CRONACA
Incendio alla Farla, obbligo di finestre chiuse nel raggio di mille metri. Partito il monitoraggio dell’Arpa
LATINA – Una centralina installata dall’Arpa Lazio nell’area al km 51 della Via dei Monti Lepini dove è bruciato per ore il deposito della Farla, la cooperativa di farmacisti che si occupa della distribuzione intermedia di medicinali e prodotti parafarmaceutici a Latina e nel resto del Lazio, monitorerà per le prossime 24-36 ore l’aria, per rilevare l’eventuale presenza di sostanze tossiche che possano provocare danni alla salute dei cittadini.
Intanto, in via cautelativa, il Comune di Latina ha emesso l’ordinanza che impone di tenere le finestre chiuse in abitazioni e attività della zona, nel raggio di un chilometro dalla Farla e di lavare con cura tutte le verdure e la frutta prodotte nello stesso perimetro.
Era stata la ASL di Latina, poco prima di mezzanotte, mentre le fiamme continuavano a bruciare e tenevano impegnate diverse squadre e mezzi dei vigili del fuoco, a consigliare la misura, in attesa dell’acquisizione dei risultati dell’indagine dell’Agenzia regionale di protezione dell’ambiente. «In seguito al devastante incendio di Latina, che nella serata di ieri ha distrutto un capannone della Farla, l’azienda che opera nel campo della distribuzione di medicinali e prodotti parafarmaceutici, si sono immediatamente attivati i controlli da parte dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. Stiamo monitorando molto attentamente la situazione e siamo in costante contatto con i tecnici della squadra di emergenza ambientale di Latina che sono prontamente intervenuti sul luogo», spiega l’assessore all’Ambiente, alla Transizione Energetica, al Turismo e allo Sport della Regione Lazio, Elena Palazzo. «È stata allertata anche la squadra di emergenza della vicina provincia di Frosinone e già in nottata è stato installato un campionatore ad alto volume per la determinazione dei microinquinanti che si generano solitamente in seguito di incendi. I primi risultati dei rilevamenti in corso saranno disponibili nelle prossime 24 ore, il tempo necessario per il campionamento mediante filtrazione e per le successivamente analisi di laboratorio», spiega l’Assessore. «In attesa di tali risultati è opportuno che la popolazione si attenga alle indicazioni precauzionali fornite dalla Asl di competenza e dal Comune di Latina, ovvero tenere le finestre chiuse e lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo», conclude Palazzo.
L’ORDINANZA INTEGRATA DUE VOLTE – Il Comune di Latina ha adeguato alle necessità la prima e la seconda ordinanza secondo quanto indicato dalla Asl di Latina . Nel terzo provvedimento è riportato l’obbligo per due giorni di:
-mantenere la chiusura delle finestre e di ogni altra forma di apertura degli immobili,
ubicati ad una distanza lineare entro 1 km dallo stabilimento della suddetta società,
ordinando che nel contempo siano accuratamente lavate tutte le verdure e la frutta
prodotte nello stesso predetto perimetro,
– mantenere chiuse porte e finestre, alla popolazione e alle strutture ricettive nell’area
interessata, al fine di prevenire il possibile ingresso di sostanze pericolose contenute nelle
eventuali polveri di ricaduta,
– evitare gli spostamenti inutili nell’area in questione e la permanenza/attività all’aperto
laddove non necessari,a provvedere di disattivare gli impianti di areazione forzata con
immissione di aria dall’esterno ed attivarsi nel più breve tempo possibile per la sostituzione
o pulizia dei filtri degli impianti di condizionamento;
– provvedere al lavaggio, esclusivamente con acqua, delle superfici esterne oggetto di
accumulo di polveri, evitando getti che possono rimettere in circolo le medesime;
– al divieto di raccolta, consumo e vendita di prodotti vegetali quali frutta e verdura
potenzialmente esposti, nonché di tutti i prodotti di origine animale coltivati/allevati
nell’area come sopra individuata;
– al divieto, in via precauzionale, di effettuare pascoli itineranti e obbligo di mantenere gli
animali da cortile “in stabulazione chiusa”;
Dispone poi che “gli appartenenti al Corpo di Polizia Locale, unitamente agli operatori delle FF.OO., sono tenuti ad effettuare la dovuta vigilanza in esecuzione della presente ordinanza”.
CRONACA
Terracina, scoperto rimessaggio nautico senza autorizzazioni
Rimessaggio nautico senza autorizzazioni scoperto a Terracina. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia locale hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 61 anni residente a Latina, già noto alle forze di polizia.
Il provvedimento è scattato al termine di un controllo mirato effettuato dai militari dell’Arma insieme al personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina, nell’ambito di un’attività delegata dall’autorità giudiziaria finalizzata all’esecuzione di un decreto di perquisizione e sequestro di un natante rinvenuto nell’area. Durante gli accertamenti è emerso che l’attività di rimessaggio nautico riconducibile all’indagato veniva svolta senza la preventiva Segnalazione certificata di inizio attività, la cosiddetta SCIA. I militari hanno inoltre verificato che il rimessaggio veniva effettuato all’interno di un capannone situato su terreno agricolo senza la necessaria variazione di destinazione d’uso.
Per questo motivo è scattato il sequestro preventivo d’iniziativa di un capannone di circa 300 metri quadrati, dove si svolgeva l’attività, e dell’intero terreno agricolo di circa 2.500 metri quadrati. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei Carabinieri sulle imbarcazioni rimessate nell’area e su alcuni motori marini rinvenuti all’interno della struttura.
CRONACA
Aprilia, completate con successo le operazioni di rimozione dell’ordigno bellico
Si sono concluse con successo nel primo pomeriggio di oggi le operazioni di bonifica dell’ordigno bellico di nazionalità americana, risalente alla II Guerra Mondiale, rinvenuto lo scorso 19 dicembre in via della Cogna, ad Aprilia. Il 21° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito ha dato il via alle attività nelle primissime ore della mattina, con la costituzione in Prefettura del Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) al quale hanno preso parte il Comune di Aprilia, i Vigili del Fuoco, le Forze di Polizia, l’ASL, l’ARES 118, le associazioni di volontariato di protezione civile di Aprilia, la Croce Rossa Militare e i gestori dei servizi pubblici essenziali.
Il via libera alle operazioni è stata data una volta verificata la puntuale adozione delle misure a tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica previste dall’ordinanza con cui sono state definite le diverse fasi dell’intervento. La prima fase, quella più delicata, di despolettamento dell’ordigno è terminata con ampio anticipo rispetto alle tempistiche preventivate, consentendo il successivo trasporto della bomba presso la cava Barbetti di Priverno per il brillamento, in linea con quanto programmato.
CRONACA
Roccagorga, discarica abusiva e gestione illecita di rifiuti: una denuncia
Discarica abusiva e gestione illecita di rifiuti in un’area boscata di Roccagorga. Nei giorni scorsi i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Priverno, impegnati nelle attività di controllo del territorio e di contrasto ai reati ambientali, hanno individuato una vasta area utilizzata come deposito illegale di rifiuti in località “I Pozzi”.
Il terreno, di proprietà privata, si trova in una zona in parte agricola e in parte boscata, sottoposta a vincolo paesaggistico e idrogeologico. L’area dista circa 50 metri da un fosso che confluisce nel Fosso della Fornace e ricade inoltre nella Zona di Protezione Speciale “Monti Lepini”. Secondo quanto accertato dai militari, l’accumulo di materiali si è configurato come una vera e propria discarica abusiva, frutto di abbandoni ripetuti nel tempo che hanno trasformato l’area in un deposito di rifiuti con rischio di compromissione del suolo, del sottosuolo e dell’ecosistema boschivo. La discarica, rimasta nascosta per anni dalla vegetazione, sarebbe emersa solo recentemente dopo alcuni interventi di utilizzazione boschiva che hanno ripulito l’area dagli arbusti.
I Carabinieri Forestali hanno quindi proceduto al sequestro di circa 4.000 metri quadrati di terreno, dove sono stati rinvenuti complessivamente circa 80 metri cubi di rifiuti. Tra questi scarti provenienti da lavori edili, componenti di autoveicoli e motocicli, carcasse di vecchie auto, materiali plastici e metallici, oltre a mobili, elettrodomestici, sanitari e taniche di olio esausto. Al termine degli accertamenti è stato deferito in stato di libertà il proprietario del terreno con l’accusa di gestione illecita di rifiuti pericolosi e non, discarica abusiva e inquinamento ambientale.
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