la buona scuola

Un musical come terapia per una classe turbolenta

Il progetto dell'Istituto comprensivo Volta è andato in scena al Ponchielli

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LATINA – Una classe troppo vivace, una storia (West side story) di ragazzi newyorkesi borderline, e tanta musica terapeutica. Sono gli ingredienti dello spettacolo andato in scena martedì 7 giugno al teatro Ponchielli di Latina come lavoro conclusivo di un progetto tagliato su misura per la 3° L della scuola Volta. Una classe difficile da gestire.

“Questo progetto mira ad esaltare il potere della musica e la sua forza capace di coinvolgere ed aggregare soprattutto i giovani, aiutandoli a superare i momenti difficili e a trovare fiducia in se stessi, combattendo quella noia che in molti casi ne attanaglia l’animo”, ha spiegato in apertura di serata la professoressa Maria Carmen Cogliandolo che ha curato l’allestimento del musical in collaborazione con la collega Rita Bove e con Monica Avallone che ha preparato il coro.

I ragazzi, in un percorso durato alcuni mesi,  hanno allestito la loro versione del musical West Side Story, considerato il grande capolavoro del teatro musicale americano. “La nostra rappresentazione attualizza la vicenda soprattutto dal punto di vista stilistico, linguistico, coreografico e musicale – hanno spiegato – Di nostra produzione è anche la scenografia, e una nostra compagna, Beatrice Javier, ha disegnato la locandina e gli inviti. Abbiamo voluto lanciare un chiaro messaggio: la violenza e la vendetta, anziché risolvere i problemi, li aggravano e dal male può nascere soltanto altro male. Solamente l’amore, inteso anche come amicizia, perdono, rispetto per gli altri, potrà permetterci di costruire un mondo di pace”.

“Abbiamo assistito a piccoli miracoli – aggiungono le insegnanti – come cedere la parte da protagonista ad un compagno; o riconoscere i propri errori ed avere il coraggio di chiedere scusa alla Preside, agli insegnanti, ai compagni. Ci sono amicizie perse da molto tempo che si sono ritrovate con la scusa di acquistare insieme un vestito per il musical”.

Lo spettacolo si è aperto sulle note di un rap che è protesta, preghiera e speranza; mentre nella seconda parte è stato eseguito un brano ispirato al film “Intelligenza artificiale” la cui parte strumentale è stata scritta dalla professoressa di musica. E i “cattivi ragazzi” della scuola, sul palco sono apparsi trasformati, bravissimi nei loro ruoli.

“Questo progetto – spiega ancora Maria Carmen Cogliandolo – ha voluto coinvolgere la classe 3° L proprio perché considerata una classe difficile. Abbiamo messo in campo le risorse della scuola, un’ardua impresa, una vera e propria sfida. Dopo lo spettacolo però l’enorme soddisfazione e le forti emozioni che ci hanno regalato i ragazzi ci hanno ripagato di tutto lo sforzo fatto”.

Al termine della serata  è stato proiettato anche il video del backstage, con le scene più autentiche, quelle in cui i ragazzi ballano, cantano, provano: “Si sono divertiti come pazzi”, assicura la Cogliandolo.

Questo è il potere della musica. E della scuola.

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