La Commissione Antimafia a Latina: “Qui importanti inchieste su legami tra politica e malaffare”

La Bindi dalla Aielli in Tribunale, poi al Grassi con gli studenti: "Non spegnete l'indignazione"

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LATINA – La giornata della commissione parlamentare antimafia a Latina in Prefettura che si è svolta ieri è servita “soprattutto a renderci conto di quanto è accaduto in passato e di quello che sta accadendo in queste settimane in questo territorio”. Lo ha detto il senatore grillino Luigi Gaetti, membro della commissione guidata da Rosi Bindi aggiungendo che l’organo parlamentare ha cercato di cogliere eventuali collegamenti con quello che è stato portato alla luce dalle inchieste romane.
“La mafia qui ha indossato da tempo i colletti bianchi”. La frase è stata pronunciata alla fine della Commissione dall’onorevole siciliano cinquestelle Francesco D’Uva e riassume un aspetto inquietante di quello che sta accadendo sul territorio.
La commissione della quale fa parte anche il senatore di Fi Claudio Fazzone ha preso atto che ci sono diverse inchieste in corso sui legami tra la politica e il malaffare che potrebbero portare presto a sviluppi importanti.

A SCUOLA – La mafia ha cambiato pelle, la mafia uccide meno perché spesso non è disturbata. La criminalità organizzata si nutre con il traffico di droga, di rifiuti, con la prostituzione e con questi soldi entra nell’economia “legale”. Un quadro inquietante emerge dalle parole del presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Rosy Bindi, oggi nell’incontro con gli studenti pontini nell’auditorium del liceo scientifico G.B. Grassi.

IN TRIBUNALE – Ha voluto incontrare personalmente il giudice Lucia Aielli, bersaglio nei giorni scorsi di una insidiosa intimidazione. Questa mattina poco prima delle 11 il presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi si è presentata in Tribunale a Latina dove il magistrato era impegnato in udienza e durante una pausa di un processo ha voluto mostrare tutta la sua vicinanza e la sua solidarietà al giudice  per le minacce ricevute, sia con l’affissione di cinque manifesti che annunciavano la sua morte che  per un falso allarme bomba quando uno sconosciuto ha telefonato in Tribunale ha annunciato la presenza di una bomba. <Mi ha mostrato molta vicinanza>, ha detto il giudice prima di essere ricevuto in Prefettura.

IN PREFETTURA  – Alle 11 ha avuto inizio la seduta della Commissione in Prefettura. L’audizione, cominciata con le relazioni dei  vertici delle forze dell’ordine  è servita “soprattutto a renderci conto di quanto è accaduto in passato e di quello che sta accadendo in queste settimane in questo territorio”. Lo ha detto il senatore grillino Luigi Gaetti, membro della commissione guidata da Rosi Bindi, aggiungendo che l’organo parlamentare ha cercato di cogliere eventuali collegamenti con l’inchiesta Mafia Capitale. Nel corso della pomeriggio sono stati ascoltati i vertici del Tribunale e della Procura e il giudice di Latina Lucia Aielli, destinataria nel mesi di novembre di una sinistra minaccia e ora sotto scorta. La commissione della quale fa parte anche il senatore di Fi Claudio Fazzone ha preso atto che ci sono diverse inchieste in corso sui legami tra la politica e il malaffare che potrebbero portare presto a sviluppi importanti.

AL GRASSI – Tantissimi ragazzi e cittadini hanno preso parte all’incontro organizzato dall’osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, in collaborazione con Libera in occasione dell’audizione della Commissione Parlamentare Antimafia in Prefettura. Tutti presenti per ribadire la solidarietà al giudice Aielli  e per confermare l’impegno contro tutte le mafie.

“Ce la possiamo fare da soli?” è questa la domanda posta dagli studenti ai rappresentanti istituzionali.

“Dobbiamo trovare una risposta a questa domanda – ha detto Rosy Bindi – una domanda che, dopo i fatti di Roma, va rivolta soprattutto al mondo della politica. Dobbiamo affrontare in maniera sistemica il problema, si deve riprendere in mano il tema delle pene ad esempio, il falso in bilancio deve tornare ad essere un reato. I mafiosi arrivano quando la politica è debole, al posto del vuoto lasciato dalle istituzioni”.

Parole dure quelle della Bindi “se volete rinnovare veramente la politica – si rivolge ai ragazzi in aula – dovete chiamare per nome e congnome i responsabili delle connivenze. Non tutti i politici sono uguali, non tutti ricevono avvisi di garanzia. Ricordatevi – continua- che noi siamo il paese delle mafie ma anche il paese delle anti-mafie”, ricordando poliziotti, magistrati e il politico e sindacalista Pio La Torre, ucciso dalla mafia, proprio perché chiamava per nome le cosche mafiose e i politici coinvolti.

“Ma soprattutto – conclude la presidente della Commissione Parlamentare Antimafia – non dobbiamo spegnere questa indignazione”.

ASCOLTA ROSY BINDI al microfono di Anna Maria De Blasio:

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“Il tema della legalità è un tema fondamentale forse il più importante del vivere civile – ha affermato l’avvocato Alessandro Aielli, fratello del magistrato minacciato – lo dimostra questo meeting della Regione Lazio sul tema della legalità. Bisogna proseguire su questa strada – ha detto Aielli – la mafia si vince sul piano della cultura e dell’istruzione. Una lotta che si vince – rivolgendosi ai ragazzi – con il vostro impegno”.

“Possiamo farcela a uccidere questo cancro che uccide la città” ha commentato il presidente Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione, Gianpiero Cioffredi.

Forte l’impegno dimostrato dagli studenti, dopo la manifestazione dello scorso 28 novembre, che non intendono fermare le proprie azioni di contrasto e lotta alla criminalità organizzata.

Ascolta i rappresentanti del Liceo Grassi, Valeria Campagna e Marco Fino e il presidente del Comitato studentesco del Liceo classico Alighieri Claudio Buongiorno:

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Erano presenti anche Catello Pandolfi, Presidente del Tribunale di Latina, Antonio D’Acunto, Prefetto di Latina e Fabrizio Marras, responsabile provinciale di Latina dell’Osservatorio.

Le foto e le interviste sono realizzate da Anna Maria De Blasio.

mafia - libera - grassi

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