dove asl e università lavorano insieme

Allarme rosso per il Centro di Neuropsichiatria infantile di Priverno: “Rischia di sparire”

Appello alla Regione Lazio mentre parte il corso di laurea per Terapisti dell'età evolutiva

PRIVERNO – A Priverno, in una struttura della Asl che è diventata punto di riferimento per tanti genitori e bambini affetti da disturbi che richiedono spesso lunghi processi di diagnosi, cura e riabilitazione, la Sapienza forma terapisti  della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva . Nei giorni scorsi è stato inaugurato il nuovo anno accademico, un’occasione per lanciare un grido d’allarme. Il problema infatti è che proprio quel centro rischia ora di sparire. O peggio, di vedere dispersi i saperi accumulati nel corso di anni di esperienza vissuti a contatto diretto con il territorio, da ospedalieri e universitari che hanno lavorato in sinergia, riuscendo a mettere insieme competenze ed energie che ne hanno fatto un faro.

L’allarme è stato lanciato dal neuropsichiatra infantile e  Capo Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile della Asl di Latina, Sandro Bartolomeo alla presenza dei colleghi universitari della Sapienza: “La carenza di risorse sta comprimendo sempre di più l’organizzazione dei servizi e gli addetti si riducono sempre di più, il ricambio generazionale non sta avvenendo, quindi  la peculiarità di questo gruppo, che è una peculiarità di formazione comune e di competenze, rischia di disperdersi completamente. E quando saremo in grado di sostituirli, sarà un’altra cosa, ci sarà una cesura che pagheremo caramente. La seconda questione riguarda la scarsa comprensione che si ha dei problemi della neuropsichiatria infantile in generale – aggiunge Bartolomeo – Per questo c’è una sollecitazione alla Regione Lazio perché su questi temi emergenziali si faccia qualcosa di positivo, altrimenti è in discussione tutto il sistema di supporto all’infanzia disagiata”.

Una situazione pesante, che ha dirette ripercussioni sull’utenza. Gli addetti della  neuropsichiatria infantile nella Asl di Latina si sono dimezzati nel corso degli anni e in alcune zone, come nel sud della provincia, sono azzerati: “In alcune aree non siamo più in grado di dare alcuna risposta, siamo in uno stato di totale abbandono. Se un ragazzino muore in ospedale dopo un intervento chirurgico, i giornali fanno titoloni, ma se un bambino con un disagio importante non viene seguito, nessuno dice nulla. Poi però sarà un adulto problematico, un adulto infelice, un adulto psichiatrico e nessuno coglie il nesso tra la mancanza di intervento e quello che è accaduto. Questo è un fatto di una gravità inaudita”.

ASCOLTA IL NEUROPSICHIATRA INFANTILE SANDRO BARTOLOMEO

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5 Commenti

5 Commenti

  1. Francesca Matta

    Francesca Matta

    11 Novembre 2018 alle 9:22

    Ilaria Facondo

  2. Alessandro Ciolfi

    Alessandro Ciolfi

    11 Novembre 2018 alle 9:48

    I nostri bimbi con disabilita’ sono cittadini di serie B ?

  3. Monica Corridori

    Monica Corridori

    11 Novembre 2018 alle 9:54

    Gravissimo! Un disastro!

  4. Floriana Ziroli

    Floriana Ziroli

    11 Novembre 2018 alle 12:08

    Anche al campus bio medico sta in chiusura…. Fanno tutti schifo fanno. I tagli sulla salute dei nostri figli… Bravi continuate cosi

  5. Marina Aramini

    Marina Aramini

    11 Novembre 2018 alle 16:39

    Assurdo! Ma questi poveri bambinetti non possono essere cittadini invisibili!!!

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