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Liste d’attesa in sanità, i 12 punti per eliminarle secondo la Regione Lazio

Approvato all'unanimità il documento per la risoluzione del problema

LATINA – Le liste d’attesa in sanità potrebbero vedere presto una soluzione, è stato infatti approvato oggi all’unanimità un provvedimento per una risoluzione sulla riduzione delle liste d’attesa nel Lazio. A renderlo noto è Giuseppe Simeone, consigliere di FI e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, area socio integrativa e welfare della Regione Lazio. “Il documento – afferma Simeone – impegna la Regione Lazio ad adottare le opportune iniziative finalizzate a garantire ai cittadini un nuovo piano regionale per il governo delle liste d’attesa, ma soprattutto a porre in essere ogni azione tesa all’abbattimento dei tempi, al fine di garantire un libero, uniforme e democratico accesso alle prestazioni sanitarie. Abbiamo focalizzato l’attenzione su alcuni punti fondamentali: 1) definire il fabbisogno sanitario rafforzando il ruolo delle Asl; 2) concretizzare la presa in carico dei pazienti cronici; 3) l’apertura delle strutture nelle ore serali e durante il fine settimana; 4) l’ottimizzazione e l’utilizzo delle grandi apparecchiature di diagnostica per immagini per almeno l’80% della loro capacità; 5) l’attivazione di ‘percorsi di tutela’ per i primi accessi, quando si superano i tempi massimi a livello istituzionale, presso un erogatore privato accreditato, per il rispetto dei tempi della classe di priorità; 6) l’attivazione di prestazioni aggiuntive in libera professione per quelle prestazioni risultati critiche per i tempi di attesa; 7) l’informazione e la comunicazione al cittadino per la modalità di accesso alla prenotazione; 8) prevedere l’adozione di strumenti trasparenti e condivisi per il recupero della quota di compartecipazione nei casi di prestazione non eseguita e non disdetta; 9) attivare l’organismo paritetico regionale per la verifica dello svolgimento dell’attività libero professionale; 10) l’obbligo per ogni prescrizione, da parte di tutti i medici, di indicare se trattasi di ‘primo accesso’ o ‘accesso successivo’, delle classi di priorità e del quesito diagnostico; 11) la gestione trasparente delle agende, mediante la visibilità al Recup; 12) attivare procedure condivise per il blocco dell’attività libero professionale al superamento del rapporto con quella istituzionale. Non meno importante è la richiesta di prevedere l’adozione di sistemi di prioritarizzazione; la separazione dei canali per le diverse tipologie di accesso; la gestione trasparente e la totale visibilità dei sistemi informativi aziendali e regionali delle agende digitali; la programmazione dell’offerta attraverso la definizione del fabbisogno di prestazioni specialistiche; l’estensione alle strutture private accreditate di eventuali prestazioni di specialistica ambulatoriale che risultassero particolarmente critiche rispetto ai tempi di attesa previsti dal Pngla; l’utilizzo e l’implementazione dello strumento della cooperazione applicativa trai medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta con i sistemi informatici regionali; la previsione di nuovi protocolli ovvero rinnovare quelli esistenti tra Regione e Policlinici Universitari; la definizione dei criteri generali per individuare gli ambiti territoriali di garanzia per le prestazioni di primo accesso; la definizione di interventi regolatori nei confronti delle aziende in merito alle attività di libera professione intramoenia. I piani straordinari varati in questi anni non hanno prodotto gli effetti sperati ed è necessario un cambio di rotta. Ci si deve rendere conto del disagio che i ritardi dei tempi di attesa creano soprattutto a persone anziane, magari non autosufficienti, e alle loro famiglie costrette a viaggi della speranza solo per avere ciò di cui hanno diritto. Una sanità che funziona è una sanità capace di rispondere alle esigenze dei cittadini con immediatezza e rapidità. Una amministrazione efficiente funziona se è in grado di organizzare i servizi rendendoli vicini ai cittadini e non irraggiungibili. L’auspicio è che il presidente Zingaretti colga al volo questa richiesta unanime della commissione e vari un piano ad hoc finalmente efficiente”.

1 Commento

1 Commento

  1. Giuliano

    26 Marzo 2019 alle 0:15

    L’idea di completare gli organici dei medici (radiologi per esempio) non sfiora nessuno. O si pensa che il sabato e la domenica o la sera le apparecchiature (tac ecografia e risonanze magnetiche) funzionino da sole!!!!!

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