15 giugno hotel europa

Disprassia, viverla con lentezza: un incontro a Latina per parlare ai genitori

La referente dell'Aidee, Letizia Michelazzi: "Spieghiamo come un disprassico vive da adolescente e adulto"

LATINA – “Vivere con lentezza la disprassia”: è il titolo di un incontro che si terrà oggi pomeriggio alle 15,30 all’Hotel Europa di Latina promosso dall’Aidee (Associazione Italiana Disprassia dell’Età Evolutiva) e organizzato dal centro  Linguaggio e Movimento di Latina per parlare di questo disturbo  – di cui soffre il 5% della popolazione – e per spiegare in particolare come lo vivono e adolescenti e adulti.

“Con la nostra equipe multidisciplinare abbiamo voluto proporre questo incontro per dare un aiuto concreto ai genitori che ogni giorno sfidano piccole e grandi difficoltà  – spiega la referente di Latina e del Lazio dell’Aidee Letizia Michelazzo – La disprassia è una difficoltà della pianificazione di atti motori finalizzati, che si manifesta già nella fase del gattonamento e dei primi passi ed è molto importante che i segnali siano letti e si affronti subito un percorso terapeutico. E’ importante anche gli adulti chiamati ad occuparsi del bambino comprendano il disturbo”.

Durante l’incontro di oggi la dottoressa Michelazzo e lo scrittore Pierluigi Cuccitto, grazie all’ esperienza vissuta in prima persone, spiegheranno come il disprassico può compensare per esempio  la mancanza di equilibrio e di coordinazione: “Faremo sperimentare ai genitori il modo in cui,  da adulti, si vive questa difficoltà e quindi anche la lentezza esecutiva che fa parte del vivere da disprassico, come accettarla imparando a conviverci”, aggiunge Michelazzo.

Durante la tavola rotonda di oggi, i genitori potranno fare domande per affrontare nella maniera giusta la difficoltà  dei loro figli, che a volte appaiono goffi, e a farlo magari anche con ironia. “Si tratta di un disturbo  genetico trasmesso da uno dei due genitori. La nostra Associazione si occupa di formare terapisti, educatori e genitori, spiegando come accompagnare nel percorso, non solo di terapie, ma di vita il ragazzo disprassico”.

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