di e con Angela Iantosca

Siamo come le tre scimmiette

Sanremo e alcune prime pagine

Nei giorni passati, a parte il festival di Sanremo, sono successe alcune cose vergognose (non intendo che il festival sia stato o sia vergognoso, per carità!).
Ma credo ci siano comportamenti che sono indifendibili e che non dovremmo sentirci obbligati a “sostenere” solo perché le persone che hanno “commesso il fatto” appartengono alla nostra stessa categoria…

Se un poliziotto violenta un uomo o lo picchia o l’uccide (e non per legittima difesa, ma come attacco gratuito, sessista o razziale) tutti dovrebbero schierarsi contro quell’azione compiuta da un uomo che tale non può essere definito. E non, invece, pensare di difenderlo perché appartenente al corpo di cui noi facciamo parte. E lo stesso dovremmo farlo con i giornali e i giornalisti.
Pochi giorni fa una prima pagina di un giornale nazionale avrebbe meritato una condanna da parte di tutti. Nessuno escluso. Perché, al di là dello stupore del direttore di fronte all’indignazione generale, si trattava di una pagina sessista e volgare. Quindi naturale sarebbe dovuta essere la condanna anche da parte di quella parte della politica che rappresenta quel giornale (forse il fatto che non si sia schierata contro fa capire perché siamo al 77° posto nella libertà di stampa)…
Credo sia infantile e riduttivo assolvere qualcuno perché altri hanno commesso la stessa nefandezza senza incorrere nella condanna pubblica!
Ma, come sempre, sopraffatti dalle tante notizie che ci arrivano addosso, dai guai romani, ed ora dalla querelle sulla canzone di Fiorella Mannoia (è plagio, non è plagio di una canzone di Bravi) ce ne dimentichiamo e alziamo le spalle troppo presto e andiamo avanti con quell’orientalis karma grazie al quale balleremo fino alla prossima estate e oltre… continuando a coprire occhi, orecchie e bocca come fanno le tre scimmiette e forse anche lo scimmione di Francesco Gabbani (che forse anche lui è un plagio)…

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