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CRONACA

Cisterna, si cala dalla finestra per sfuggire al marito che la picchia, lui la morde: arrestato un 49enne

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CISTERNA – Deve aver pensato: “Scappo prima che mi ammazzi”. Una donna si è calata dalla finestra del suo appartamento grazie all’aiuto di una vicina, per sfuggire al marito che l’aveva segregata in casa per impedirle di andarsene con i tre figli piccoli. E’ accaduto a Cisterna dove la squadra volante del commissariato ha posto fine ad anni di violenze e maltrattamenti nei confronti di una 39 enne  da parte del marito, un pluripregiudicato di 49 anni disoccupato.

Quando l’uomo ha appreso che la moglie voleva lasciarlo e trasferirsi in un’altra abitazione, sotto l’effetto di stupefacenti ha devastato letteralmente la casa familiare cercando di impedire alla compagna di uscire e di telefonare. Lei non si è persa d’animo e forse spaventata anche dai numerosi episodi di cronaca che hanno funestato Cisterna negli ultimi tempi, ha deciso di fuggire. Quando lui se n’è accorto l’ha picchiata e le ha morso una spalla nel tentativo di fermarla. A salvare mamma e figli che giocavano in cortile, sono stati i poliziotti che, chiamati dai vicini, hanno arrestato il violento.

Circa sei  mesi fa, anche se in assenza di formali denunce, era stato proprio il commissariato a segnalare i numerosi interventi richiesti negli anni per i litigi della coppia. ” Di fronte a un quadro domestico caratterizzato letteralmente da una devastazione materiale e morale è stato informato il Tribunale dei Minorenni a tutela dei figli della coppia – spiegano dalla Questura – e un centro specializzato nel supporto e protezione di donne maltrattate  di Latina dove la donna dopo le visite specialistiche in ospedale è stata accompagnata”.

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7 Comments

7 Comments

  1. Gianni Zilio

    18 Giugno 2019 at 20:21

    Ma perche i ciccioni non chiamano.il.113

  2. Fabrizio Ventimiglia

    18 Giugno 2019 at 20:58

    Uomini di merda troppo comodo picchiare una donna..

  3. Antonia De Santis

    18 Giugno 2019 at 21:27

    Ancora?!?! 🙁

  4. Ilenia Zanellato

    18 Giugno 2019 at 22:19

    Ma a cisterna che ce sta nell’aria?!?

  5. Jessìca Marongìu

    19 Giugno 2019 at 7:55

    Si ma ce deve rimane in galera! Che tanto con le leggi di merda che abbiamo in Italia tornerà fuori… uomo di merda

  6. Anna Giulia Bottaccioli

    19 Giugno 2019 at 9:28

    Ma è l’acqua?

  7. Elisa

    19 Giugno 2019 at 16:33

    Ma questi giudici che non danno una condanna severa e li rilasciano ma che problemi hanno …

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CRONACA

Latina, inseguimento nella notte, Volante della polizia speronata e colpita da oggetti pesanti

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LATINA – Inseguimento nella notte nella zona di Borgo Sabotino.  Secondo le primissime informazioni, una Volante della polizia di Stato che aveva intercettato un’auto rubata ha cercato di fermarla, ma la reazione è stata aggressiva.  Su Strada Acque Alte, la Volante è stata speronata, poi nel corso dell’inseguimento, dalla vettura in fuga sono stati lanciati oggetti pesanti che hanno colpito l’auto della Questura di Latina con danni rilevanti e il ferimento, fortunatamente lieve, degli agenti che sono stati poi controllati e medicati in ospedale. In questo modo i fuggiaschi sono riusciti a far perdere le proprie tracce imboccando la strada in direzione Roma e sono ora attivamente ricercati. Preoccupazione tra i residenti della zona.

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CRONACA

Aprilia, a dicembre bruciò l’auto di un pregiudicato, in carcere un 31enne

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APRILIA – E’ stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Latina e del Commissariato di P.S. di Aprilia, il 31enne romano accusato di aver dato alle fiamme, dopo averla cosparsa di benzina, l’autovettura di un pregiudicato residente in via Ugo La Malfa, con l’intento di minacciarlo. L’azione era stata rapida: il giovane si era fermato a un distributore, aveva riempito una bottiglia di plastica di benzina, poi aveva raggiunto l’obiettivo , aveva cosparso l’auto di liquido infiammabile e aveva appiccato il rogo poi propagatosi a un’altra auto e al solaio di un appartamento dell’Ater al primo piano di una palazzina, quello in cui vive l’uomo bersaglio dell’intimidazione.

I fatti risalgono al 14 dicembre scorso e le indagini sono state condotte dagli investigatori della Squadra Mobile di Latina, coordinati dalla Procura.  Nel corso delle indagini, l’indagato si sarebbe addirittura “vantato” delle sue gesta – un probabile atto di ritorsione per un’aggressione subita. Si considerava l’ispiratore anche di altri recenti attentati incendiari avvenuti ad Aprilia.

Nel corso dell’interrogatorio preventivo, l’indagato, pur ammettendo gli addebiti, ha riferito che la sua era stata una “bravata”, non avendo peraltro intenzione di colpire anche la struttura dell’immobile, ma solo l’autovettura della vittima. Motivazioni che, tuttavia, non hanno convinto il Giudice, che ne ha ravvisato la pericolosità sociale ed il conseguente concreto pericolo di recidiva. Dopo essere stato rintracciato nella città di Aprilia, il trentenne, a cui stata anche contestata e riconosciuta la recidiva (posto che è già stato condannato in via definitiva per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali) è stato arrestato e condotto nel carcere di Latina.

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CRONACA

Fermato per un controllo fece resistenza insultando i carabinieri, Cha Cha ai domiciliari

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LATINA – Fermato per un controllo, pronunciò parole offensive e minacciose nei confronti dei carabinieri che gli stavano sequestrando la macchina  – la guidava con patente revocata  -,  venerdì sera i militari dell’Arma hanno eseguito la misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal Gip del Tribunale di Latina nei confronti Costantino Di Silvio detto Cha Cha di 58 anni accusato di resistenza a Pubblico Ufficiale. Il provvedimento è stato emesso su richiesta della Procura dopo i fatti avvenuti lo scorso 21 febbraio quando, dopo reiterate violazioni della sorveglianza speciale cui è sottoposto, tra cui appunto la revoca del permesso di guida, l’esponente del clan si rivolse a un militare insultandolo, perché si era appostato in Via Umberto I nei pressi di Piazza San Marco, in pieno centro,  per fermarlo e inviò nella stessa occasione anche minacce al comandante della Stazione: “E’ un poveraccio, non diventerà mai capitano, ditegli che si sta alla larga da me”. Il gip ha deciso per i domiciliari mentre la Procura chiedeva l’arresto, mentre una precedente richiesta di arresto, sempre per violazioni della sorveglianza speciale, era stata respinta.

 

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