Tra i privilegi dei consiglieri del Lazio, vitalizio a 50 anni

Il palazzo della Regione Lazio a Roma

Il palazzo della Regione Lazio a Roma

LATINA – Vitalizi e privilegi lo scandalo della Regione Lazio non smette mai di stupire. Il record tra i pontini lo detiene senza dubbio Lilia D’Ottavi la consigliera del Pdl entrata alla Pisana grazie a sole 400 preferenze e alle dimissioni del collega Giovanni Di Giorgi, obbligato dal fatto di essere stato eletto sindaco di Latina. La D’Ottavi che ha ricoperto l’incarico in Regione per soli sei mesi (la giunta Polverini cadde per le dimissioni della Presidente dopo lo scandalo dei rimborsi) percepisce un vitalizio di 37mila euro netti l’anno (pari ad un assegno di 4.402,95 euro lordi al mese). La notizia non è nuova, ma va ricordata in tempi di tagli, sacrifici e disoccupazione record. Circa l’80% della popolazione infatti dopo aver lavorato un’intera vita non arriva nemmeno lontanamente agli oltre tremila che i consiglieri regionali “più poveri” percepiscono anche in giovane età (basta aver compiuto i 50 anni) come nel caso di specie. Assurdità.

Nell’elenco che ogni tanto qualcuno rispolvera (stavolta lo ha fatto Il Messaggero ricevendo la promessa del Ministro Del Rio di provvedere ad alleggerire i costi della politica) figurano altri 23 ex consiglieri pontini: dall’assegno  più “ricco” di Gabriele Panizzi con 5.895 euro al mese a quello più magro di Vincenzo Zaccheo (poco sopra i tremila). Paradosso vuole  – si evince dal Messaggero – che secondo le attuali norme potrebbe avere il vitalizio anche l’imprenditore di Terracina Gianfranco Sciscione, entrato nel consiglio regionale “allargato” con la Lista Polverini e poi escluso da una sentenza del Tar che ha riconosciuto illegittimo l’aumento del numero di consiglieri. Sembra  però che abbia rinunciato a causa dei sostanziosi versamenti richiestigli per accedere al privilegio.

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