CRONACA
Sapa, la Fiom respinge l’accordo chiesto dall’azienda
PRIVERNO – “Respingiamo al mittente qualsiasi proposta che preveda come conclusione la pura cessazione delle attività”. Sono le parole dei sindacalisti della Fiom Cgil sulla vertenza Sapa. La Fiom ha deciso di mantenere la propria posizione e non cedere alle condizioni poste dall’azienda, e auspicate dagli uffici della Regione Lazio, “perché – spiegano – significherebbe aver abbandonato l’idea e le motivazioni che hanno spinto i lavoratori a prendere l’iniziativa dell’assemblea permanente del 7 luglio, quando l’azienda ha fatto trovare i cancelli chiusi. Abbiamo scelto di stare al fianco di quei 117 lavoratori che hanno deciso di mantenere con fermezza il presidio dello stabilimento. Quello che chiediamo alle istituzioni, diversamente da tutte le altre vertenze, non è il tipo di ammortizzatore migliore ma di stare effettivamente al nostro fianco in questa battaglia. Noi abbiamo scelto la lotta ad oltranza anche se ciò significa costringerci in uno stato di prigionia e non barattiamo un posto di lavoro per nessun tipo di incentivo»
Nella giornata di ieri presso la Regione Lazio, l’azienda ha rimarcato la sua disponibilità a sottoscrivere un accordo, a patto che il sito sia sgomberato, per l’utilizzo della Cassa integrazione Straordinaria per cessazione e di un incentivo all’esodo, oltre alle ipotesi di ricollocazione di circa 15 lavoratori per effetto della cessione del ramo d’azienda del reparto di ossidazione.
Intanto domani la Fiom sosterrà i lavoratori della Sapa con una iniziativa pubblica, la “Notte bianca per la Sapa”, che vedrà il coinvolgimento delle istituzioni locali, partiti politici e amministratori. I lavori saranno aperti alle 15 dal segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini.
CRONACA
Latina, aggredisce due ciclisti e danneggia una bici: denunciato
Aggredisce due ciclisti, li minaccia e danneggia una bicicletta: un uomo è stato denunciato dalla Polizia di Stato a Latina con l’accusa di lesioni personali, minacce e danneggiamento. L’episodio si è verificato nella zona di Capoportiere, dove gli agenti della squadra volante sono intervenuti dopo la segnalazione di un’aggressione. Secondo quanto ricostruito, le due vittime stavano percorrendo la strada in bicicletta quando sono state affiancate da un’auto. Il conducente, con atteggiamento aggressivo, avrebbe rivolto loro minacce, per poi bloccarne la marcia. L’uomo sarebbe quindi sceso dal veicolo, aggredendo uno dei ciclisti con pugni e calci e facendolo cadere a terra. Dopo essersi allontanato, sarebbe tornato poco dopo sul posto, reiterando le minacce e danneggiando una delle biciclette, prima di fuggire definitivamente. Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato denunciato all’Autorità giudiziaria. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
CRONACA
Cori, lavoratori in nero nei campi di kiwi: denunciato il titolare, attività sospesa
Impiegava lavoratori in nero nei campi di kiwi: per questo un uomo di 54 anni è stato denunciato dai Carabinieri a Cori e l’attività agricola è stata sospesa. Il controllo, effettuato dai militari della Stazione locale insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Latina, rientra nelle operazioni di contrasto al caporalato e alle irregolarità nel settore agricolo. Durante l’ispezione sono stati identificati sei lavoratori, tutti regolarmente presenti sul territorio nazionale, ma nessuno risultava assunto secondo le procedure previste. Tra loro anche cittadini di nazionalità indiana e bangladese. Oltre al lavoro nero, sono emerse ulteriori violazioni: mancata sorveglianza sanitaria e assenza dei corsi di formazione obbligatori. Per il titolare sono scattate ammende per circa 3.270 euro e sanzioni amministrative per oltre 18mila euro, oltre alla maxi sanzione per ciascun lavoratore irregolare e alla sospensione immediata dell’attività.
CRONACA
Terracina, impianto abusivo di rifiuti su un terreno privato: area sequestrata e due denunce
Avevano trasformato un terreno in un impianto abusivo per il trattamento di rifiuti speciali, anche pericolosi: per questo i Carabinieri Forestali hanno sequestrato un’area di circa mille metri quadrati a Terracina e denunciato due persone. L’operazione è scattata dopo un controllo in un lotto situato lungo la Pontina, dove i militari hanno trovato una vera e propria discarica a cielo aperto, attrezzata con mezzi e operai impiegati nella gestione illegale dei rifiuti. Secondo quanto accertato, il sito veniva utilizzato per il recupero di materiali, in particolare rifiuti elettronici e ferrosi, dai quali venivano estratti metalli di valore come rame, zinco e ottone, destinati al mercato nero. I rifiuti erano accumulati direttamente sul terreno, senza alcuna protezione ambientale, ed è stata rilevata anche la presenza di residui riconducibili alla combustione illecita. Il sequestro ha riguardato, oltre all’area, circa 100 metri cubi di rifiuti non pericolosi e oltre 30 quintali di rifiuti pericolosi, tra cui batterie esauste al piombo e olio esausto. Bloccati anche i mezzi utilizzati per l’attività, tra cui caricatori, carrelli elevatori e attrezzature varie. Al termine degli accertamenti sono stati denunciati il titolare dell’attività e il proprietario del terreno per gestione illecita di rifiuti, discarica abusiva, combustione illecita e violazioni ambientali legate alla mancata raccolta delle acque.
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