con Elisa Cerocchi e Mirela Vedeva

Sermoneta in festa per il contrabbassista Franco Petracchi

Il Borgo festeggia i 40 anni di presenza al festival e gli 80 anni dell'istrionico Maestro

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SERMONETA – Quella di oggi sarà una serata speciale al Festival Pontino di Musica, e speriamo che la pioggia non rovini la festa che l’intero borgo medievale ha preparato da tempo con sorprese di ogni genere per il grande contrabbassista italiano, Franco Petracchi. Lunedì 23 luglio (alle 21) si festeggiano i 40 anni di presenza a Sermoneta dell’istrionico artista, divenuto cittadino onorario e arrivato agli 80 anni. Si festeggia tutto.

In ogni angolo il borgo si animerà di musica – di ogni genere e per tutti i gusti – eseguita dagli allievi dei Corsi di interpretazione musicale, insieme ai loro docenti. Ci sarà un quartetto e qualcos’altro che è ancora riservato per mantenere un po’ della sorpresa. “E’ il ringraziamento di tutti i cittadini di Sermoneta e degli amici del Campus Internazionale di Musica di Latina al contrabbassista Franco Petracchi, anima e promotore per decenni dei concerti del Festival e dei Corsi musicali, grande sostenitore di giovani talenti – dice la presidente del Campus Elisa Cerocchi, che ha raccolto l’eredità di suo padre Riccardo e ora guida la Fondazione musicale – Un poeta ha scritto una poesia per il maestro, ci saranno un gelato al gusto Petracchi, un cocktail dedicato al contrabbasso e….”.

A Buongiorno Festival oggi,  Elisa Cerocchi e la maestra Mirela Vedeva che ha curato la parte musicale dei festeggiamenti.

UN PO’ DI STORIA – Era  il 1978 quando Franco Petracchi arrivò per la prima volta a Sermoneta come docente e come interprete in un concerto curato da Fedele D’Amico che già allora lo definì «il più grande contrabbassista di tutti i tempi». Da quel giorno Petracchi non ha mai mancato un’edizione e ha diretto i Corsi di Sermoneta per molti anni, con passione, fermamente convinto del valore estetico e civile della musica. Il suo legame con la città, che gli ha dato anche la cittadinanza onoraria, è stato profondo: ha incessantemente favorito l’incontro tra i musicisti e i sermonetani portando la musica nei rioni, nelle vie, nelle piazze, nel belvedere; ha inventato le serenate itineranti portando il pubblico tra i luoghi più belli del borgo. E a Petracchi si deve l’iniziativa che portò gli Accademici di Santa Cecilia a proporre a Giorgio Napolitano di conferirgli il Premio Presidente della Repubblica per la Musica, cosa che avvenne nel 2011. Di quel debutto al Pontino di quarant’anni fa, si conserva una bella testimonianza  di Riccardo Cerocchi, che nel suo volume Il vassallo della musica (2003, LIM) così ricorda: «Petracchi, che era sul palco nell’attesa di eseguire il pezzo per contrabbasso e pianoforte, non si aspettava quel peana da dio olimpico che gli fece D’Amico (…). Fu divertente vederlo, imbarazzato, contorcersi intorno allo strumento, girargli intorno, guardare da vicino le corde come per capire cosa fossero, ruotare lo strumento su se stesso, alzare l’archetto come per dire “sentite chi sono”, atteggiarsi ad espressioni le più buffe, dalla smorfia ironica al sorriso stereotipato». E chi lo conosce sa che la cronaca divertita dell’Architetto è abbastanza fedele alla realtà!

 

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