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Slow Food Lazio e la Compagnia dei Lepini, il protocollo a Expo

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LATINA –  Slow Food Lazio e la Compagnia dei Lepini uniscono le forze per valorizzare, promuovere e sviluppare il turismo collegato alle produzioni alimentari, agricole, vinicole, olivicole, della gastronomia nel territorio dei Monti Lepini. Il punto di partenza è il “Protocollo d’intesa per collaborazione e realizzazione di attività e progetti” che è stato sottoscritto congiuntamente presso lo Slow Food Theater ad Expo 2015 e che ha come punto fondante “il bene comune della cittadinanza, delle piccole produzioni locali e delle realtà istituzionali collegate” che vivono sulla dorsale dei Monti Lepini.

Annunciati due progetti già in cantiere: uno sull’introduzione di prodotti locali nel paniere delle mense scolastiche dei Comuni collegati; l’altro sulla formazione di addetti alle filiere del cibo, con attività e corsi su tutte le principali tematiche collegate.

“Siamo felici di questa occasione di collaborazione con una realtà che ci permetterà di colloquiare e operare in tanti piccoli Comuni, con le loro comunità agricole, con le filiere del cibo locale.” è il primo commento del Presidente Slow Food Lazio, Stefano Asaro, che aggiunge “lavorare insieme alla Compagnia dei Lepini sarà per noi un onore e un forte impegno di responsabilità, da declinare sui territori attraverso attività che diano valore sociale e orgoglio ai giacimenti agroalimentari e gastronomici esistenti.”

Soddisfazione arriva anche da Quirino Briganti, Presidente della Compagnia dei Lepini, per il quale “la collaborazione che oggi prende il via con Slow Food Lazio viene da positive comuni esperienze precedenti e dalla certezza che un tale partner sarà decisivo nel realizzare un nuovo impulso nello sviluppo delle attività legate a tutte le produzioni peculiari che ogni territorio porta con sé”, sottolineando anche che “la Compagnia dei Lepini è da lungo tempo il riferimento per l’animazione di iniziative locali, con l’obiettivo di promuovere e sviluppare una rete di produzioni sostenibili, favorire la creazione di una educazione alimentare che consenta consumi consapevoli e la difesa di un’autentica tradizione gastronomica”.

Alla cerimonia di presentazione ha partecipato anche il Vice presidente di Slow Food Italia, Lorenzo Berlendis, che ha voluto rimarcarne il valore, ricordando che “sono proprio queste alleanze che danno concretezza al messaggio con il quale Slow Food si è presentata ad EXPO, poiché solo da una salda proposta alimentare locale, ‘buona, pulita e giusta’, può realizzarsi davvero l’obiettivo di ‘Nutrire il pianeta’ e difendere di conseguenza la biodiversità che ancora esiste in quei territori. Un augurio sincero a Slow Food Lazio e alla Compagnia dei Lepini per quanto vorranno mettere in atto a sostegno di una rinascita nella consapevolezza alimentare, a tutti i livelli”.

 

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ECONOMIA

Colture colpite da Xylella, Tripodi (Fi): “Dalla Regione Lazio aiuti concreti alle imprese agricole”

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LATINA  – La Regione Lazio stanzia 200mila euro a sostegno delle imprese agricole colpite dalla Xylella fastidiosa, costrette ad abbattere e distruggere le piante infette o a rischio. Il provvedimento va incontro alle aziende che, per rispettare le prescrizioni del Servizio Fitosanitario, hanno dovuto eliminare colture in produzione – in particolare mandorleti – “subendo un danno economico diretto e immediato”. Il contributo, in regime “de minimis”, potrà arrivare fino a 50mila euro per impresa nell’arco di tre anni.

“Di fronte alla Xylella non possiamo lasciare soli i nostri agricoltori – dichiara Orlando Angelo Tripodi –. Se lo Stato impone l’abbattimento delle piante per tutelare l’interesse collettivo, è giusto che la Regione intervenga per sostenere chi paga il prezzo più alto. Questo è un atto di responsabilità verso le imprese e verso l’economia agricola del Lazio”.

La gestione del bando sarà affidata ad ARSIAL, che curerà l’erogazione degli indennizzi alle aziende ammesse.

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ECONOMIA

Pontinia, continuano i lavori per l’istituzione del distretto bufalino

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PONTINIA – Continuano i lavori per l’istituzione del Distretto bufalino, l’organizzazione intercomunale che avrà come obiettivo la promozione e la tutela dei prodotti derivati dal latte e dalla carne di bufala dell’agro pontino, attraverso un sistema unitario che sia in grado coinvolgere i diversi attori del settore. Dopo un incontro avuto con alcuni amministratori di diversi Comuni aderenti presso l’aula consiliare del Comune di Pontinia, sono iniziate le procedure per la condivisione e la firma dello statuto del Distretto bufalino. Il documento è stato prima di tutto concordato con gli allevatori e, domani 13 dicembre, la commissione agricoltura del Comune di Pontinia ne certificherà la presa d’atto. Continua bene il percorso per l’istituzione del distretto, un progetto che ha come capofila la città di Pontinia, con l’impegno in prima fila del sindaco Eligio Tombolillo e l’assessore all’agricoltura Giovanni Bottoni, e che vede il coinvolgimento di ben 11 Comuni, allevatori, istituti di credito e associazioni di categoria, così come centri di ricerca e di formazione. Sempre sullo statuto, entro il 31 gennaio gli altri Comuni ne daranno il via libera.

Infine, il percorso per l’istituzione del distretto prevederà altri passi importanti, così come illustrato dall’assessore Bottoni: “Una volta completato l’iter convocheremo un’assemblea generale per comporre il Consiglio di Amministrazione, formato dai Comuni e da una larga rappresentanza degli allevatori. Inseriremo inoltre la Camera di Commercio, la Provincia di Latina, gli istituti di credito e gli istituti di ricerca: a tal proposito l’Università della Tuscia ha già manifestato la volontà di investire in maniera considerevole sull’iniziativa. Nell’incontro del 9 dicembre abbiamo stabilito di allargare ulteriormente il numero di componenti del consiglio direttivo e di adottare misure che rafforzino la tutela delle aziende e consentano al distretto di farsi portavoce delle problematiche del settore attraverso le segnalazioni al Ministero competente. Siamo molto soddisfatti dei passi compiuti, la validità del progetto è testimoniata dalle tante adesioni e dal fatto che siamo stati contattati da numerose aziende locali e dei centri limitrofi. La Commissione di martedì segnerà un ulteriore decisivo passo a Pontinia ma anche negli altri Comuni c’è la ferma volontà di stringere i tempi per diventare subito operativi”.

 

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“Risorse in Comune”, Sezze riceverà un finanziamento di 100 mila euro

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SEZZE – Il Comune di Sezze è uno dei comuni finanziati dall’avviso pubblico “Risorse in Comune”, e riceverà un finanziamento pari a 100.756,39 euro. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e mira a potenziare la capacità amministrativa degli enti locali.  Il progetto è stato concepito per sostenere i Comuni italiani nel loro percorso di modernizzazione, incentivando la trasformazione organizzativa e digitale.   E’ intenzione dell’amministrazione impiegare il finanziamento per acquisire una serie di beni e servizi finalizzati a: migliorare l’organizzazione degli uffici e la gestione dei flussi di lavoro, rendere più funzionali e moderni gli spazi di lavoro per il personale comunale, potenziare l’efficienza informatica dell’ente, con l’acquisto di nuove tecnologie e software, valorizzare il capitale umano, attraverso percorsi di formazione e aggiornamento professionale. “Investire sulla capacità amministrativa – spiega l’Assessore Attività Produttive, Politiche del Lavoro, Innovazione e Finanziamenti Pubblici Lola Fernandez – significa investire direttamente sul benessere dei nostri cittadini. Grazie a queste risorse, potremo rendere il nostro Comune più moderno ed efficiente, capace di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze della comunità. Continuiamo a lavorare per cogliere tutte le opportunità offerte dal PNRR, consolidando il percorso di crescita e sviluppo del nostro territorio, che ha già visto importanti risultati su altri fronti, come le politiche giovanili, l’innovazione, il lavoro e la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico e culturale”.

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