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Latina Capitale della Cultura 2026, le polemiche non si spengono: duello Guercio-Muzio

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LATINA –  Continua a far discutere il dossier presentato da Latina alla finale di Capitale della Cultura che il comune ha deciso di rendere noto nei giorni scorsi. Dopo i malumori all’indomani dell’audizione davanti alla commissione giudicatrice al Ministero della Cultura, la critica più pesante arriva da Maurizio Guercio, architetto, ex assessore all’Ambiente con Zaccheo, presidente dell’Associazione culturale Anima Latina, che critica punto su punto quelli che considera evidentemente errori e imprecisioni grossolane, per concludere che “la partecipazione a eventi di respiro nazionale come “Capitale della Cultura Italiana 2026″, si programmano per tempo, non ci si improvvisa, non si partecipa perché a qualcuno, in quel di Verona è venuta in mente questa idea. Alla notizia della candidatura la città ha sorriso. Era bene aver coscienza e amor proprio, per comprendere che Latina non aveva i fondamentali per una simile competizione, infatti il confronto è stato impietoso. Ho ascoltato e visto tutte le audizioni delle città finaliste “Capitale Italiana della Cultura 2026” – dice Guercio –  È stato bello scoprire quanti musei, quanti festival, quanti eventi, quante culture d’impresa, quante fondazioni, quanti modelli culturali in più nasceranno in Italia in occasione del 2026. Una creativa bellezza dell’agire umano in favore della cultura italiana. Latina? Confermo quanto scritto dopo l’audizione: mi vergogno, come cittadino di Latina, per come la mia città è stata rappresentata. Mentre tutte le altre città finaliste hanno narrato dei loro ”genius loci”, miti e personaggi, Latina ha dimenticato i propri: Enea, Ulisse, la maga Circe, Satricum, Sibilla Aleramo, Giovanni Cena, Anna Fränzel, l’Amazzonia italiana (la grande selva prima delle bonifiche), l’epopea della bonifica integrale, la nascita delle Città Nuove, Latina Città del ‘900, il centenario 2032”. Poi l’analisi punto su punto.
Punta nel vivo, come protagonista dell’audizione al Ministero, risponde con lo stesso schema l‘assessora all’urbanistica del Comune di Latina Annalisa Muzio: “Secondo me chi scrive “contro” il progetto Latina candidata a Capitale Italiana della Cultura 2026 non ha letto neanche una pagina del dossier presentato. Sono parole prive di conoscenza del lavoro svolto e piuttosto cariche di rabbia e risentimenti personali. Sarebbe bastato leggere per evitare, questa si, una brutta figura”.

La difesa  di Latina arriva anche dal  senatore Nicola Calandrini tra i promotori della candidatura, che sposta in avanti il giudizio: “Latina é una città giovane, ricca di vitalità e dinamismo. La circostanza che sia, a pieno titolo, tra le prime dieci candidate a Capitale della Cultura 2026 é essa stessa un grande risultato. Latina, infatti, sconta anni di immobilismo e di marginalità sullo scenario regionale e nazionale, nonostante sia la prima città del Lazio dopo Roma Capitale. Desidero, quindi, rivolgere un sincero apprezzamento all’Amministrazione Comunale di Latina, in modo particolare al Sindaco Matilde Celentano, per aver promosso l’immagine di una città che intende riprendere il ruolo guida che le compete sul piano provinciale e regionale”, scrive in una nota il coordinatore provinciale di Fratelli D’Italia che preferisce non dare un giudizio sui contenuti del dossier. La candidatura di Latina – aggiunge –  va intesa come un primo grande tassello di un mosaico più ampio che si chiama Centenario 2032. Quella é la vera data su cui concentrare il massimo impegno di tutte le istituzioni: dal Governo nazionale e regionale al Comune. Saremo, nel 2032, la città più giovane d’Europa. Dall’oblio della palude abbiamo reso questa terra ospitale. Ci aspettano sfide importanti: creare un nuovo modello di sviluppo che faccia della filiera agroalimentare, dell’enogastronomia e del turismo il nostro punto di forza economico e culturale. Potenzieremo sempre di più il rapporto con l’Università La Sapienza nel solco di una Latina città degli studi, con tutto ciò che questo comporta in termini di servizi. Il mare, risorsa fondamentale per fare della nostra costa un gioiello attrattivo per i turisti italiani e non solo. Il fatto che Latina sia arrivata fra le prime dieci città finaliste, insomma, é un primo risultato. Indubbiamente rilevante, visto che mai era accaduto prima, neanche quando qualche professionista della critica e della polemica aveva- a vario titolo- responsabilità nel tessuto sociale e politico di questa nostra città. Chiunque voglia bene a Latina e tenga alla sorte della nostra comunità oggi deve essere fiero e orgoglioso di questo risultato. Avendo la consapevolezza che non è sufficiente, che molta strada c’è ancora da fare. La percorreremo insieme ai tanti cittadini di questa città che sognano una dimensione contemporanea di Latina, soprattutto in vista del Centenario 2032″.

Alessio Pagliari ex consigliere comunale di Latina plaude a Latina e Gaeta: “Dovremmo essere tutti contenti di questo risultato (essere città finalista) – esordisce il delegato provinciale della FIAF (Federazione Italiana Associazioni fotografiche) – segno che il territorio della provincia di Latina può offrire tanto a livello culturale. Vorrei ricordare a tutti che Latina e Gaeta, non sono certo lì per caso, hanno superato una prima fase di selezione, non certamente facile. Erano infatti ventisei le città candidate, poi diventate sedici, quindi dieci finaliste. Leggo molte polemiche in questi giorni, quasi esclusivamente nei riguardi di Latina, e questo mi rattrista molto. Innanzitutto, vorrei ricordare che il Ministero della Cultura non si è ancora espresso, lo farà solo fra qualche settimana; pertanto, la partita è ancora aperta per tutte e dieci le finaliste. Certamente Gaeta è partita prima e probabilmente, grazie anche alla sua storia, non certo solo contemporanea come quella di Latina, è arrivata molto preparata e ricca di contenuti presentanti durante l’audizione. Ovviamente il merito va anche all’amministrazione comunale di Gaeta e a tutto il comitato promotore della candidatura, a cui esprimo vivo apprezzamento. Permettetemi però, da cittadino di Latina, di esprimere altrettanto apprezzamento anche per il risultato di Latina. Se Latina, pur non avendo la stessa storia e la posizione geografica di Gaeta, è comunque giunta finalista, con una candidatura preparata “all’ultimo minuto”, credo meriti solo un grande applauso, che dovrebbe essere unanime, perché, se Latina raggiunge dei “palcoscenici” importanti, ottiene dei risultati e visibilità nazionale non ne beneficiano solo alcune persone o colori politici, ma tutti i cittadini. Dovremmo, allora, tutti essere contanti, come quando gioca la “Nazionale. Il turismo culturale, infatti, come riportato anche dai recenti studi di Unioncamere, è un pilastro fondamentale dell’economia, che genera ricchezza e nuovi posti di lavoro. Pertanto, esprimo i miei complimenti per il risultato al Sindaco di Latina Matilde Celentano, all’Assessore Annalisa Muzio, a tutta la Giunta e ai consiglieri che hanno creduto in questo progetto, insieme ai tecnici comunali, alle tantissime associazioni ed altri comuni che hanno dato la loro disponibilità a collaborare nel dossier, curato e redatto con tanta passione dall’Arch. Daniela Cavallo. Si poteva e si può far meglio? Sicuramente si, l’eccellenza è un obiettivo che tutti cercano, ma nella pratica non sempre si riesce a raggiungere. Latina, è chiaro, non poteva in pochi mesi diventare un’eccellenza, risolvere i tanti problemi e criticità, anche nell’offerta ricettiva, che si porta dietro da tantissimi anni. Però da qualche cosa si deve pur partire. E quale migliore occasione, se non quella di una candidatura come capitale della cultura? Al di là del risultato finale, questo progetto di candidatura apre la strada, forse per la prima volta dopo tanto tempo, a un possibile percorso condiviso fra politica, industria e commercio, terzo settore e cittadini, per guardare ad altri obiettivi da raggiungere insieme verso il centenario del 2032. Dobbiamo essere consapevoli, se saremo in grado di fare “squadra”, se sapremo fare bene “Bonum Facere”, di avere il privilegio di vivere in un territorio con caratteristiche uniche, con un’offerta variegata dalla montagna, alla collina, alla pianura, per finire ai laghi e al mare. Latina e la sua provincia è apprezzata anche dai produttori cinematografici, grazie anche al grande lavoro che svolge la “Latina Film Commission”. Sarebbe troppo lungo elencare adesso i film e le serie che si sono girate e che si gireranno nel prossimo futuro”.

LE CRITICHE DI GUERCIO – Tornando all’analitica critica di Maurizio Guercio è stata così presentata confrontando quanto emerso nelle audizioni finali dai dossier di tutte le 10 finaliste:  
PROCESSI PARTECIPATIVI
Ho ascoltato di ecosistemi culturali larghi e condivisi, attraverso l’unione di più Comuni: Valdichiana senese (10 Comuni), Maratea (16 Comuni), Agnone (136 Comuni), Alba (88 Comuni), Lucera (30 Comuni). Latina? Isolata
SOSTENIBILITÀ ECONOMICA
Rimini (6 milioni), Treviso (14 mln), Maratea (6 mln), L’Aquila (25 mln), Gaeta (7,5 mln), Alba (10 mln), Agnone (5 mln), Valdichiana (3 mln), Lucera (3 mln).
Latina? 500 mila euro…
PARTNER FINANZIARI
Tutte le città finaliste, tranne Latina, hanno come modelli di governance le Fondazioni nei propri dossier, alcune, nelle loro co-progettazioni, si avvalgono di partner privati di valore nazionale ed internazionale: Alba (Fondazione Ferrero), Treviso (Generali), Maratea (Fondazione Eni e Gruppo Shell). Latina?
ACCOGLIENZA TURISTICA
Valdichiana 26.000 posti letto, Rimini 143 mila, L’Aquila 2 mila, Treviso 75 hotel in città.
A Latina? Abbiamo scoperto che ci sono 8 alberghi a 4 stelle e 10 B&B… Dove?
I TESTIMONIAL
Rocco Papaleo e Angelina Mango per Maratea, Chiara Gamberale per Agnone, Red Canzian (Pooh), Adriano Panatta e il mago Forest per Treviso, Renzo Arbore per Lucera. Per Latina? La signora Giuseppina, professoressa di Antonio Pennacchi…
FILM D’AUTORE
Molti in Italia non conoscono bene Latina, forse la immaginano… che immagine abbiamo dato? Ognuna delle città candidate ha presentato video-clip, mini film e video-art delle proprie eccellenze: naturalistiche, artistiche e architettoniche, tutte secondo la propria visione di progetto. Latina ha videato una miscellanee di immagini datate del territorio, senza una regia, senza “focus” dedicati alle piazze storiche di Latina, a quel magico triangolo di storia, natura e bellezza rappresentato dal borgo di Fogliano, dall’antica città di Ninfa e dalle vestigia di Satricum; la rete di canali, il litorale con le sue dune, i laghi costieri, il mare e all’orizzonte le isole Pontine. Protagonista assoluta (un fermo immagine di 46 secondi tra presentazione e video) è stata la “Torre Pontina”, elevata a rango di simbolo della città.
IMMAGINE ICONICA
La foto scelta, per rappresentare ufficialmente la candidatura di Latina, è stata emblematica: la foto di piazza del Popolo al calar del sole, buia, al tramonto… un tramonto di idee.
LATINA MADE IN VERONA
Non si sono coltivate competenze, disconosciuti saperi e professionalità della città e del territorio. Appaltati a studi esterni (Verona e Bergamo) la progettazione del dossier “Latina Capitale della Cultura”.
PERLE DI SAGGEZZA E PALESI CONTRADDIZIONI.
Ascoltando l’audizione di presentazione: “da Latina i giovani vanno via”…(Daniela Cavallo, responsabile del dossier), “a Latina i giovani stanno benissimo… noi a Latina abbiamo tutto” (Annalisa Muzio assessora all’Urbanistica Comune di Latina); “Latina città spaesante… è un’enigma… resta invisibile” (Cavallo), “Latina è unica al mondo”… (Muzio); “una città che parte da zero”… “il nostro progetto turistico è la ruralità, non solo mare” (Cavallo); “dopo la torre municipale e la “Torre Pontina” realizzeremo una torre digitale, sarà il nostro “totem identitario”… Latina sarà il centro del mondo”… (Cavallo). “In mancanza di sufficienti strutture ricettive a Latina, sopperiranno i Comuni di Sezze, Pontina e Sabaudia…” (Matilde Celentano Sindaco di Latina).
LA RISPOSTA DI MUZIO – A beneficio di tutti noi cittadini è doveroso fare una rettifica rispetto a quanto dichiarato, con la stessa sequenza – scrive l’assessora all’Urbanistica.
PROCESSI PARTECIPATIVI: 16 Comuni della Provincia di Latina hanno aderito al progetto (16!!!)
SOSTENIBILTA’ ECONOMICA: 22 milioni di investimenti previsti in opere pubbliche e servizi connessi
PARTNER FINANZIARI: Ne citiamo uno su tutti, Unindustria con 2800 aziende (2800!!)
ACCOGLIENZA TURISTICA: 15000 posti letto nella provincia di Latina (o veramente pensiamo che nei centri delle città paragonabili a Latina ci siano 10/15 mila posti letto?!). Quindi si devono leggere i dati nello stesso modo in cui le altre città partecipanti si sono descritte.
TESTIMONIAL:
La Sig.ra Giuseppina.
Sì, La Sig.ra Giuseppina, perché no? Non c’è proprio nulla di cui vergognarsi!
E comunque non può essere un torto se i testimonial interpellati, di Latina, hanno declinato l’invito.
FILM D’AUTORE:
Non mi pare di aver visto film d’autore nelle audizioni. Hanno presentato video così come ha fatto Latina. Il video può anche non piacere, ma è comunque coerente con il contenuto del dossier, descrittivo, semplice, sincero, di una città, così come è Latina, senza trucchi.
IMMAGINE ICONICA:
Personalmente trovo che il logo elaborato per la candidatura sia molto rappresentativo. Chiunque lo osservi ne riconosce Latina.
Più efficace di così? (però qui siamo proprio all’ABC della comunicazione visiva..)
In aggiunta
PARTNER CULTURALI:
– Università La Sapienza
– Parco Archeologico Appia Antica
– ⁠Fondazione Caetani
– ⁠Parco Nazionale del Circeo
– ⁠Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino
– ⁠Diocesi di Latina
– ⁠Istituto Nazionale di Sociologia
– ⁠Sintur
– ⁠ecc ecc ecc
MORALE DELLA FAVOLA:
Si poteva fare meglio? Certamente si, (ma non con i personaggi che scrivono certe nefandezze ) come in tutte le cose, e’ talmente ovvio! che non servirebbe dirlo.
Si è perso qualcosa?
Assolutamente no.
Ma evidentemente chi non si è ancora liberato dalla rabbia e dal livore, non riuscirà mai ad accettarlo.
Questa città ha bisogno di pace, di credere in se stessa, del superamento dei pregiudizi, ha bisogno di condividere progetti comuni. Questo della candidatura a Capitale della Cultura ne rappresenta un esempio al quale dovrebbero seguirne altri mille.
Noi, che siamo degli inguaribili ottimisti, ce lo auguriamo”
Aggiungo.
se seguissimo le ”pericolanti “povere” e “ umilianti” ( quelle si ) tesi di chi scrive dal solito noto tavolino del bar, dovremmo concludere che :
1) la Commissione del MIC di capitale italiana della cultura ha fatto un pessimo lavoro promuovendo Latina tra le dieci finaliste.
2) Unindustria , Camera di Commercio Frosinone Latina , La Sapienza Roma Universita Università La Sapienza Facoltà di Ingegneria, Inarch Lazio, @inarch Veneto, ORDINE ARCHITETTI PPC LATINA, Ordine Architetti Verona, @Sapienza, Diocesi Latina, Unindustria Latina, Comuni dell’area agro pontino, Fondazione Caetani, Consorzio Bonifica Agro Pontino, Ente Parco Nazionale del Circeo, Associazione, Professionisti Ambiente e Mobilità sostenibile SIMTUR, Istituto Nazionale di sociologia rurale ISTAO, Ordine APCC Latina, Ordine APCC Verona, In/Arch Triveneto, In/Arch Lazio, Latina film Commission, Comune di Sabaudia, Comune di Sermoneta, Comune di Pontinia, Comune di Priverno, Comune di Sezze, Comune di Cisterna di Latina, Comune di Roccamassima, Comune di Ventotene, Comune di Bassiano, Comune di Aprilia, Comune di Maenza, Comune di Norma, Comune di Cori, Comune di Lenola, Comune di Terracina, Comune di Fondi e MOLTI ALTRI partners che hanno che hanno sostenuto Comune di Latina e il dossier #bonumfacere non avevano proprio di meglio da fare …
Ah giusto meglio dare retta ai “4 amici al bar “ …😂
Ma sopratutto, se dovessimo dare retta ai mistificatori seriali che non amano in alcun modo la nostra città , che nulla hanno mai prodotto o produrranno, che nessuno ricorda o ricorderà , che hanno , al contrario , una precisa e conclamata responsabilità per aver impedito ad una intera comunità di progredire e crescere, quando ne hanno avuto la possibilità, beh …amici miei se dovessimo seguire il loro illuminato ed illuminante cammino …non avremmo prospettive e soprattutto non faremmo che certificare, come da loro fallimentare tradizione, che Latina non ha futuro.
e invece non è così .
invece Latina vola ❤️
Se ne facciano una ragione.
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Croce Rossa Latina potenzia la Farmacia Solidale. Munari: “Così stiamo accanto alle persone più fragili”

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LATINA – La Croce Rossa Italiana – Comitato di Latina potenzia la sua Farmacia Solidale, il servizio attivo presso la sede di via Ezio 73 e inserito nel progetto nazionale Officine della Salute. Lo fa rafforzando la rete di collaborazione che ne permette il funzionamento. “Perché la salute non può dipendere dalla possibilità di sostenere una spesa”. A Latina un ruolo importante è svolto da AGIFAR Latina, l’associazione dei giovani farmacisti della provincia, guidata dalla presidente Ginevra Giannantonio, che ha contribuito a garantire il supporto professionale necessario all’attività.

CHE COSA FA  – La Farmacia Solidale garantisce la consegna gratuita di farmaci di fascia A e C, parafarmaci e dispositivi medici di consumo, con presentazione di prescrizione medica, requisito indispensabile per poter accedere alla distribuzione. A coordinare l’aspetto sanitario del servizio è la dottoressa Flavia Fiorini, Direttrice sanitaria del Comitato di Latina di Croce Rossa e responsabile medico della Farmacia Solidale di Latina. Una rete che mette insieme Croce Rossa, farmacisti e professionisti sanitari per affrontare una forma di fragilità spesso silenziosa: quella di chi può trovarsi nella condizione di dover scegliere tra una necessità sanitaria e la possibilità economica di sostenerla.

“Potenziare la Farmacia Solidale significa rafforzare concretamente la nostra capacità di stare accanto alle persone più fragili – dichiara Lorenzo Munari, presidente del Comitato di Latina della Croce Rossa – e non parliamo soltanto della consegna di un farmaco, ma della possibilità di garantire a una persona l’accesso a una cura. È questo il senso più profondo del nostro impegno. Abbiamo costruito questo servizio mettendo insieme la forza della Croce Rossa, la professionalità dei farmacisti e il lavoro dei nostri operatori sanitari. Per questo voglio ringraziare AGIFAR Latina per la disponibilità e per il prezioso supporto che ci ha garantito, e in particolare la dottoressa Elisa De Marchis, per la professionalità e l’impegno messi a disposizione del progetto. Sono collaborazioni come questa – aggiunge il presidente Munari – che ci permettono di trasformare un servizio in una risposta concreta alle esigenze delle persone. Ora vogliamo consolidarlo e farlo crescere, perché possa rappresentare sempre di più una risposta concreta alle necessità del territorio. La vulnerabilità economica non deve trasformarsi anche in una vulnerabilità sanitaria”.

Nel 2025, attraverso 51 Comitati territoriali presenti in 16 regioni, le Farmacie Solidali della CRI hanno consentito di distribuire gratuitamente oltre 32.000 farmaci e dispositivi medici a 23.373 persone. Per conoscere la lista dei farmaci donati si può contattare il numero unico di pubblica utilità della CRI 1520.

 

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Gli amici di Zala, il giovane gambiano ucciso a Latina, portano una lettera alla Sindaca Celentano

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Sono partiti dalle autolinee e sono arrivati dalla sindaca di Latina Matilde Celentano gli amici di Ibrahim Dibba ed hanno portato alla prima cittadina una lettera di cui riportiamo le parole integrali.

“All’Onorevole Sindaco di Latina, Matilde Celentano, Noi, familiari e amici del compianto Ibrahim Dibba, Le scriviamo in questo momento di immenso dolore. Ibrahim era un giovane rispettoso e un gran lavoratore. Desideriamo ringraziare Lei, la Prefettura e tutte le autorità locali per la tempestiva risposta, per l’incontro tenutosi e per le condoglianze espresse alla nostra famiglia.

Tuttavia, la nostra priorità assoluta è ora ottenere giustizia per Ibrahim, affinché la sua anima possa riposare in pace. Confidiamo nell’operato della Sua amministrazione e delle forze dell’ordine affinché vengano condotte indagini trasparenti e responsabili della sua morte vengano assicurati alla giustizia. Vogliamo far sapere che siamo pronti a proseguire con manifestazioni pacifiche per chiedere giustizia per Ibrahim Dibba. La sua morte ha colto di sorpresa la comunità gambiana di Latina. Siamo certi che il sistema giudiziario farà giustizia.

Inoltre, secondo quanto riportato dai media locali, Ibrahim viveva in Italia in condizione di irregolarità, con un provvedimento di espulsione pendente. Tuttavia, nessuno sa se questa situazione di irregolarità abbia contribuito al suo isolamento e alla mancanza di un alloggio. La mancanza di documenti può ostacolare il percorso di molti giovani in città.
Ci appelliamo a Lei affinché si faccia promotrice nei confronti delle Istituzioni e del governo perché valuti la possibilità di regolarizzare la posizione di queste persone, consentendo loro di contribuire allo sviluppo dell’Italia.

Per quanto riguarda la situazione documentale di nostro fratello, il suo avvocato di Roma aveva presentato con successo ricorso contro il provvedimento di espulsione e il procedimento era ancora in corso.
Ibrahim soggiornava quindi legalmente in Italia in attesa della decisione del tribunale. Il suo legale aveva depositato presso la Questura di Latina tutta la documentazione necessaria per ottenere un permesso di soggiorno provvisorio, indispensabile per stipulare un contratto di lavoro regolare.

Ibrahim desiderava soltanto lavorare legalmente, costruirsi una vita e sostenere la propria famiglia in patria. Lavorava con dedizione nel settore agricolo ad Aprilia: ogni giorno si alzava alle 3:00 o alle 4:00 del mattino per recarsi nei campi, attendendo ore al buio l’inizio del turno.
Possiamo affermare che Ibrahim è morto coltivando un’ambizione: quella di lavorare e contribuire allo sviluppo del Paese.

Ibrahim Dibba era stato inizialmente minacciato con un’arma da fuoco; l’assassino aveva esploso dei colpi per intimidirlo presso il Campo Boario di Latina — luogo in cui quegli aggressori risiedevano — uno o due giorni prima che venisse ucciso a sangue freddo. La polizia, informata da una chiamata anonima, intervenne prontamente con due pattuglie a sirene spiegate; tuttavia, con nostra sorpresa, gli agenti se ne andarono senza procedere ad alcun arresto.

Circa due giorni dopo, l’assassino tornò armato della stessa pistola, accompagnato dalla stessa persona che aveva minacciato Ibrahim Dibba. L’auto (una Kia Picanto) utilizzata per l’omicidio fu ritrovata in seguito al Campo Boario: era stata parcheggiata dall’assassino, non abbandonata.

Ibrahim, come molti altri, viveva a Latina in attesa di documenti e senza un lavoro stabile; la mancanza di documenti e di un’occupazione può spingere le persone a compiere azioni che non avrebbero mai voluto commettere.”

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Università e Ordine degli architetti insieme: nasce il laboratorio per “Abitare il Cambiamento”

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Connettere le intelligenze del territorio per trasformare la ricerca universitaria in soluzioni concrete per i cittadini.  Questo l’obiettivo con il quale è nato il  protocollo d’intesa siglato tra la Sapienza di Latina e l’Ordine degli Architetti della provincia, un’alleanza strategica che dà vita al laboratorio di idee “Urbana Sapienza”. L’iniziativa punta a superare la rigidità dei tradizionali accordi formali per avviare un percorso di ascolto, partecipazione e rigenerazione diffusa in tutto il territorio pontino.

A spiegare il senso profondo dell’intesa è innanzitutto il prof. Antonio Corsini (Sapienza), che sottolinea il ruolo sociale dell’ateneo: «L’università non è un luogo chiuso, ma uno spazio di pensiero che deve aprirsi al tessuto sociale per restituire risposte. Con l’Ordine degli Architetti vogliamo rendere operative le tante idee progettuali che la Sapienza sviluppa, assumendoci la responsabilità di animare culturalmente la città e la sua provincia. Dobbiamo co-sviluppare soluzioni a sfide quotidiane, a partire da quella dei cambiamenti climatici, partendo dai luoghi che abitiamo».

Un approccio che trova piena sintonia nella visione dell’Ordine professionale, come evidenzia la Presidente, l’arch. Teresa Alvino: «Usciamo dai nostri studi per applicare buone pratiche che partono dall’ascolto. L’università produce ricerca scientifica, noi portiamo la ricerca applicata sul campo: dall’incrocio di queste competenze nasce una sinergia vincente. Non vogliamo calare le decisioni dall’alto, ma tirare fuori le risposte dal basso, rendendo le comunità vive e partecipi. ‘Urbana Sapienza’ sarà un marchio operativo presente in modo capillare su tutto il territorio».

Entrando nel merito delle azioni, l’arch. Valentina Isone, consigliera dell’Ordine, illustra la traiettoria di lavoro attorno al concetto di «Abitare il cambiamento»: «Articoleremo la nostra azione su tre pilastri: ricerca, progetto e condivisione. Intendiamo affrontare con coraggio tre nodi cruciali per il futuro della città: la restituzione e tutela del suolo, la gestione dell’energia condivisa attraverso nuovi modelli urbani, e la capacità di risposta dei centri abitati al riscaldamento globale mediante la tecnologia e la biodiversità».

A tracciare le conclusioni e la prospettiva culturale dell’accordo è infine il prof. Alberto Budoni (Sapienza): «In un contesto complesso come quello di Latina, questa iniziativa porta una spinta culturale e metodologica nuova. ‘Urbana Sapienza’ indica la necessità di ricomporre la frammentazione dei saperi moderni: dobbiamo fondere le conoscenze scientifiche e professionali con la ‘sapienza ambientale’ e tradizionale dei luoghi. Solo tenendo insieme ricerca, progetto e condivisione possiamo governare i processi di trasformazione e dare vita a una nuova civilizzazione urbana».

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