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La Bsp Pharmceutical di Latina Scalo cresce ancora, il Ceo e presidente Braca: “Nuovi edifici e nel 2028 arriveremo a 2200 dipendenti. All’IA preferisco l’intelligenza umana”

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LATINA – La Bsp Pharmaceuticals con sede a Latina Scalo cresce ancora. Sette nuovi edifici  sono in via di realizzazione nel perimetro aziendale con l’obiettivo di un incremento ulteriore della produzione di farmaci per conto terzi, che comporterà anche una crescita del personale dagli attuali 1400 dipendenti ai 2200 del 2028. Le novità sono state illustrate oggi, insieme ad una breve storia aziendale, dal fondatore, Ceo e presidente, Aldo Braca in occasione della visita dell’ Amministratore delegato di Invitalia, Bernardo Mattarella.

E’ stata l’occasione per fare il punto sui traguardi raggiunti dall’azienda che si è messa da tempo in corsia di sorpasso ed è il miglior fornitore mondiale di farmaci ADC (Antibody Drug Conjugates), farmaci oncologici di ultima generazione e immunoterapici (la  BSP Pharmaceuticals è stata premiata nelle ultime 7 edizioni del World ADC Summit di San Diego, in California). Oggi serve 80 Paesi nel mondo, ha 70 partner/clienti e 360 prodotti.

“BSP Pharmaceuticals è ormai riconosciuta dal mondo della ricerca oncologica come uno dei principali centri di eccellenza a livello mondiale, ma la collaborazione con Invitalia resta per noi strategica – ha dichiarato Aldo Braca, Presidente e Amministratore delegato di BSP – perché è anche grazie al sostegno di questi incentivi pubblici se non abbiamo mai smesso di investire nella sperimentazione e nella ricerca di nuove soluzioni tecnologiche da mettere a disposizione della lotta contro i tumori. Così stiamo cercando di migliorare la vita delle persone”, ha aggiunto Braca spiegando che la ricerca per ora non contempla l’intelligenza artificiale: “Per risolvere i problemi reali preferisco di gran lunga quella umana”.

E’ stata proprio l’Agenzia nazionale per lo sviluppo attraverso lo strumento del Contratto di sviluppo, che Invitalia gestisce per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a sostenere 4 progetti di Bsp che dal 2015 ad oggi hanno portato sul territorio circa 400 milioni di investimenti, per i quali Invitalia ha approvato 67,2 milioni di euro di agevolazioni (5,3 dei quali cofinanziati dalla Regione Lazio).

“Questo è il senso  del nostro lavoro, sostenere imprenditori che hanno idee e che sanno realizzarle – ha sottolineato Mattarella  – A Bsp è andato il 40% del sostegno di tutti i progetti finanziati nel Lazio.

Il lavoro altamente tecnologico svolto nei laboratori di Bsp offre occasioni di formazione agli studenti universitari e non solo. Gli ambiti di una fitta collaborazione con la Sapienza Università di Roma sono stati  riassunti dalla Direttrice del Dipartimento di Chimica e Tecnologie del farmaco che ha una sede a Roma e una presso il Polo Pontino, Daniela Secci, a margine della visita di Invitalia: “Bsp effettua da noi seminari specifici tematici,  partecipa ai comitati di indirizzo e consultivi ai corsi di studio, ospita nostri studenti per stage e inoltre c’è una collaborazione scientifica”.

I CONTRATTI DI SVILUPPO – In Italia, dal 2012 Invitalia ha approvato complessivamente 438 Contratti di sviluppo, con investimenti per 18,1 miliardi di euro, sostenuti da oltre 6 miliardi di agevolazioni e una ricaduta occupazionale di oltre 250mila addetti. Nella Regione Lazio, nello stesso periodo, sono 19 i progetti approvati da Invitalia, con investimenti per 935 milioni di euro, agevolazioni concesse per circa 288 milioni di euro, con un impatto occupazionale pari a 10.000 posti di lavoro. Il Contratto di sviluppo, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestito da Invitalia, è uno strumento che favorisce la realizzazione di programmi di sviluppo strategici e innovativi, di rilevante dimensione, allo scopo di rafforzare la struttura produttiva del Paese.

 

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Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”

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(foto Alessio Privato)

LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni  ha battuto per 2-0 il Forlì con  i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.

“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.

IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì

Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.

Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.

Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.

Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.

IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.

Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.

Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)

Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)

Espulsi: 31’ Palomba (F)

Angoli: Latina 6 – 5 Forlì

Recuperi: 4’ pt / 5′ st

Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti

 

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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato

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“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.

Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.

Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.

Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:

 

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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto

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LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina,  in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha  parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.

“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse,  soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale,  ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.

Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo  – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie  e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.

 

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