iniziativa della scuola volta di latina

Gli anni del nazismo nei ricordi di Enzo Veronese, per non dimenticare

L'avvocato di Latina racconta agli studenti la sua Resistenza fatta di storie e di fughe rocambolesche: "Ma non sono favole"

enzo veroneseLATINA – Le lacrime affiorano negli occhi di Enzo Veronese quando nell’auditorium dell’Istituto Comprensivo Alessandro Volta, Sofia Corradetti intona con voce sorprendente Lili Marleen, la celebre canzone tedesca che lo salvò da morte certa quando aveva più o meno la stessa età della studentessa che gli siede di fronte.
“Con la mia famiglia nascondevamo in soffitta da alcune settimane due ebrei fuggiti da un campo di concentramento, David e Samuele, avevamo paura che ci scoprissero e di finire deportati anche noi – racconta – Ma un giorno successe quello che speravamo non accadesse mai: quattro tedeschi bussarono alla nostra porta, la sfondarono e fecero irruzione in casa cominciando a cercare in tutte le stanze. Non so come, ebbi l’istinto di sedermi al pianoforte e di intonare canzoni famose dell’epoca. Fu la salvezza: i soldati delle SS mi chiesero di suonare per loro Lili Marleen e io lo feci. Poi, se ne andarono”.

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I capelli bianchi e l’età  – che  confessa essere molto vicina a quella del Presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano –  non gli impediscono di ripercorrere con precisione e lucidità gli anni drammatici vissuti tra il ’38 e il ’45, e la sua Resistenza.”Sembra una favola, ma non lo è”, chiosa quando racconta di essere più e più volte miracolosamente scampato ad eventi che avrebbero potuto avere un esito tragico.

Sofia Corradetti,

Sofia Corradetti,

Quello di Lili Marleen è solo uno degli episodi di una narrazione intensa, ascoltata in un silenzio assoluto dai ragazzi nell’ambito di un progetto realizzato dalla scuola media di Latina guidata dalla dirigente Claudia Rossi, in occasione della Giornata della Memoria, un percorso  curato dalla docente di lettere Gabriella Magazzeni, con la collaborazione delle insegnanti del Dipartimento di musica (Patrizia Pomilia, Rita Bove, Vittoria Cardarello e Carla De Davids) che hanno preparato l’esecuzione canora della Corradetti e l’esibizione dei flauti della scuola, bravissimi nell’interpretazione de La vita è bella di Piovani. Sono Ricordi che si mescolano a Poesie, Canzoni, Inni, Pensieri nel libro Miscellaneatre che Veronese ha pubblicato e da cui ha preso le mosse l’incontro con gli studenti.
Un doloroso viaggio indietro nel tempo che parte da un treno blindato carico di deportati stipati come bestie, in arrivo alla stazione di Verona, e da quel grido che lo accompagna: “Acqua! Acqua!”
I racconti dell’ avvocato di Latina, figlio di pionieri, per lungo tempo insegnante di diritto al Vittorio Veneto, ripercorrono gli anni della Seconda Guerra Mondiale con gli occhi del ragazzo che fu: prima a Littoria, fra mille peripezie e la fame, poi nel Polesine dove si unì alla Resistenza offrendosi di fare la corvè. E ancora in Veneto, quando si salvò da un rastrellamento rimanendo nascosto nel campanile di una chiesa di paese grazie alla prontezza di un coraggioso parroco. Poi la mente torna nuovamente a Littoria, ai giorni dello Sbarco di Anzio quando riuscì a gettarsi dal camion militare che lo trasportava al fronte, dopo essere incappato in un rastrellamento, destinazione massacro: “Non potevo accettare che mi portassero via, decisi di saltare giù da quel camion e mi misi a correre con tutte le mie forze. L’ufficiale di guardia imbracciò il mitra e mi sparò, ma grazie ad una provvidenziale scivolata sull’erba bagnata, sentii i proiettili passare sopra la mia testa senza colpirmi”.veronese 2

Sembra un romanzo, ma non lo è. E’ storia. Per questo va raccontata a ragazzi (e adulti) e tenuta a mente: perché non accada mai più.

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