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Nota alla provincia e all'Usp

Latina, fusione Classico-Vittorio Veneto: i prof dicono “no”

Dal tecnico commerciale le ragioni per cui l'accorpamento non è cosa utile

LATINA – I docenti dell’istituto tecnico-commerciale Vittorio Veneto dicono “no” all’accorpamento. In una nota inviata prima alla Provincia e agli Uffici scolastici provinciale e regionale, e in queste ore anche ai media, si enunciano le molte ragioni per le quali la fusione tra le due scuole (a questo punto non solo amministrativa, ma organica) uscita dal consiglio d’istituto del Liceo Classico Dante Alighieri meno di una settimana fa, non è la soluzione giusta.

“Allo stato attuale la questione del dimensionamento è stata discussa solo genericamente e frettolosamente durante un Collegio docenti dal quale è comunque emersa la contrarietà dei docenti alla fusione per diversi motivi – spiegano i prof  – Non riusciamo a comprendere quali possano essere i criteri di armonizzazione delle esigenze didattiche, educative e di formazione specifica da applicare tra due istituti profondamente diversi; in particolare il nostro istituto si caratterizza per un’offerta formativa curvata verso le esigenze del tessuto economico del territorio, il venir meno della nostra specificità implica l’impossibilità di fornire alle imprese le professionalità da loro richieste; il nostro istituto, che è ormai un punto di riferimento anche per l’istruzione degli adulti e per l’alfabetizzazione degli stranieri, nonostante abbia perso l’autonomia soprattutto a causa del trasferimento forzato presso l’ex istituto Sani ubicato in zona disagiata, sta registrando nell’ultimo periodo un trend positivo di iscrizioni dato che il numero complessivo degli iscritti è attualmente poco al di sotto dei 600 alunni. Infine, non comprendiamo perché, nonostante sia espressamente previsto dalle linee guida sul dimensionamento scolastico della Regione Lazio, non si sia mai nemmeno tentato di attivare un polo di percorsi di studio omogenei nel settore tecnico economico che andrebbe a migliorare la situazione di alcune istituzioni scolastiche fortemente sovradimensionate e che consentirebbe di razionalizzare l’offerta formativa territoriale”.

Anche al Classico, il malumore tra studenti e docenti è alle stelle, ma allora a chi piace questa fusione? Il corpo insegnante del Vittorio Veneto chiede che “venga seriamente aperto un tavolo di discussione a cui possano partecipare tutti i soggetti coinvolti in modo da poter addivenire a decisioni condivise così come stabilito dalla normativa in materia”.

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