesa a operatori e dirigenza del Dipartimento di Salute Mentale e ai pronto soccorso di tutti i presidi della Asl di Latina.
Il sindacato ricorda di essere intervenuto più volte negli ultimi mesi, chiedendo l’adozione urgente di misure preventive e strutturali. Il tema era stato portato all’attenzione anche delle forze di polizia nel corso di una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata dal prefetto di Latina Vittoria Ciaramella dopo la segnalazione arrivata dal segretario del Coina Latina, Alessandro Britolli (in foto), di un grave fatto avvenuto a ottobre.
«Prendiamo atto con soddisfazione – sottolinea il Coina – che, a seguito delle nostre segnalazioni, gli organi competenti e l’azienda sanitaria hanno risposto con un’azione concreta. La tutela della sicurezza degli operatori sanitari non è più rinviabile».
«Il braccialetto anti aggressione – evidenzia ancora Coina – non è la soluzione definitiva, ma rappresenta un segnale importante di attenzione verso chi lavora quotidianamente in condizioni di forte pressione e rischio. Ora è necessario proseguire su questa strada con interventi strutturali contro il sovraffollamento dei pronto soccorso e con un rafforzamento della presenza di sicurezza».
Il Coordinamento Infermieristico Autonomo ribadisce infine la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza in ospedale, affinché episodi analoghi non si ripetano e venga garantito il benessere di tutti gli operatori sanitari.
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