ambiente

Latina come la Terra dei Fuochi? L’inquinamento della falda è una storia da divulgare

Pesci deformi nel Mascarello, dati nascosti dagli Enti. Il ricercatore Macali: "Svolgiamo un'indagine seria"

centrale 5LATINA – L’inquinamento della falda acquifera emerso con l’ordinanza comunale che vieta l’utilizzo dell’acqua dei pozzi per un chilometro intorno alla ex centrale nucleare di Borgo Sabotino non è cosa solo di oggi. L’ultima relazione congiunta di Ispra e Arpa relativa ai campionamenti eseguiti tra il 2009 e il 2013 rileva il superamento frequente delle concentrazioni  di varie sostante tossiche tra cui anche il cloruro di vinile trovato oggi in limiti da livello di guardia.

cefalo deforme

Uno dei cefali la cui struttura scheletrica è risultata deforme (foto Macali)

I PESCI DEFORMI – Torna alla mente uno studio compiuto alcuni anni fa dal biologo marino di Latina Armando Macali mentre era studente all’università di Roma 3. Macali, che oggi è dottorando all’Università della Tuscia ed è considerato un esperto di ecosistemi marini, tanto da essere stato scelto per la XXXI Spedizione Italiana in Antartide, già dieci anni fa aveva osservato che qualcosa di molto preoccupante stava accadendo a casa nostra. Nel fosso Mascerello trovò pesci con la struttura scheletrica deforme che li faceva apparire “corti”, “tozzi”. I pescatori li chiamavano panzerotti, ma in realtà erano esseri su cui qualche agente esterno aveva prodotto effetti spaventosi. Oggi, varrebbe la pena andare a pesca, non certo per sport, ma per procurarsi “marcatori biologici”.

UNA NUOVA TERRA DEI FUOCHI? – “La situazione emersa non è nuova, ma è indispensabile oggi fare un’analisi seria e capire da dove venga l’inquinamento. Sarebbe molto interessante poter attivare un programma di monitoraggio strutturato per anelli concentrici tra la ex centrale nucleare e la discarica di Borgo Montello e capire quale sia la sorgente di rilascio – spiega Macali che con l’Università della Tuscia ha svolto monitoraggi ambientali sulla centrale di Torrevaldaliga e sul Lago di Vico – Il miglior approccio sarebbe  utilizzare gli stessi organismi biologici (anche pesci) come metrica per valutare il livello di inquinanti; contemporaneamente fare analisi chimiche per valutare nel momento e nello spazio la presenza di contaminanti e svolgere poi analisi sul danno genetico che è una testimonianza storica di esposizioni prolungate nel tempo. E’ importante per la salute di tutti soprattutto quella dei bambini e per gli effetti sulle generazioni future. E’ un argomento delicatissimo, penso sia prioritario occuparsene”.

 

Clicca per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

In Alto