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Asd Boxe sul ring di Trevi con Capoccia e Marchetto

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Capoccia e Marchetto in conferenza

Capoccia e Marchetto in conferenza

LATINA – Aspettavano l’appuntamento da un mese. L’attesa è terminata per Massimiliano Capoccia ed Angelo Marchetto, i portacolori dell’ASD Boxe Latina hanno raggiunto l’Hotel Della Torre a Trevi dove combatteranno per il titolo italiano Youth (dai 46 ai 91+ kg), in programma da oggi a domenica 23 novembre. Ad attenderli, prima agli avversari, visita medica, peso ufficiale e sorteggio che designerà 2 teste di serie, tra gli 8 pugili di ogni categoria. Alla vigilia raccogliamo le sensazioni dei due ragazzi, latinensi doc, prima della partenza. I due atleti di Latina sono tra i 7 atleti che rappresenteranno il Lazio alla kermesse nazionale, dove partecipano in totale 78 pugili. Per entrambi l’obiettivo è vedere coronato lo sforzo di ogni giorno: doppia seduta di allenamento, sveglia alle 8, dieta dello sportivo a tavola (pochi carboidrati – carne bianca – verdure), ritirata entro le 22 la sera. L’obiettivo futuro è invece è quello di entrare un giorno a fare parte dei gruppi sportivi, Esercito o Fiamme Oro: «Vedo nella loro giovane età – dice il tecnico Domenico Prezioso – l’entusiasmo di quando ho iniziato. Hanno i mezzi per fare strada, devono solo crederci».

CHI SONO

CAPOCCIA Massimiliano, 56 kg, 18 anni compiuti il 18 gennaio, ha iniziato a fare boxe nel 2013. Poco più di un anno per maturare una passione che gli ha fatto dimenticare il calcio (tifa Roma) ed il passato da calciatore nelle file dell’Agora Santa Rita. Guardia sinistra, 175 centimetri di altezza, ha come punto di riferimento il messicano Saul “Canelo” Alvarez. «Sul ring sei te e nessun altro – dice Massimiliano -, avverti i consigli all’angolo, ma puoi fare i conti solo con la tua forza e il valore dell’avversario. Riesco ad isolarmi persino dal pubblico, che mi sostiene. Trasformo l’incitamento dei tifosi in carica». I quarti di finale saranno il quinto incontro in carriera per Massimiliano Capoccia, che non cambierà tattica per l’occasione: «Studio chi ho di fronte, grande attenzione agli spostamenti e sarò pronto a colpire d’incontro».

MARCHETTO Angelo, 60 kg, ci prova per la seconda volta. Lo scorso anno a Cuneo ha combattuto da junior (56 kg) fermandosi ai quarti:« Ma – obietta – avevo davanti un pugile più esperto di me». E di esperienza ne ha fatta nel frattempo. Alle spalle 21 incontri, 13 vittorie, sempre con la solita tecnica:«Metto a segno i colpi e mi allontano». Tecnica sulla quale si è “adagiato” agli Interregionali di Spoleto, rischiando qualcosa nel finale: «Ero sicuro di aver vinto le prime due riprese e quindi ho gestito la terza meno concentrato. Alla fine ho vinto per 2-1, mi servirà da lezione». L’allungo, che Angelo si può permette con metro e 82 di altezza, potrebbe essere l’arma in più per un boxer tifoso dello statunitense Floyd Joy Mayweather e del cubano Lazaro Alvarez. Dopo due anni e mezzo di attività, Marchetto sa di giocarsi molto in un mondo che gli ha insegnato: «Disciplina e senso di responsabilità».

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Al Cisterna Volley arriva l’opposto “Amaranto” Martines Palacio

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CISTERNA – Miguel Ángel Martínez Palacios, 23 anni il prossimo ottobre, opposto colombiano di 202 centimetri, è il terzo nome nuovo del Cisterna Volley. Il primo colombiano nella storia del Cisterna Volley.  E’ nato a Carepa, nel dipartimento di Antioquia, a 16 anni ha lasciato la sua (piccola) città, per trasferirsi nella capitale dell’Antioquia, a Medellin dove si gioca una pallavolo di livello più alto. “Amaranto è il mio soprannome. Me lo hanno dato quando giocavo ancora al calcio, per la somiglianza col difensore colombiano Luis Amaranto Perea. Mi è piaciuto subito e dopo la prima volta non l’ho più abbandonato, per me ora è un portafortuna”, racconta lui che ama il numero 7 in omaggio a Cristiano Ronaldo.

“Le maggiori soddisfazioni però me le sono tolte con la Nazionale. Uno dei momenti più importanti della mia carriera è stato il Campionato Mondiale Under 19 del 2021 giocato in Iran. Quel torneo mi ha aperto le porte della pallavolo internazionale, da lì è partita la mia carriera professionistica. Ho concluso quel torneo come terzo miglior realizzatore, dietro a Alexander Nikolov e Ferre Reggers. Un altro traguardo importante è stata la vittoria dei Giochi Bolivariani con la Nazionale Colombiana Under 23. Inoltre, con la Nazionale maggiore abbiamo ottenuto il terzo posto nel torneo di qualificazione ai Giochi Panamericani. L’ultima grande esperienza in ordine di tempo l’ho vissuta con la Colombia al Mondiale nelle Filippine lo scorso anno”.

Ora Miguel Ángel Martínez Palacios, detto Amaranto si prepara per quella che considera la grande opportunità della carriera: “Il campionato italiano è il migliore del mondo e giocare in Italia è sempre stato il mio grande sogno. Adesso si sta avverando. Sarà la prima volta nel vostro Paese, non ci sono mai stato neanche in vacanza. Sarà un nuovo capitolo della mia vita, lo voglio affrontare al meglio. Ho iniziato a studiare la lingua perché è importante per inserirmi prima possibile nella realtà di Cisterna”.

L’opposto colombiano schiaccia a 368 centimetri e mura a 348. “Quando ho iniziato con la pallavolo facevo il centrale. Poi un allenatore ha voluto provarmi opposto convinto che in questo ruolo avrei potuto esprimermi meglio. E’ stata una scelta che mi ha cambiato la carriera. Cosa chiedo a un palleggiatore? Soprattutto una buona comunicazione. Penso sia fondamentale capirsi e che ci sia fiducia reciproca. In questo momento della mia carriera devo pensare a crescere e a migliorarmi come giocatore, svolgendo tutto con umiltà. Prima di arrivare a Cisterna sarò impegnato con la Nazionale colombiana: durante l’estate parteciperemo a quattro tornei, tra cui i Giochi Centroamericani nella Repubblica Dominicana e il torneo di qualificazione sudamericano, nel rispetto degli accordi presi col Cisterna Volley in fase di trattativa. Quando mi si è presentata l’opportunità di giocare nella SuperLega italiana non ho avuto dubbi, inoltre a Cisterna c’è un ottimo progetto e sono certo di trovare un ambiente ideale per continuare a crescere, con l’obiettivo di dare tutto per la squadra”.

 

 

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Volpe resta: confermato fino al 2028 l’allenatore del Latina Calcio 1932

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LATINA – Volpe resta. Il Latina Calcio 1932 comunica il rinnovo di contratto del responsabile tecnico fino al 2028. “Arrivato a stagione in corso, scrive la società,  il Mister ha saputo fin da subito leggere l’ambiente, capire il gruppo e imprimere alla squadra quella mentalità e quella compattezza che si sono rivelate decisive per il raggiungimento dei risultati sportivi. Ha saputo unire competenza e sensibilità, trasformando il calore della piazza di Latina in una risorsa fondamentale per il percorso della squadra. Questo rinnovo è un nuovo punto di partenza. Società, Direttore Sportivo e Mister condividono la stessa visione ed ambizione: continuare a crescere, stagione dopo stagione, senza accontentarsi mai. Il futuro è nerazzurro. E si costruisce insieme!”, si legge in una nota del Club.

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Luigi Condò resta al Latina Calcio 1932: contratto fino al 2029 per il Direttore Sportivo

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LATINA – Luigi Condò resta al Latina Calcio. La società sportiva ha rinnovato il contratto al Direttore Sportivo fino al 2029. “Una scelta di continuità e fiducia, che conferma la volontà  di costruire valore attraverso competenza, equilibrio e visione. La stagione appena conclusa ha portato con se risultati importanti, con il raggiungimento della salvezza ed una storica finale di Coppa Italia. Tali risultati sono stati ottenuti anche grazie alla coesione impressa dal Direttore Sportivo al gruppo squadra, il quale si è rivelato capace di affrontare con spirito e determinazione ogni momento dell’annata”, si legge in una nota del Club.

Il rinnovo rappresenta anche un segnale forte per tutto l’ambiente nerazzurro e in particolare per i tifosi: “Potranno guardare al futuro con ambizione e fiducia, consapevoli di poter contare su una figura di grande professionalità e capacità, centrale nel percorso di crescita del club –  prosegue la nota  – Una scelta per ribadire la propria volontà di consolidare un progetto serio e duraturo, nel segno dell’identità, dell’appartenenza e della voglia di continuare a far crescere il calcio a Latina”.

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