ATTUALITA'
Latina Capitale della Cultura 2026, le polemiche non si spengono: duello Guercio-Muzio
La difesa di Latina arriva anche dal senatore Nicola Calandrini tra i promotori della candidatura, che sposta in avanti il giudizio: “Latina é una città giovane, ricca di vitalità e dinamismo. La circostanza che sia, a pieno titolo, tra le prime dieci candidate a Capitale della Cultura 2026 é essa stessa un grande risultato. Latina, infatti, sconta anni di immobilismo e di marginalità sullo scenario regionale e nazionale, nonostante sia la prima città del Lazio dopo Roma Capitale. Desidero, quindi, rivolgere un sincero apprezzamento all’Amministrazione Comunale di Latina, in modo particolare al Sindaco Matilde Celentano, per aver promosso l’immagine di una città che intende riprendere il ruolo guida che le compete sul piano provinciale e regionale”, scrive in una nota il coordinatore provinciale di Fratelli D’Italia che preferisce non dare un giudizio sui contenuti del dossier. La candidatura di Latina – aggiunge – va intesa come un primo grande tassello di un mosaico più ampio che si chiama Centenario 2032. Quella é la vera data su cui concentrare il massimo impegno di tutte le istituzioni: dal Governo nazionale e regionale al Comune. Saremo, nel 2032, la città più giovane d’Europa. Dall’oblio della palude abbiamo reso questa terra ospitale. Ci aspettano sfide importanti: creare un nuovo modello di sviluppo che faccia della filiera agroalimentare, dell’enogastronomia e del turismo il nostro punto di forza economico e culturale. Potenzieremo sempre di più il rapporto con l’Università La Sapienza nel solco di una Latina città degli studi, con tutto ciò che questo comporta in termini di servizi. Il mare, risorsa fondamentale per fare della nostra costa un gioiello attrattivo per i turisti italiani e non solo. Il fatto che Latina sia arrivata fra le prime dieci città finaliste, insomma, é un primo risultato. Indubbiamente rilevante, visto che mai era accaduto prima, neanche quando qualche professionista della critica e della polemica aveva- a vario titolo- responsabilità nel tessuto sociale e politico di questa nostra città. Chiunque voglia bene a Latina e tenga alla sorte della nostra comunità oggi deve essere fiero e orgoglioso di questo risultato. Avendo la consapevolezza che non è sufficiente, che molta strada c’è ancora da fare. La percorreremo insieme ai tanti cittadini di questa città che sognano una dimensione contemporanea di Latina, soprattutto in vista del Centenario 2032″.
Alessio Pagliari ex consigliere comunale di Latina plaude a Latina e Gaeta: “Dovremmo essere tutti contenti di questo risultato (essere città finalista) – esordisce il delegato provinciale della FIAF (Federazione Italiana Associazioni fotografiche) – segno che il territorio della provincia di Latina può offrire tanto a livello culturale. Vorrei ricordare a tutti che Latina e Gaeta, non sono certo lì per caso, hanno superato una prima fase di selezione, non certamente facile. Erano infatti ventisei le città candidate, poi diventate sedici, quindi dieci finaliste. Leggo molte polemiche in questi giorni, quasi esclusivamente nei riguardi di Latina, e questo mi rattrista molto. Innanzitutto, vorrei ricordare che il Ministero della Cultura non si è ancora espresso, lo farà solo fra qualche settimana; pertanto, la partita è ancora aperta per tutte e dieci le finaliste. Certamente Gaeta è partita prima e probabilmente, grazie anche alla sua storia, non certo solo contemporanea come quella di Latina, è arrivata molto preparata e ricca di contenuti presentanti durante l’audizione. Ovviamente il merito va anche all’amministrazione comunale di Gaeta e a tutto il comitato promotore della candidatura, a cui esprimo vivo apprezzamento. Permettetemi però, da cittadino di Latina, di esprimere altrettanto apprezzamento anche per il risultato di Latina. Se Latina, pur non avendo la stessa storia e la posizione geografica di Gaeta, è comunque giunta finalista, con una candidatura preparata “all’ultimo minuto”, credo meriti solo un grande applauso, che dovrebbe essere unanime, perché, se Latina raggiunge dei “palcoscenici” importanti, ottiene dei risultati e visibilità nazionale non ne beneficiano solo alcune persone o colori politici, ma tutti i cittadini. Dovremmo, allora, tutti essere contanti, come quando gioca la “Nazionale. Il turismo culturale, infatti, come riportato anche dai recenti studi di Unioncamere, è un pilastro fondamentale dell’economia, che genera ricchezza e nuovi posti di lavoro. Pertanto, esprimo i miei complimenti per il risultato al Sindaco di Latina Matilde Celentano, all’Assessore Annalisa Muzio, a tutta la Giunta e ai consiglieri che hanno creduto in questo progetto, insieme ai tecnici comunali, alle tantissime associazioni ed altri comuni che hanno dato la loro disponibilità a collaborare nel dossier, curato e redatto con tanta passione dall’Arch. Daniela Cavallo. Si poteva e si può far meglio? Sicuramente si, l’eccellenza è un obiettivo che tutti cercano, ma nella pratica non sempre si riesce a raggiungere. Latina, è chiaro, non poteva in pochi mesi diventare un’eccellenza, risolvere i tanti problemi e criticità, anche nell’offerta ricettiva, che si porta dietro da tantissimi anni. Però da qualche cosa si deve pur partire. E quale migliore occasione, se non quella di una candidatura come capitale della cultura? Al di là del risultato finale, questo progetto di candidatura apre la strada, forse per la prima volta dopo tanto tempo, a un possibile percorso condiviso fra politica, industria e commercio, terzo settore e cittadini, per guardare ad altri obiettivi da raggiungere insieme verso il centenario del 2032. Dobbiamo essere consapevoli, se saremo in grado di fare “squadra”, se sapremo fare bene “Bonum Facere”, di avere il privilegio di vivere in un territorio con caratteristiche uniche, con un’offerta variegata dalla montagna, alla collina, alla pianura, per finire ai laghi e al mare. Latina e la sua provincia è apprezzata anche dai produttori cinematografici, grazie anche al grande lavoro che svolge la “Latina Film Commission”. Sarebbe troppo lungo elencare adesso i film e le serie che si sono girate e che si gireranno nel prossimo futuro”.
ATTUALITA'
Croce Rossa Latina potenzia la Farmacia Solidale. Munari: “Così stiamo accanto alle persone più fragili”
LATINA – La Croce Rossa Italiana – Comitato di Latina potenzia la sua Farmacia Solidale, il servizio attivo presso la sede di via Ezio 73 e inserito nel progetto nazionale Officine della Salute. Lo fa rafforzando la rete di collaborazione che ne permette il funzionamento. “Perché la salute non può dipendere dalla possibilità di sostenere una spesa”. A Latina un ruolo importante è svolto da AGIFAR Latina, l’associazione dei giovani farmacisti della provincia, guidata dalla presidente Ginevra Giannantonio, che ha contribuito a garantire il supporto professionale necessario all’attività.
CHE COSA FA – La Farmacia Solidale garantisce la consegna gratuita di farmaci di fascia A e C, parafarmaci e dispositivi medici di consumo, con presentazione di prescrizione medica, requisito indispensabile per poter accedere alla distribuzione. A coordinare l’aspetto sanitario del servizio è la dottoressa Flavia Fiorini, Direttrice sanitaria del Comitato di Latina di Croce Rossa e responsabile medico della Farmacia Solidale di Latina. Una rete che mette insieme Croce Rossa, farmacisti e professionisti sanitari per affrontare una forma di fragilità spesso silenziosa: quella di chi può trovarsi nella condizione di dover scegliere tra una necessità sanitaria e la possibilità economica di sostenerla.
“Potenziare la Farmacia Solidale significa rafforzare concretamente la nostra capacità di stare accanto alle persone più fragili – dichiara Lorenzo Munari, presidente del Comitato di Latina della Croce Rossa – e non parliamo soltanto della consegna di un farmaco, ma della possibilità di garantire a una persona l’accesso a una cura. È questo il senso più profondo del nostro impegno. Abbiamo costruito questo servizio mettendo insieme la forza della Croce Rossa, la professionalità dei farmacisti e il lavoro dei nostri operatori sanitari. Per questo voglio ringraziare AGIFAR Latina per la disponibilità e per il prezioso supporto che ci ha garantito, e in particolare la dottoressa Elisa De Marchis, per la professionalità e l’impegno messi a disposizione del progetto. Sono collaborazioni come questa – aggiunge il presidente Munari – che ci permettono di trasformare un servizio in una risposta concreta alle esigenze delle persone. Ora vogliamo consolidarlo e farlo crescere, perché possa rappresentare sempre di più una risposta concreta alle necessità del territorio. La vulnerabilità economica non deve trasformarsi anche in una vulnerabilità sanitaria”.
Nel 2025, attraverso 51 Comitati territoriali presenti in 16 regioni, le Farmacie Solidali della CRI hanno consentito di distribuire gratuitamente oltre 32.000 farmaci e dispositivi medici a 23.373 persone. Per conoscere la lista dei farmaci donati si può contattare il numero unico di pubblica utilità della CRI 1520.
ATTUALITA'
Gli amici di Zala, il giovane gambiano ucciso a Latina, portano una lettera alla Sindaca Celentano
Sono partiti dalle autolinee e sono arrivati dalla sindaca di Latina Matilde Celentano gli amici di Ibrahim Dibba ed hanno portato alla prima cittadina una lettera di cui riportiamo le parole integrali.
“All’Onorevole Sindaco di Latina, Matilde Celentano, Noi, familiari e amici del compianto Ibrahim Dibba, Le scriviamo in questo momento di immenso dolore. Ibrahim era un giovane rispettoso e un gran lavoratore. Desideriamo ringraziare Lei, la Prefettura e tutte le autorità locali per la tempestiva risposta, per l’incontro tenutosi e per le condoglianze espresse alla nostra famiglia.
Tuttavia, la nostra priorità assoluta è ora ottenere giustizia per Ibrahim, affinché la sua anima possa riposare in pace. Confidiamo nell’operato della Sua amministrazione e delle forze dell’ordine affinché vengano condotte indagini trasparenti e responsabili della sua morte vengano assicurati alla giustizia. Vogliamo far sapere che siamo pronti a proseguire con manifestazioni pacifiche per chiedere giustizia per Ibrahim Dibba. La sua morte ha colto di sorpresa la comunità gambiana di Latina. Siamo certi che il sistema giudiziario farà giustizia.
Inoltre, secondo quanto riportato dai media locali, Ibrahim viveva in Italia in condizione di irregolarità, con un provvedimento di espulsione pendente. Tuttavia, nessuno sa se questa situazione di irregolarità abbia contribuito al suo isolamento e alla mancanza di un alloggio. La mancanza di documenti può ostacolare il percorso di molti giovani in città.
Ci appelliamo a Lei affinché si faccia promotrice nei confronti delle Istituzioni e del governo perché valuti la possibilità di regolarizzare la posizione di queste persone, consentendo loro di contribuire allo sviluppo dell’Italia.
Per quanto riguarda la situazione documentale di nostro fratello, il suo avvocato di Roma aveva presentato con successo ricorso contro il provvedimento di espulsione e il procedimento era ancora in corso.
Ibrahim soggiornava quindi legalmente in Italia in attesa della decisione del tribunale. Il suo legale aveva depositato presso la Questura di Latina tutta la documentazione necessaria per ottenere un permesso di soggiorno provvisorio, indispensabile per stipulare un contratto di lavoro regolare.
Ibrahim desiderava soltanto lavorare legalmente, costruirsi una vita e sostenere la propria famiglia in patria. Lavorava con dedizione nel settore agricolo ad Aprilia: ogni giorno si alzava alle 3:00 o alle 4:00 del mattino per recarsi nei campi, attendendo ore al buio l’inizio del turno.
Possiamo affermare che Ibrahim è morto coltivando un’ambizione: quella di lavorare e contribuire allo sviluppo del Paese.
Ibrahim Dibba era stato inizialmente minacciato con un’arma da fuoco; l’assassino aveva esploso dei colpi per intimidirlo presso il Campo Boario di Latina — luogo in cui quegli aggressori risiedevano — uno o due giorni prima che venisse ucciso a sangue freddo. La polizia, informata da una chiamata anonima, intervenne prontamente con due pattuglie a sirene spiegate; tuttavia, con nostra sorpresa, gli agenti se ne andarono senza procedere ad alcun arresto.
Circa due giorni dopo, l’assassino tornò armato della stessa pistola, accompagnato dalla stessa persona che aveva minacciato Ibrahim Dibba. L’auto (una Kia Picanto) utilizzata per l’omicidio fu ritrovata in seguito al Campo Boario: era stata parcheggiata dall’assassino, non abbandonata.
Ibrahim, come molti altri, viveva a Latina in attesa di documenti e senza un lavoro stabile; la mancanza di documenti e di un’occupazione può spingere le persone a compiere azioni che non avrebbero mai voluto commettere.”
ATTUALITA'
Università e Ordine degli architetti insieme: nasce il laboratorio per “Abitare il Cambiamento”
Connettere le intelligenze del territorio per trasformare la ricerca universitaria in soluzioni concrete per i cittadini. Questo l’obiettivo con il quale è nato il protocollo d’intesa siglato tra la Sapienza di Latina e l’Ordine degli Architetti della provincia, un’alleanza strategica che dà vita al laboratorio di idee “Urbana Sapienza”. L’iniziativa punta a superare la rigidità dei tradizionali accordi formali per avviare un percorso di ascolto, partecipazione e rigenerazione diffusa in tutto il territorio pontino.
A spiegare il senso profondo dell’intesa è innanzitutto il prof. Antonio Corsini (Sapienza), che sottolinea il ruolo sociale dell’ateneo: «L’università non è un luogo chiuso, ma uno spazio di pensiero che deve aprirsi al tessuto sociale per restituire risposte. Con l’Ordine degli Architetti vogliamo rendere operative le tante idee progettuali che la Sapienza sviluppa, assumendoci la responsabilità di animare culturalmente la città e la sua provincia. Dobbiamo co-sviluppare soluzioni a sfide quotidiane, a partire da quella dei cambiamenti climatici, partendo dai luoghi che abitiamo».
Un approccio che trova piena sintonia nella visione dell’Ordine professionale, come evidenzia la Presidente, l’arch. Teresa Alvino: «Usciamo dai nostri studi per applicare buone pratiche che partono dall’ascolto. L’università produce ricerca scientifica, noi portiamo la ricerca applicata sul campo: dall’incrocio di queste competenze nasce una sinergia vincente. Non vogliamo calare le decisioni dall’alto, ma tirare fuori le risposte dal basso, rendendo le comunità vive e partecipi. ‘Urbana Sapienza’ sarà un marchio operativo presente in modo capillare su tutto il territorio».
Entrando nel merito delle azioni, l’arch. Valentina Isone, consigliera dell’Ordine, illustra la traiettoria di lavoro attorno al concetto di «Abitare il cambiamento»: «Articoleremo la nostra azione su tre pilastri: ricerca, progetto e condivisione. Intendiamo affrontare con coraggio tre nodi cruciali per il futuro della città: la restituzione e tutela del suolo, la gestione dell’energia condivisa attraverso nuovi modelli urbani, e la capacità di risposta dei centri abitati al riscaldamento globale mediante la tecnologia e la biodiversità».
A tracciare le conclusioni e la prospettiva culturale dell’accordo è infine il prof. Alberto Budoni (Sapienza): «In un contesto complesso come quello di Latina, questa iniziativa porta una spinta culturale e metodologica nuova. ‘Urbana Sapienza’ indica la necessità di ricomporre la frammentazione dei saperi moderni: dobbiamo fondere le conoscenze scientifiche e professionali con la ‘sapienza ambientale’ e tradizionale dei luoghi. Solo tenendo insieme ricerca, progetto e condivisione possiamo governare i processi di trasformazione e dare vita a una nuova civilizzazione urbana».
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