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CRONACA

Ospedale di Fondi, Caporossi incontra i sindaci del comprensorio

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L'ospedale San Giovanni di dio di Fondi

L’ospedale San Giovanni di dio di Fondi

FONDI – I Sindaci di Fondi Salvatore De Meo, di Campodimele Roberto Zannella, di Lenola Andrea Antogiovanni, di Monte San Biagio Gesualdo Mirabella e di Sperlonga Rocco Scalingi sono stati ricevuti dal Direttore Generale della ASL di Latina Michele Caporossi, al quale hanno consegnato ed illustrato nei particolari il Documento in tema di Sanità approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Fondi il 21 Novembre 2013 e fatto proprio anche dai Consigli comunali di tutti i Comuni del comprensorio, soffermandosi sulla urgente necessità di avere anche a Fondi servizi operanti h24 a supporto dei reparti esistenti, e in particolare di quello di Ostetricia.

«Abbiamo espresso decisa contrarietà a qualsiasi ipotesi di accorpamento o trasferimento del punto nascita – riferiscono i Sindaci – così come prospettato nel febbraio scorso dall’Assessore Ciminiello in Consiglio regionale, in quanto riteniamo che esso sia indispensabile nella rete perinatale di tutta la provincia, anche in considerazione della sempre crescente presenza di cittadini extracomunitari impegnati nell’agricoltura e zootecnia e che risiedono nell’area territoriale del Presidio Centro. Abbiamo inoltre rimarcato come gli ultimi provvedimenti abbiano determinato il dimezzamento delle unità operative della UOC di Chirurgia di Fondi, senza aver avuto alcun riscontro né in termini di assunzioni in deroga, più volte promesse, né con una diversa distribuzione delle unità chirurgiche del Presidio, che continuano ad operare prevalentemente a Terracina».
Rispetto alla carenza di unità mediche del Presidio Centro e in particolare dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Fondi, rappresentate dai Sindaci – si legge in una nota del Comune di Fondi – , in attesa che le deroghe già ottenute vengano rese operative per poter garantire prestazioni ottimali nei vari reparti, Caporossi richiederà al Commissario ad acta per la Sanità regionale Nicola Zingaretti ulteriori deroghe.
Il DG si è poi ampiamente soffermato sulle necessità di integrare l’offerta ospedaliera con l’assistenza medica territoriale con le Case della Salute. “Non accetteremo eventuali ipotesi di riconversione dell’Ospedale di Fondi – che deve rimanere quale punto di riferimento per gli acuti – in  Casa della Salute. Queste strutture pubbliche, infatti, non prevedono Pronto Soccorso, Servizi diagnostici e di laboratorio e posti letto per acuti, ma sono contemplate per l’erogazione di cure primarie e soltanto per una determinata e programmata porzione di popolazione”, hanno risposto i sindaci.
I Sindaci hanno infine ribadito la loro determinazione a voler rappresentare direttamente le problematiche della Sanità territoriale al Commissario Zingaretti.

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CRONACA

Latina, inseguimento nella notte, Volante della polizia speronata e colpita da oggetti pesanti

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LATINA – Inseguimento nella notte nella zona di Borgo Sabotino.  Secondo le primissime informazioni, una Volante della polizia di Stato che aveva intercettato un’auto rubata ha cercato di fermarla, ma la reazione è stata aggressiva.  Su Strada Acque Alte, la Volante è stata speronata, poi nel corso dell’inseguimento, dalla vettura in fuga sono stati lanciati oggetti pesanti che hanno colpito l’auto della Questura di Latina con danni rilevanti e il ferimento, fortunatamente lieve, degli agenti che sono stati poi controllati e medicati in ospedale. In questo modo i fuggiaschi sono riusciti a far perdere le proprie tracce imboccando la strada in direzione Roma e sono ora attivamente ricercati. Preoccupazione tra i residenti della zona.

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CRONACA

Aprilia, a dicembre bruciò l’auto di un pregiudicato, in carcere un 31enne

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APRILIA – E’ stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Latina e del Commissariato di P.S. di Aprilia, il 31enne romano accusato di aver dato alle fiamme, dopo averla cosparsa di benzina, l’autovettura di un pregiudicato residente in via Ugo La Malfa, con l’intento di minacciarlo. L’azione era stata rapida: il giovane si era fermato a un distributore, aveva riempito una bottiglia di plastica di benzina, poi aveva raggiunto l’obiettivo , aveva cosparso l’auto di liquido infiammabile e aveva appiccato il rogo poi propagatosi a un’altra auto e al solaio di un appartamento dell’Ater al primo piano di una palazzina, quello in cui vive l’uomo bersaglio dell’intimidazione.

I fatti risalgono al 14 dicembre scorso e le indagini sono state condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina, coordinati dalla Procura.  Nel corso delle indagini, l’indagato si sarebbe addirittura “vantato” delle sue gesta – un probabile atto di ritorsione per un’aggressione subita. Si considerava l’ispiratore anche di altri recenti attentati incendiari avvenuti ad Aprilia.

Nel corso dell’interrogatorio preventivo, l’indagato, pur ammettendo gli addebiti, ha riferito che la sua era stata una “bravata”, non avendo peraltro intenzione di colpire anche la struttura dell’immobile, ma solo l’autovettura della vittima. Motivazioni che, tuttavia, non hanno convinto il Giudice, che ne ha ravvisato la pericolosità sociale ed il conseguente concreto pericolo di recidiva. Dopo essere stato rintracciato nella città di Aprilia, il trentenne, a cui stata anche contestata e riconosciuta la recidiva (posto che è già stato condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali) è stato arrestato e condotto nel carcere di Latina.

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CRONACA

Fermato per un controllo fece resistenza insultando i carabinieri, Cha Cha ai domiciliari

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LATINA – Fermato per un controllo, pronunciò parole offensive e minacciose nei confronti dei carabinieri che gli stavano sequestrando la macchina  – la guidava con patente revocata  -,  venerdì sera i militari dell’Arma hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal Gip del Tribunale di Latina nei confronti Costantino Di Silvio detto Cha Cha di 58 anni accusato di resistenza a Pubblico Ufficiale. Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Procura dopo i fatti avvenuti lo scorso 21 febbraio quando, dopo reiterate violazioni della sorveglianza speciale cui è sottoposto, tra cui appunto la revoca del permesso di guida, l’esponente del clan si rivolse a un militare insultandolo, perché si era appostato in Via Umberto I nei pressi di Piazza San Marco, in pieno centro,  per fermarlo e inviò nella stessa occasione anche minacce al comandante della Stazione: “E’ un poveraccio, non diventerà mai capitano, ditegli che si sta alla larga da me”. Il gip ha deciso per i domiciliari mentre la Procura chiedeva l’arresto, mentre una precedente richiesta di arresto, sempre per violazioni della sorveglianza speciale, era stata respinta.

 

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