Mafia Capitale arriva anche a Latina: tre sequestri di immobili e perquisizioni a Cisterna e Sabotino

Indagati un consigliere di Cisterna Ambiente e un ex consigliere di Latina Ambiente

CARABINIERILATINA – È un «mondo di mezzo» quello dove opera «Mafia Capitale» , un luogo dove – scrivono i magistrati – «si compongono equilibri illeciti tra il ‘mondo di sopra, fatto di colletti bianchi, imprenditoria e istituzioni, e il ‘mondo di sotto, fatto di batterie di rapinatori, trafficanti di droga, gruppi che operano illecitamente con l’uso delle armi» E’ questo il cuore dell’inchiesta scattata martedì a Roma e che ha avuto ripercussioni anche in provincia di Latina. Trentasette arresti, 100 indagati, sequestri di beni per un valore di 200 milioni di euro.

SEQUESTRI PONTINI –  Tre i sequestri della Finanza nel territorio pontino, si tratta di una villa sul lungomare di Sabaudia e di un terreno a San Felice Circeo in uso a Riccardo Mancini. Sequestrati anche a Cisterna, una stazione di servizio con distributore di benzina e una abitazione riconducibile a un altro degli arrestati. Perquisizioni sono state eseguite dai carabinieri nella zona di Borgo Sabotino. Tra gli indagati si sono tre pontini.

PERQUISIZIONI  – Perquisizioni sono state effettuate dai carabinieri a Cisterna e a Borgo Sabotino mentre figurano nella lunga lista di indagati Salvatore Forlenza consigliere della Cisterna Ambiente e Gian Mario Barruchello ingegnere esperto di discariche e già consigliere di Latina Ambiente.

Perquisizioni sono state compiute anche nella sede della Regione Lazio oltre che in Campidoglio. I carabinieri del Ros hanno acquisito documenti presso gli uffici della Presidenza dell’Assemblea Capitolina e presso alcune commissioni della Regione Lazio.

Al centro dell’indagine del Ros, un sodalizio da anni radicato nella Capitale facente capo a Massimo Carminati, con infiltrazioni “diffuse” nel tessuto imprenditoriale politico e istituzionale. L’ex ad dell’Ente Eur, Riccardo Mancini, e l’ex amministratore di Ama, Franco Panzironi, rappresentano “pubblici ufficiali a libro paga che forniscono all’organizzazione uno stabile contributo per l’aggiudicazione degli appalti”. Così i pm romani nel capo di imputazione che li riguarda. Gli inquirenti hanno documentato un sistema corruttivo finalizzato all’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici dal Comune di Roma e dalle aziende municipalizzate, con interessi anche nella gestione dei centri di accoglienza per gli immigrati.

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