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Taglio al bando delle periferie, la battaglia di Italia in Comune

La conferenza "Giù le mani dalle città" è stata convocata per lunedì alla Camera

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LATINA –  Si terrà lunedì prossimo una conferenza stampa dal titolo “Giù le mani dalle Città” presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati per dire “No” al taglio delle risorse per le periferie. Interverranno Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma e presidente di Italia in Comune, Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri e coordinatore nazionale di Itc, Damiano Coletta, sindaco di Latina e vice presidente di Itc. Interverranno con loro anche i deputati Alessandro Fusacchia, Segretario di Movimenta e Serse Soverini di Area Civica.

“Dopo anni di politiche lacrime e sangue nei confronti delle città il governo del cambiamento vuole mettere a segno un altro delitto perfetto andando a bloccare risorse per le periferie destinate a 120 fra Comuni e Città Metropolitane. Italia in Comune è pronta a fare la sua parte per bloccare la scure calata da questo Governo sulle città che sono il primo referente dei cittadini”, si legge nella nota di Italia in Comune.

A pochi giorni dalla ripresa dei lavori parlamentari il partito dei sindaci nato lo scorso 3 dicembre, convoca una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per annunciare le iniziative programmate per bloccare lo “scellerato” tentativo del governo Lega-stellato di mettere di nuovo le mani sui Comuni. Il taglio dei fondi al bando periferie consiste nello stralcio di tante opere con un grande valore dal punto di vista sociale: piazze, parchi, marciapiedi ma anche biblioteche e altri luoghi di rilevante interesse culturale. Per la prima volta nella storia di questo Paese si fa un investimento straordinario per intervenire nelle periferie e poi, con un tentativo furtivo e maldestro, il Governo propone un emendamento che taglia 1 miliardo e 600 milioni di euro destinati a interventi nei luoghi del degrado economico e sociale, in quartieri che sono stati costruiti negli anni per dare una risposta all’emergenza abitativa in cui però non sono stati realizzati né i servizi né gli spazi per la socializzazione e lo sviluppo culturale.

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